CAPENA: THE NEVERENDING STORY

E’ stato qualche settimana fa diffuso dal “Movimento Capena Anno Zero” un volantino, che, ripreso anche nella homepage del sito Internet del Movimento, contiene critiche all’Amministrazione in carica e proposte su diversi punti programmatici.
Vi si legge, tra l’altro, della “Proposta di Delibera Popolare con 527 firme“, che riguarda l'”acqua pubblica” e “risulta ancora bloccata nei cassetti del Comune” – e questa prospettata situazione è messa dal volantino in conto all'”insensato ostracismo” che sarebbe posto in opera dall’Assessore ai Lavori Pubblici e alla Trasparenza.
Si tratta dell’ennesimo capitolo di una polemica, che si trascina da mesi e che oppone sull’argomento il “Movimento Capena Anno Zero” al predetto Assessore.
Lo scrivente non vuol certo inseguire “Capena Anno Zero” sul piano delle accuse di “ostracismo”, per valutare la fondatezza delle quali occorrerebbe addentrarsi nello scivoloso terreno delle procedure, una minuziosa conoscenza dei cui dettagli potrebbe forse consentire di esprimere un primo apprezzamento circa le accuse reiteratamente mosse all’Assessore ai LL.PP. dal predetto Movimento.
C’è, tuttavia, un’argomentazione logica, che, “ostracismo” o meno, consente di arrivare ad una conclusione.
Non v’è dubbio che la prima proposta, per l’introduzione del principio dell'”acqua bene comune” nello Statuto Comunale di Capena, sia quella partita sostanzialmente dal “Movimento Capena Anno Zero”, come principale animatore dell’articolazione locale di un movimento nazionale, un “Forum”, che si batte per sottrarre l’acqua, come bene essenziale per la vita degli esseri umani, allo sfruttamento da parte dei privati e alla conseguente sottomissione ad una legge di profittabilità. Per l’introduzione del principio “acqua bene comune” nello Statuto Comunale di Capena fu organizzata una raccolta firme, per la quale si adoperò non solo, ma senz’altro soprattutto il “Movimento Capena Zero”, e alla quale, se non andiamo errati, diede uno sporadico contributo anche l’Assessore ai LL.PP., non sappiamo se per l’arco di una mattinata o qualcosa di più.
Il testo dell’articolo proposto e presentato in seguito a questa raccolta firme era, è forse talmente viziato da essere inemendabile? Per quale motivo, da parte di chi peraltro non aveva contribuito se non marginalmente alla raccolta firme, doveva spuntare fuori un altro testo, benché le differenze con il testo originariamente proposto non appaiano certo essenziali e possa comunque modificarsi la proposta originaria?
E’ questo il punto che non si riesce a capire. Anziché lavorare per eventuali emendamenti sul testo formulato da chi aveva promosso la raccolta firme, cioè sul testo presentato in origine, si è scelta la via di un altro testo, che appare, stando a quanto afferma “Capena Anno Zero”, “intestato” all’Assessore ai Lavori Pubblici.
E poi un’altra riflessione: esiste qualcuno, estraneo alla ristretta cerchia dei frequentatori del locale ubicato in via IV Novembre n. 12, che, in grado di compulsare la Rete, non possa formarsi una ben precisa idea circa il senso di quello che è successo e che sta succedendo sulla questione dell’introduzione del principio “acqua bene comune” nello Statuto Comunale? E il dover, per rivendicare propri supposti meriti, addentrarsi in defatiganti distinguo e in sottigliezze concettuali, a fronte dell’accecante evidenza della cronologia, è sintomatico? E, se sì, sintomatico di che?
In conclusione, facciamo dunque memoria dell’insegnamento che, in un passaggio di una sua opera letteraria del genere fiction – la quale ha poi conosciuto anche una fortunatissima trasposizione cinematografica -, ci ha impartito Mario Puzo: nessuno può eguagliare in astuzia un siciliano.

Una Risposta to “CAPENA: THE NEVERENDING STORY”

  1. capenaannozero Says:

    Ad integrazione e per notizia di quanto descritto nell’articolo, Mi corre l’obbligo di comunicare che la proposta di modifica dello Statuto Comunale inerente l’Acqua Bene Comune è stata interamente portata avanti dal Movimento ed ha visto l’adesione di 527 cittadini, tra cui alcuni amministratori, ma non annovera tra questi le firme dei due assessori del PD ne tento meno quella del Segretario del citato partito.
    Unica e sporadica apparizione, è stata fatta dal citato assessore alla trasparenza, ma solo perchè “obbligata dal partito”, solo in occasione della raccolta firme propedeutiche al buon esito del referendum sull’Acqua, e anche in quella occasione, con le solite manie di protagonismo, ha creato non pochi problemi al Comitato Referendario.
    RCE Movimento Capena Anno Zero

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