CAPENA: UN MANIFESTO DEL CIRCOLO LOCALE DI “SINISTRA, ECOLOGIA E LIBERTA'”, OVVERO IL PICCOLO FESTIVAL DEGLI ACRONIMI

E’ stato affisso negli spazi pubblici all’uopo deputati, con relativi diritti pagati a partire dal 24 maggio c.a., come da timbro apposto, un manifesto del circolo capenate di “Sinistra ecologia e libertà” (acronimicamente SEL). Il manifesto in questione inizia richiamando il bassissimo livello di fiducia nei partiti, che viene quantificato nel 5%, e si chiede quale sia al riguardo la situazione a Capena. Posta la domanda, il manifesto prosegue affermando che non sono state fatte statistiche al riguardo, ma che, ascoltando ragazzi, vecchi e mamme, si può concludere che non sono contenti di come si vive a Capena (qui è da notare un’imperfetta consequenzialità: si parte da una rilevazione statistica generale sulla fiducia della gente nei partiti, ci si chiede poi come al riguardo la si pensi a Capena, e cioè – par di capire – quanto la gente si fidi dei partiti a Capena, per poi, invece, concludere sull’opinione della gente in merito alla qualità della vita a Capena).
Dopo questa introduzione, il manifesto entra nello specifico e, definita Capena “un paese pressoché abbandonato dall’Amministrazione” che si trova in una situazione che per nelle sue negatività non ha riscontro con quella di nessuno dei paesi vicini, elenca alcuni elementi suscettibili di giustificare l’asserito malcontento sulla qualità della vita a Capena: 1) insufficienza e inadeguatezza degli spazi scolastici; 2) carenza totale di verde pubblico: 3) carenza totale di spazi di aggregazione giovanile; 4) carenza totale di spazi di gioco per bambini; 5) carenza totale di sostegno sociale ad anziani, famiglie e giovani coppie; 6) abbandono del centro storico e dei nuclei periferici (per questi ultimi, il manifesto cita Pastinacci, Colle del Fagiano e il Bivio); 7)carenza di parcheggi; 8) stato di dissesto delle strade; 9) crisi diffusa delle piccole attività commerciali.
Ciò detto, e criticata anche di passaggio la composizione politica della nuova Amministrazione, con l’accostarsi del PD al PDL, il manifesto passa ad esporre alcune proposte concrete, delle quali due formano oggetto di richiesta rivolta all’Amministrazione e altre due sono, invece, realizzabili in via di autoorganizzazione da parte dei cittadini.
All’Amministrazione si chiede di: 1) reperire uno spazio da rendere disponibile come centro di aggregazione giovanile (indicato con l’eufonico acronimo CAG), nel quale la gioventù locale possa studiare, svolgere attività artistiche, organizzare incontri, corsi, feste (all’uopo il manifesto esemplifica come possibile ubicazione di un centro cosiffatto la sala polifunzionale intitolata alla memoria della maestra elementare Gelmira Gregorini in Sacripanti, madre di Nicola Sacripanti); 2)reperire uno spazio da destinare ad attività ludico-sportive per adolescenti e giovani (all’uopo si chiede di recuperare o “riqualificare” per una destinazione di questo tipo il “pezzetto residuo” che dell’ex campo sportivo non è stato trasformato in parcheggio).
Ai cittadini si lancia la proposta di auto-organizzare: 1) centri di mutuo aiuto tra famiglie per mettere insieme spazi e baby-sitter e risolvere con costi contenuti il problema dell’assistenza nel periodo estivo ai bambini figli di madri lavoratrici; 2) gruppi di acquisto solidale (indicati anche con l’elegante acronimo GAS), con riguardo ai quali l’idea è che i cittadini acquistino insieme prodotti alimentari, possibilmente di agricoltura biologica, da produttori locali.
Nel manifesto è indicato anche l’indirizzo di un sito Internet, http://www.selcapena.it, che al momento non è raggiungibile, quantomeno dal computer di cui si serve lo scrivente. Sono indicati anche un indirizzo di posta elettronica e due numeri di cellulare.
Da notare, come già in passato per altre uscite di SEL, la timidezza nell’indicazione delle responsabilità della situazione: si dice, ad esempio, nel paragrafo in cui si critica il comune sostegno di PD e PDL all’Amministrazione Comunale, che non si può pensare di risolvere i problemi del paese mettendosi insieme con chi ha contributo a crearli – affermazione che sembra essere una critica a recenti scelte del PD capenate e che eufemisticamente inquadra come semplice “contributo” alla creazione dei problemi il ruolo svolto da chi era al potere quando essi sono sorti. E’ comunque un passo avanti rispetto a quanto affermato nel precedente manifesto di SEL Capena, nel quale si menzionava la mera “impressione” che l’Amministrazione di centrodestra potesse talora non aver dato la giusta prevalenza al perseguimento dell’interesse collettivo.
E’ auspicabile che in future uscite del circolo capenate di SEL ci siano risparmiate espressioni come “almeno un po’ migliore”.

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