CAPENA: L’ANOMALIA NELL’ANOMALIA

Dunque a febbraio l’Italia va al voto per le politiche, a febbraio si terranno anche le elezioni regionali nel Lazio, per primavera – se non andiamo errati – sono previste le comunali per Roma Capitale, città metropolitana, si rinnoverà anche – pensiamo – il Consiglio Provinciale di Roma, e nel frattempo il PDL esplode, o implode, o si “spacchetta”, si suddivide, si frantuma, è allo sbando, è nel caos, Bersani in Parlamento qualifica come “irresponsabili” quelli del centrodestra ed esclude futuri sostegni della parte politica di cui è segretario a governi tecnici o meno appoggiati anche dal PDL, Gasbarra, coordinatore regionale del PD nel Lazio, esibisce attenzione per le ragioni del MoVimento Cinquestelle, Zingaretti dice che il centrodestra sarà “spazzato via” nel Lazio e parte con la sua campagna elettorale per la presidenza della Regione, la Polverini termina come peggio non si potrebbe la sua esperienza di Governatore della stessa, tra i vari Fiorito, Battistoni & C. finisce a schifìo, il fidanzato di Francesca Pascale rispolvera per la campagna elettorale i soliti vecchi stantìi assurdi “richiami della foresta” per mobilitare l’elettorato di centrodestra contro la sua mitica “sinistra”, ma….
…..ma a Capena il fattore via IV Novembre n. 12 è decisivo e si va avanti con una singolare esperienza che non si sa dove possa portare: un’Amministrazione sostenuta congiuntamente da PD e PDL, con contorno di non ben precisati indipendenti, nata – si disse – per tener lontano il babau commissariale. Certo, gli sviluppi politici nazionali e regionali di questi ultimi mesi non fanno che convincerci vieppiù dello straordinario acume politico, della profonda sensibilità democratica e dell’insuperata umiltà della nomenklatura del PD di Capena: se Capena fosse, com’era possibile, andata al voto nel 2013, ciò sarebbe avvenuto in un contesto sensibilmente “recessivo” per il centrodestra e favorevole alle forze di opposto orientamento politico.
In questo contesto rinunciare ad un po’ di ridicolo supplementare è comunque difficile ed ecco così un volantino in cui si rivendicano i meriti dei primi nove mesi della nuova Amministrazione, al quale ha puntualmente replicato il “Maestrale” con un manifesto in cui il PD di Capena, autore del volantino criticato nel manifesto, viene accostato ad un personaggio di Collodi noto, tra l’altro, per la sua occasionale propensione ad affermazioni non rispondenti al vero.
Certo, nel frattempo per il PD locale suonano campane con ritocchi che non sono rigorosamente parlando a festa: dice niente il fatto che, al primo turno delle primarie del centrosinistra per il candidato premier, Vendola a Capena ha ottenuto, con 114 voti su 330, un risultato, pari al 34,55%, superiore alla media nazionale? Dice, forse, che alle prossime elezioni comunali diminuirà drammaticamente la percentuale di utili idioti disposti a consegnare il proprio consenso ad una “nomenklatura” che poi opera “senza vincolo di mandato”, credendosi autorizzata, dietro lo scudo offerto dal formale rispetto delle norme statutarie di partito, a fare quel che più le pare, piace e aggrada, infischiandosene di quel che succede nella provincia, nel capoluogo della provincia, nella regione, nella altre regioni, a livello nazionale; senza contare poi che alla stessa area di elettorato sono destinati ad attingere anche “grillini” (MoVimento Cinquestelle) e “arancioni” e hanno di fatto già attinto e ancora attingeranno, a livello locale, “Capena Anno Zero” e “Il Maestrale” e senza contare che il numero dei votanti alle recenti primarie del centrosinistra a Capena è stato, anche al primo turno, sensibilmente inferiore a quello registrato per analoghi appuntamenti in passato – un indice non certo di popolarità e di gradimento crescenti per la dirigenza del principale partito di quell’area a Capena.
Nel sopra richiamato manifesto del “Maestrale” si dice che al PD di Capena Pinocchio fa un baffo. L’affermazione ci sembra poco espressiva: si potrebbe forse più propriamente dire che al PD di Capena la Gotterdammerung (con una dieresi sopra la “o” e un’altra sopra la “a”) fa un baffo.
D’altra parte, per tutto questo e per altro ancora c’è una risposta la cui validità, superiore a quella di qualsiasi altra risposta, è certificata da una lunghissima esperienza: far finta di niente. Facile, no?

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