CAPENA: TENDENZIALE OBSOLESCENZA DEL PUNTO PROGRAMMATICO QUALIFICANTE RELATIVO ALLA TRASPARENZA E RIENTRANTE TRA QUELLI FORMULATI DAL PD DI CAPENA COME CONDIZIONI PER IL PASSAGGIO DALL’OPPOSIZIONE AL GOVERNO

La legislazione nazionale scavalca gl’impegni politicamente assunti dal PD locale per giustificare il proprio passaggio dall’opposizione al governo.
Ha detto il Consigliere Angela Montereali, nel corso della discussione sul punto n. 1 all’o.d.g. del C.C. del 30 giugno 2012, che il “decreto-legge sviluppo”, approvato il 15 giugno u.s. dal Consiglio dei Ministri, “prevede espressamente che gli Enti locali abbiano l’obbligo di pubblicare su internet oltre le Delibere di Giunta e di Consiglio anche le DETERMINE delle spese superiori ad euro 1.000” (v. in corrispondenza del C.C. del 30 giugno 2012 la sezione “In Comune” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”).
Deve precisarsi che la norma alla quale fa riferimento il Consigliere Montereali è l’art. 18 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, vigente dal 26 dello stesso mese, essendo stato pubblicato, in quello stesso giorno, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 147, nel Supplemento Ordinario n. 129; deve altresì precisarsi che la norma in questione non contempla un vero e proprio obbligo di pubblicazione del testo delle determine dirigenziali che comportano spese superiori ad Euro 1.000, ma, propriamente parlando, con riguardo alla “concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili
finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei
compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e
comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui
all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e
privati
“, l’obbligo di pubblicare sul sito Internet dell’Ente (non già il testo integrale del provvedimento attributivo, ma) i seguenti dati: “a) il nome dell’impresa o altro soggetto
beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il
titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o
dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e)
la modalita’ seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il
link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato,
nonche’ al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o
servizio
“. Si noti che la pubblicazione di tali dati non avviene nell’albo pretorio online dell’Ente, ma, come prevede il terzo comma del surrichiamato art. 18, “nell’ambito dei dati della sezione
«Trasparenza, valutazione e merito»
” del sito. A decorrere dal 1° gennaio 2013 la pubblicazione dei dati suddetti costituisce condizione legale di efficacia dei titoli legittimanti concessioni o attribuzioni per importo superiore a mille euro. Ci sembra, quindi, di poter concludere, diversamente da quanto sembrerebbe ritenere il Consigliere Montereali, che l’obbligo di pubblicazione dei dati sussista per tutti i provvedimenti che comportano un’erogazione di denaro dell’Ente (salvo il pagamento dello stipendio e dei contributi ai lavoratori dipendenti dell’Ente), qualunque sia l’entità della somma da corrispondere, e che la soglia dei 1.000,00 Euro abbia rilevanza non ai fini della sussistenza dell’obbligo di pubblicazione dei dati, ma soltanto ai fini della valenza di condizione di legale di efficacia della pubblicazione stessa per il provvedimento che costituisce titolo per l’erogazione della somma (va peraltro aggiunto che il Consigliere Montereali formula espressamente, rivolgendosi all’Assessore alla Trasparenza, l’auspicio che il Comune voglia pubblicare gli atti anche se l’importo della somma non supera i 1.000,00 Euro; a nostro avviso, anche in quest’ultimo caso la pubblicazione dei dati sopraelencati è obbligatoria, e non sarebbe quindi una benevola e graziosa concessione dell’Amministrazione, magari con rivendica di relativo “merito” da parte del competente Assessore).
Giustamente il Consigliere Montereali rimarca come i sostanziali passi avanti sul campo della trasparenza siano stati, dall’Amministrazione in carica prima del “rimpasto” del febbraio di quest’anno, compiuti obtorto collo, cioè in esecuzione di un obbligo imposto dalla legge, com’è stato per l’albo pretorio online, ovvero siano stati subiti per la caparbia iniziativa delle forze di opposizione come “Capena Anno Zero e “Il Maestrale” (PD escluso), com’è stato per le riprese e per la messa in rete delle riprese delle sedute del Consiglio Comunale.
Comunque, di uno dei punti programmatici qualificanti ai quali il PD di Capena aveva subordinato il proprio passaggio dall’opposizione al governo non rimane pressoché nulla: quello che rimane è, infatti, null’altro che l’obbligo di conformarsi, entro il 31 dicembre dell’anno in corso, al disposto dell’art. 18, rubricato “Amministrazione aperta”, del d.-l. 22 giugno 2012, n. 83, attualmente in attesa di conversione. Non vi è alcun bisogno di promettere ciò che è divenuto obbligo di legge.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: