CAPENA: A PROPOSITO DI ABBREVIAZIONI

Sappiamo bene che quanto stiamo per notare potrebbe fruttarci da parte di qualche gentile utente in qualche cortese commento insinuazioni d’insanità mentale – non sappiamo se dall’alto o meno di qualche specializzazione post lauream in psichiatria.
In uno degli ultimi manifesti affissi per le vie del paese a cura dell’Amministrazione si dà notizia di un incontro con i residenti del centro storico, il pomeriggio del 17 novembre del corrente anno, per dar loro informazioni circa un intervento per il recupero e il risanamento delle abitazioni in quella zona di Capena – intervento finanziato con 420.000,00 Euro dalla Regione Lazio, che lo ha erogato in seguito alla partecipazione ad un bando di concorso per interventi di questo tipo.
Il manifesto è intestato all’Assessorato ai LL.PP.; sotto l’indicazione dell’Assessorato, si legge, in caratteri minori, “Dipartimento III° – Area Tecnica – Servizio Lavori Pubblici”, come se fossero articolazioni dell’Assessorato. Portiamo l’attenzione sulle ultime due righe del manifesto, e sull’ultima in particolare: vi sono menzionate due componenti la Giunta Comunale, e cioè l’Assessore ai Lavori Pubblici e il Sindaco. Entrambe hanno conseguito un titolo accademico, ma esso viene diversamente indicato nell’uno e nell’altro caso: “Dott.ssa” nel caso dell’Assessore ai LL.PP. e “Dr.ssa” nel caso del Sindaco (l’abbreviazione “Dr.ssa” ricorre anche superiormente nel corpo del manifesto, sempre con riferimento al Sindaco). Personalmente preferiamo la forma “Dott.ssa”, perché le lettere, che nella forma abbreviata di un sostantivo sono riportate, a nostro avviso dovrebbero essere, tranne quelle separate dal punto (tranne, quindi, la seconda “t” e la prima “s”, in questo caso), tutte consecutive l’una all’altra nella forma non abbreviata, sicché alla “d” iniziale non dovrebbe seguire la “r”, che nella forma piena della parola non segue immediatamente la “d”, ma è da essa separata da ben quattro lettere.
Al di là di queste preferenze, quello che non si comprende è come possa la stessa parola (“Dottoressa”) essere abbreviata ora in un modo, ora in un altro, nel contesto peraltro dello stesso manifesto. Non dovrebbe esserci una tendenza all’uniformità?
Certo, una differenza di abbreviazione non è che un elemento formale di nessuna importanza reale – ciò diciamo anche per rassicurare chi dovesse nutrire timori circa la sanità mentale dello scrivente.
Ci piace, in ogni modo, nonostante questa inopinata diversità di abbreviazione del medesimo titolo accademico a entrambe spettante, immaginare la “Dott.ssa” e la “Dr.ssa” camminare affiancate, impegnate in un fitto conversare, di cui ci spingiamo finanche a intuire i contenuti:
“Hai visto la pertinacia con la quale “Capena Anno Zero” porta avanti la sua battaglia per introdurre nello Statuto Comunale il principio dell’acqua “bene comune”? Merita un riconoscimento, no?”
“Sono d’accordo: anche se non sono da escludere modifiche, direi di fare in modo che la proposta possa essere approvata in tempi brevi. A “Capena Anno Zero” renderemo merito per il suo impegno: è il minimo che si possa fare.”

Oppure:
“Hai visto quella proposta di SEL sulla pubblicazione dei dati inerenti alle analisi chimiche sull’acqua destinata a uso umano nel territorio di Capena sul sito comunale? Interessante, no? Un’Amministrazione che, come la nostra, è nata all’insegna della trasparenza….”
“Sì, certo, è il caso di provvedere ad un’immediata realizzazione di quanto proposto dai vendoliani locali: a SEL renderemo anche merito della proposta avanzata, com’è giusto.”

Oppure:
“Hai visto, è sorto a Capena un comitato, “Salviamo il paesaggio”: che bello, dopo tanto tempo sorge nella società civile indigena un segnale d’interesse per valori estranei a quelli del pensiero unico urbanistico. Hanno fatto anche una proposta, di censire il patrimonio abitativo inutilizzato a Capena…”
“Sì, ho visto, vedremo quello che si potrà fare, e, quando lo avremo fatto, renderemo loro merito per la proposta avanzata, come mi sembra giusto.”

E questi pensieri ognor più ci confortano e ci consolano.

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