CAPENA: UN MANIFESTO DI SEL E GLI APPREZZAMENTI CHE ESSO CONTIENE A PROPOSITO DEL PD INDIGENO

E’ di qualche tempo fa un manifesto nel quale il circolo capenate di SEL (Sinistra Ecologia Libertà), oltre a celebrare il risultato superiore alla media nazionale localmente ottenuto da Nicola Vendola al primo turno delle primarie per la designazione del candidato premier per lo schieramento di centrosinistra, esprime compiacimento per il fatto che il PD di Capena avrebbe alfine detto qualcosa di sinistra e cita tre esempi: l’aver, per quanto concerne il nuovo piano regolatore, aderito ad un’opzione di consumo minimo del territorio, l’aver formulato l’intento di realizzare un “centro di aggregazione giovanile” e l’aver espresso un punto di vista critico circa la questione attinente al recupero dei nuclei abusivi.
Su quest’ultimo punto ci sembra che la valutazione di SEL, così come espressa nel manifesto, pecchi un po’ d’ingenuità. Pare, infatti, che il predetto manifesto attribuisca al PD una presa di posizione tendenzialmente negativa per quanto concerne il recupero dei nuclei abusivi: tuttavia, a ben leggere quel che, ad esempio, in un post su Facebook ha scritto il segretario del PD di Capena, riepilogando quanto fatto nei primi mesi di governo, le cose stanno diversamente. In buona sostanza, la scelta operata dal PD locale sulla questione del recupero dei nuclei abusivi può meglio considerarsi e qualificarsi come mera “sospensione del giudizio” in attesa dell’esito di procedimenti penali pendenti (verosimilmente per l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva): la motivazione di siffatta scelta sta nella volontà di “non interferire” con tali procedimenti, finché non si siano conclusi.
Premesso che i procedimenti penali, cui si fa riferimento (e cioè quelli per lottizzazione abusiva), non coinvolgono tutti i nuclei del cui recupero si discute, ma, se non andiamo errati, tre di essi (si veda l’intervento del Consigliere Comunale Angela Montereali al Consiglio Comunale svoltosi nell’ultima decade dello scorso mese di luglio), la presa di posizione del PD sul punto tradisce un chiaro imbarazzo e la volontà di non affrontare, per il momento, la questione, sperando che ulteriori sviluppi in altre sedi possano togliere la castagne dal fuoco. A questa conclusione può giungersi anche sulla base dell’inconsistenza della motivazione addotta. Se si fosse informato più seriamente sulla questione, il consortium cerebrorum di via IV Novembre n. 12 avrebbe infatti appreso che, diversamente da quanto accade per gli abusi edilizi “isolati”, per i quali è previsto che la sanatoria amministrativa dell’abuso estingua il reato e quindi la rilevanza penale dell’abuso stesso, nel caso del reato di lottizzazione abusiva non è stabilita un’efficacia estintiva della sanatoria, sicché, ove anche fosse approvato un piano di recupero del nucleo abusivo, ciò non farebbe venir meno l’eventuale responsabilità penale dei lottizzatori, sicché non vi è alcuna possibile “interferenza”, sotto tale profilo, tra il possibile recupero del nucleo in sede amministrativa e i procedimenti penali pendenti per l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. Al più, il recupero amministrativo del nucleo incide sull’applicazione della sanzione accessoria della confisca, sancita in linea di principio nel caso in cui sia irrogata condanna per lottizzazione abusiva, ma non “interferisce” con il procedimento penale pendente. La motivazione addotta dal PD per giustificare il fatto di non pronunciarsi sulla questione non ha quindi consistenza; la valutazione concernente il recupero di nuclei abusivi non ha, tra l’altro, alcuna correlazione meccanica con l’esito di procedimenti penali per l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e, del resto, è la legge regionale stessa, a partire dalla n. 28 del 1980, che, nel prevedere il recupero, qualifica i comprensori che ne sono oggetto come “nuclei abusivi”, espressione alla quale viene nella pratica spesso pudicamente sostituita quella di “nuclei spontanei”. Il PD locale non può quindi o meglio non potrebbe sgravarsi della responsabilità di una scelta politica evocando l’eventualità di un'”interferenza” con procedimenti penali pendenti.
E’ poi lecito chiedersi quale sarebbe stato l’atteggiamento del PD di Capena sull’argomento se certe notizie non fossero state rese di pubblico dominio da un intervento del Consigliere Comunale Angela Montereali al Consiglio Comunale del 24 luglio ultimo scorso in relazione al punto n. 6 dell’o.d.g. e se ad esse non avesse fatto riferimento, in alcune istanze pubblicate sul sito del “Maestrale”, il Consigliere Comunale Alessandro Ristich.

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