CAPENA: “CAPENA ANNO ZERO” SUONA SPESSO DUE VOLTE

Al numero 61 della sottosezione “Le Mie Battaglie in Comune” della sezione “Filo Diretto con il Consigliere Comunale Angela Montereali” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero” è stata pubblicata un’istanza del menzionato Consigliere Comunale, datata 26 marzo 2012 e assunta al protocollo comunale con il numero 5173 il 27 dello stesso mese e dello stesso anno, la quale, diretta ad un Responsabile del Servizio, al “Delegato ai Cimiteri” e per conoscenza al Sindaco, in primo luogo lamenta che non sia stato dato seguito ad una precedente istanza/segnalazione, che, assunta al protocollo comunale il 12 settembre 2011 con numero 14778, faceva presente, perché s’intervenisse al fine di eliminarlo o comunque di sanzionarlo, l’invalso (mal)costume consistente nella sosta di automezzi non autorizzati (furgoni) in posti/parcheggio ubicati in viale dei Cipressi, che dà accesso al Cimitero Vecchio, detto anche di San Leone dalla chiesetta ivi ubicata, e riservati “alle sole autovetture“; in secondo luogo, ribadito quanto segnalato senza esito sei mesi e quattordici giorni prima, aggiunge che uno dei predetti automezzi (furgoni) sosta abitualmente in un posto riservato ai diversamente abili, in violazione di precetto sanzionato dall’art. 188 C.d.S. (Codice della Strada), e così facendo crea disagio per lo stesso svolgimento delle cerimonie funebri, trattandosi di posto sito nella zona di accesso al Cimitero anzidetto. In conclusione dell’istanza/segnalazione si rinnova dunque la richiesta di un pronto intervento dell’Ufficio preposto, anche al commendevole fine di evitare che nel foro interiore di qualche cittadino possa esser concepito e trovar spazio anche solo il mero sospetto di favoritismi.
Da un’annotazione riportata in calce all’immagine dell’istanza/segnalazione (“AUTOMEZZO RIMOSSO”) si evince che l’istanza/segnalazione ha questa volta avuto seguito.
Si tratta di un perfetto esempio di quel che ogni Consigliere Comunale potrebbe e dovrebbe fare, e cioè il “difensore civico” dei cittadini a fronte di eventuali ritardi e inefficienze nell’azione della P.A.
Formuliamo solo un paio di rilievi meramente formali e di ciò chiediamo anticipatamente venia al gentile lettore, dal momento che ovviamente quanto importa e rileva è che l’istanza/segnalazione sia stata recepita nella pratica, nella “realtà effettuale”. Circa la penultima parola del testo dell’istanza/segnalazione di cui si tratta, suonerebbe ancor meglio, in luogo di “questo”, l’altro aggettivo dimostrativo “codesto”; inoltre, nell’articolata proposizione causale inserita nel lungo periodo che costituisce il penultimo paragrafo dell’istanza, e precisamente laddove si dice “[in considerazione che (ovvero poiché)] la legge garantisce dei diritti, prevede delle tutele […]”, l’uso, che in tal passaggio si fa, di forme articolate della preposizione “di” costituisce un francesismo che, nella nostra lingua, dà luogo ad un uso improprio della predetta preposizione e ad una ridondanza che può ben evitarsi (suona molto meglio “la legge garantisce diritti, prevede tutele”); ridondante, poi, con riguardo all’aggettivo, è anche l’espressione “(la legge) stabilisce precise sanzioni”, dal momento che la sanzione è, per sua natura, determinata (non esistono sanzioni “imprecise”), se non altro attraverso l’indicazione di un minimo e di un massimo, atteso che la sua quantificazione ad opera della norma è presupposto della sua stessa applicabilità (suona meglio, quindi, “la legge garantisce diritti, prevede tutele, stabilisce sanzioni”); si ravvisa inoltre nella già citata proposizione subordinata causale con la quale si apre il periodo che costituisce il penultimo paragrafo dell’istanza/segnalazione una ripetizione dello stesso sostantivo (“la legge è uguale per tutti […] la legge garantisce dei diritti, prevede delle tutele) e, al riguardo, si osserva che sarebbe stato preferibile riunire insieme la qualificazione di “uguaglianza” data alla legge e i verbi per i quali nella proposizione subordinata causale in questione il soggetto è costituito appunto dal sostantivo “la legge” (“la legge, uguale per tutti, garantisce diritti, prevede tutele, stabilisce sanzioni”, dopo il riferimento al parcheggio che è servizio, diritto e problema).
In un contesto nel quale l’Amministrazione ha già, prima ancora del recente mutamento di composizione, dato segno di voler riservare attenzione anche alla correttezza grammaticale e sintattica dell’espressione e nel quale si registra, dopo il recente mutamento di composizione, una esponenzialmente e quotidianamente crescente attenzione alle problematiche culturali, ci sembra non inutile soffermarsi anche sugli aspetti formali testé focalizzati.

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