CAPENA: UN MANIFESTO DEL PD SULLA QUESTIONE DELLA MODIFICA DELLO STATUTO COMUNALE PER L’INSERIMENTO DEL PRINCIPIO DELL’ACQUA “BENE COMUNE”

Nella tradizionale collocazione accanto al “bar di Irma” al Bivio è stato affisso su un supporto ligneo da un paio di settimane almeno un manifesto del PD di Capena, con il titolo “CHI VUOLE VERAMENTE L’ACQUA PUBBLICA?”. Il manifesto informa che l’attuale Assessore ai LL.PP. del Comune di Capena, già candidato Sindaco della lista civica di centrosinistra “VivaCapena” alle comunali del 2009 e quindi Consigliere Comunale di opposizione da giugno 2009 a dicembre 2011, ha elaborato una “sua” proposta perché sia introdotta, nello Statuto Comunale, una norma recante affermazioni di principio connesse alla considerazione dell’acqua come “bene comune”: quindi, anzitutto, accessibilità universale di principio del bene in questione per tutti gli esseri umani e sottrazione dello stesso ad una logica di sfruttamento economico e di “profittabilità”. Il manifesto, tuttavia, non si limita a svolgere una funzione informativa, ma polemizza contro un non precisato contraddittore, che s’intuisce essere il “Movimento Capena Anno Zero”. Il manifesto del PD, infatti, accenna ad attacchi asseritamente ingiustificati alla promotrice della suddetta (“sua“) proposta di modifica dello Statuto Comunale e li imputa tanto a “vane manie di protagonismo” quanto alla volontà di attaccare l’unica formazione di centrosinistra (il PD) che, a Capena, riveste, stando a quanto dice il manifesto in questione, un ruolo incisivo nella politica locale e si adopera concretamente al servizio dei cittadini, conseguendo risultati utili alla collettività.
Ora, senza entrare in questioni sulle quali ci sarà semmai modo di tornare, un punto da chiarire preliminarmente ci sembra il seguente. A Capena c’è stata una raccolta di firme, promossa anzitutto dal “Movimento Capena Anno Zero”, per introdurre nello Statuto Comunale una norma che sancisca il principio dell’acqua “bene comune”, con ciò che ne consegue(vanno ricordati anche l’impegno dello stesso Movimento in merito ai referendum sull’acqua “bene comune” del 12-13 giugno 2011 e la costituzione di un Comitato per l’acqua pubblica a Capena da parte anche e soprattutto di “Capena Anno Zero”); se mal non ricordiamo, ma riteniamo che si possa agevolmente verificare sul sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”, queste firme furono poi presentate in Comune, fu nominata una Commissione per studiare la modifica da introdurre nello Statuto e la proposta di modifica approdò anche in Consiglio Comunale, salvo poi essere rinviata per l’asserità necessità di non ben determinati approfondimenti. Insomma, l’iter per l’introduzione del principio dell’acqua “bene comune” nello Statuto Comunale era giunto pressoché al termine. Perché ora tutto questo non conta più e occorre ricominciare con un’altra proposta di modifica, avente lo stesso oggetto e vertente sulla stessa materia? Non si poteva condurre a compimento l’iter, quasi completato, della proposta di modifica portata avanti da “Capena Anno Zero”? Ci sono forse differenze essenziali tra la proposta di modifica di “Capena Anno Zero” e la “sua” (cioè dell’attuale Assessore ai LL.PP.) proposta di modifica, tali da imporre che la prima sia messa da parte e vada avanti la seconda? E protestare anche perché si vede il proprio duro e protratto lavoro politico a rischio di essere vanificato e di non trovare più alcun formale riconoscimento vuol dire forse coltivare “vane manie di protagonismo“?

Una Risposta to “CAPENA: UN MANIFESTO DEL PD SULLA QUESTIONE DELLA MODIFICA DELLO STATUTO COMUNALE PER L’INSERIMENTO DEL PRINCIPIO DELL’ACQUA “BENE COMUNE””

  1. Comitato Acqua Pubblica Capena Says:

    Gentile Trendelenburg, visto il risalto da lei dato al manifesto del PD devo intervenire a nome del Comitato Acqua Pubblica di Capena per ristabilre la verita. Riporto quanto già scritto sul nostro profilo di facebook in risposta all’assessore Brancato che pervicacemente continua a dire il falso su questa vicenda con il chiaro obiettivo di mettere il “cappello” al grande risultato ottenuto dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua di cui questo Comitato è diramazione territoriale. Mi limito a riportare la cronistoria, il confronto tra le due delibere si può vedere sul nostro profilo fb nei commenti al post dell’11 giugno:

    1. Nel 2010 il Movimento Capena Anno Zero fa una raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare a favore dell’acqua pubblica presentata in comune il 15-06-2010 (http://www.capenaannozero.com/documenti/Petizione_popolare_Acqua.pdf) basta leggere i primi tre punti e si capisce chi ha copiato chi. Ovviamente la Brancato si è ben guardata dal firmare la petizione.
    2. Per due anni la delibera di iniziativa popolare rimane inascoltata nei cassetti dell’amministrazione
    3. Dopo il Referendum viene di nuovo sollecitata l’amministrazione comunale che si dimostra disponibile
    4. la delibera presentata da Capena Anno Zero viene discussa in riunione capi gruppo e con l’aiuto del Comitato Capena Acqua Pubblica viene aggiornata alla situazione attuale. Viene presentata una bozza condivisa da tutti che è questa dove è evidente chi ha copiato chi.

    Questo quanto scrivevamo nel post. I fatti sono che il Comitato ha provveduto ad aggiornare la delibera popolare (quella depositata in Comune) dopo il risultato referendario, abbiamo partecipato alle riunioni dei Capigruppo portando la delibera modificata. Il testo base nei punti di modifica dello Statuto è stato accettati da TUTTI (non li ha certo formulati la Brancato). Tuttavia in una delle ultime riunioni la Brancato si presentava con un foglietto pretendendo che si dovesse discutere di una “sua” proposta, che chiaramente come ognuno può constatare con i propri occhi non è che il copia-incolla della delibera già presentata in sede di discussione. Ma allora a cosa mira la Brancato?? Chiaramente a prendersi dei meriti che non le competono, NON HA MAI scritto nulla che non fosse già stato presentato nelle riunioni, salvo cambiare qualche virgola e parola. Del resto sarebbe impossibile altrimenti, visto che l’assessore Brancato non si è mai interessata di questo tema (salvo prendere le firme una, dico una volta in piazza) e non possiede le competenze necessarie. Quello che all’assessore Brancato non è andato giù è che nella nostra delibera modificata avessimo aggiunto questo punto :

    “il riconoscimento del comitato locale per l’acqua pubblica “Comitato Acqua Pubblica Capena” articolazione locale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e del comitato promotore dei referendum sull’acqua, quale soggetto portatore di interessi diffusi radicati nel territorio ai sensi della legge 241/90…”

    Che non è certo un riconoscimento di merito, ma sostanziale per la nostra battaglia. L’assessore si è impuntato che non voleva questo punto…a noi certo non interessa il riconoscimento della Brancato, anche se in altri comuni questo è avvenuto (si veda per esempio la delibera di modifica allo statuto di Monterotondo, che non è certo un comune di centro-destra, per inciso è stata l’unica a opporsi così aspramente), per cui per il “bene dell’acqua” abbiamo stralciato il punto. Ma l’assessore cerca la gloria personale e allora si inventa “la sua petizione”.
    Questi i fatti. Come Comitato non possiamo che riggettare simili comportamenti opportunistici e di puro protaganismo. Per il resto è il nostro impegno in questa lotta a raccontare chi siamo e cosa faciamo.

    COMITATO ACQUA PUBBLICA CAPENA

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