COMMENTO AD UN COMMENTO SUL POST RELATIVO ALLA “TRISTE SORTE DEL “FATTORE P””

Ho letto qualche minuto fa un commento – inviato due volte il 10 marzo ultimo scorso da persona che si firma con nome femminile – al post “La triste sorte del “Fattore P”” e ho provveduto a pubblicarlo.
Nel ringraziare la gentile signora per l'”attenzione postuma” riservata a questo blog inattivo ormai da tempo e dallo stesso autore non più sinora frequentato, ritengo opportuna qualche parola di risposta.
Con toni alquanto risentiti, la cortese commentatrice afferma che chi scrive avrebbe, nel summenzionato post, parlato di cose che non conosce, nonché giudicato e offeso persone che non conosce; aggiunge che, diversamente da quanto scrivo, la formazione politica alla quale faccio riferimento nel post in questione è aperta a persone di diverse provenienze politiche; m’invita a partecipare alle riunioni (che immagino siano quelle che si svolgono presso la sede del “Fattore P” in via IV Novembre numero civico 10, benché nel commento ciò non sia specificato) che si svolgono lunedì sera alle 21.00.
Vorrei rilevare anzitutto che la gentile signora non solleva alcuna critica sostanziale alle osservazioni contenute nel post che ha suscitato la sua reazione – osservazioni del resto basate su informazioni pubbliche, notorie e non contestate.
Lo scrivente non parla di ciò che non conosce, ma parla per quel poco o pochissimo che conosce. A parte i dati di fatto richiamati nel post contestato dalla cortese commentatrice e non contestati, né – credo – contestabili, che SEL Capena avesse un ruolo e una posizione di tutto rilievo nel “Fattore P” e avesse assunto o fosse tra coloro che avevano assunto l’iniziativa di dar vita a questo “cartello” o “aggregazione” o come la vogliamo chiamare, si desume dal fatto che il candidato Sindaco di questa lista veniva appunto da SEL Capena e in tale partito militava (non sappiamo se vi militi tuttora).
Faccio notare alla gentile signora che del resto nello stesso post, che lei contesta, si dice chiaro e tondo che nel “Fattore P” si sono aggregate forze diverse; del resto, in un post di poco antecedente di questo blog, dal titolo “Capena: la politica al tempo delle larghe intese”, si cita un passo di un manifesto o volantino preelettorale del “Fattore P” nel quale si vanta il carattere assai composito di questa formazione, nella quale, comunque, erano indubbiamente gran parte appunto SEL e alcuni spezzoni del centrodestra locale (possono essersi aggregati anche alcuni pentastellati e piddini, ma, comunque, Movimento Cinquestelle e PD avevano proprie liste, che, tra l’altro, sono state più votate del “Fattore P”).
Lo scrivente ritiene di non aver offeso nessuno e di non aver espresso alcun giudizio su persone, ma di aver tutto il diritto di qualificare come ridicolizzante un’operazione politica, o come altrimenti la si voglia chiamare, che mette insieme un minestrone dai plurimi e almeno apparentemente contrastanti ingredienti e si conclude con un ultimo posto; tanto più ridicolizzante poi è l’operazione quanto più “inclusiva” era l’aggregazione messa in piedi. Il ridicolo dell’operazione politica, ovviamente, si riflette su chi la promuove e la pone in essere, mettendosi a capo della stessa; semmai, si potrebbe osservare – e su questo concorderei – che il giudizio su tale operazione viene dato nel post con il senno di poi. D’altronde, le urla del comizio conclusivo del candidato Sindaco del “Fattore” fanno pensare che le aspettative fossero superiori al risultato poi effettivamente ottenuto.
La cortese commentatrice mi dice che sono, loro del “Fattore P”, bravissime persone che spendono tempo e denaro per migliorare le condizioni del paese, dando esempio e dimostrazione di spirito civico – e non lo metto assolutamente in dubbio; mi dice che l’Urbanista è una bravissima persona, assai competente e impegnata nel sociale – e, di nuovo, non lo metto assolutamente in dubbio. Come ho sopra già rilevato, diversamente da quello che sembra pensare la cortese commentatrice, nel post da lei contestato non è mai questione di giudizi su persone, ma solo di valutazione relativa ad un’operazione politica per le elezioni comunali di Capena nel 2014. Del resto, mantenendosi peraltro nel generico, proprio la gentile signora ammette – bontà sua – qualche errore da imputarsi a inesperienza, anche se non è chiaro se stia parlando di tutte le componenti del “Fattore P” o di qualche sua componente in particolare.
Per quanto sopra osservato, non ritengo di dover ravvisare in quanto scritto nel post contestato né “scorrettezze”, né “inesattezze”, diversamente da quanto sostiene la cortese commentatrice. Basta leggere l’articolo “Fattore P: la scelta di SEL Capena per le comunali 2014”, datato 22 maggio 2014, sul sito dei SEL Capena: c’è forse scritto qualcosa di sostanzialmente diverso da quanto ho sinteticamente richiamato nel post contestato dalla gentile signora? non è dato forse ricavare dalla lettura di quell’articolo che “Fattore P” è il frutto di un’iniziativa politica portata avanti essenzialmente e in primo luogo da SEL Capena?
Nel ribadire che nel post non si formula alcun giudizio su persone, rilevo che la cortese commentatrice, da parte sua, non si fa scrupolo di utilizzare per quattro volte l’epiteto “ridicolo” con riguardo alla mia persona, sulla quale esprime così un giudizio, proprio mentre lamenta (inesistenti) giudizi da parte di chi scrive sulle persone del “Fattore P”. La gentile signora formula addebiti che in gran parte ritengo di aver sopra confutato; vi è poi quello – non nuovo e già espresso in passato più volte – relativo all’anonimato, ma, di nuovo, ripeto che, per quanto mi riguarda, non importa chi dice, ma che cosa vien detto. L’identità della gentile signora e cortese commentatrice è, a mio modo di vedere, irrilevante e non le faccio certo una colpa di non aver dichiarato le proprie generalità, che non conosco: ciò che conta è quel che ha scritto e, a mio avviso, si tratta sostanzialmente di un’invettiva priva di contenuti razionali, alla quale tento di opporre alcune controdeduzioni basate sui fatti e sulla logica.
La cortese commentatrice aggiunge anche che lo scrivente fa di tutto per passare inosservato e sembra contrapporre questo presunto atteggiamento a quello di coloro che, come quelli del “Fattore P”, ci “mettono la faccia”. Non voglio stare a sottilizzare, argomentando che in passato chi scrive potrebbe aver in qualche situazione “messo la faccia” a proprio rischio e pericolo, ma alla gentile signora faccio comunque osservare che – e mi sembra incontestabile – ognuno, nei limiti ovviamente del lecito, campa tenendo il tipo di condotta che preferisce, con il carattere e il “modus operandi” suoi propri, e che, d’altronde, non vedo perché (e da chi) dovrei essere “osservato” e, comunque, come potrei impedirlo a chi volesse farlo (rendendomi invisibile?); d’altra parte, chi aspira a svolgere funzioni pubbliche e si presenta a competizioni elettorali deve accettare che il suo operato sia liberamente valutato, purché ciò avvenga in forme pacate e civili, come mi sembra che da parte dello scrivente sia sempre avvenuto, e per esprimere le proprie opinioni politiche non è richiesta la previa dichiarazione della propria identità.
Ringrazio poi per il cortese invito alle riunioni del lunedì sera, ma la gentile signora non se l’avrà certamente a male se rispondo che ritengo di dover declinare: in effetti, non mi è mai accaduto di partecipare a tali riunioni e il commento, al quale chi scrive ha testé replicato, non è tale da invogliare a ciò. Chi voglia assumere informazioni sulle iniziative del “Fattore P” può poi, “nascondendosi dietro la tastiera”, per riprendere un’espressione della gentile signora, andare sul relativo gruppo in Facebook. Ringrazio, infine, per la (ironica) stima da parte della cortese commentatrice, ma non credo di poter “illuminare” qualcuno; mi accontenterei – e sarebbe già tanto – di poter esprimere opinioni senza avere in risposta invettive.

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