CAPENA: INTERVISTA SUL CAMBIAMENTO

Quello che segue è il testo di un’intervista immaginaria ad immaginario esponente del PD capenate. In corsivo sono riportate le risposte dell’intervistato di fantasia.

– Buongiorno.
– Buongiorno a Lei. Prego, si accomodi.
– Grazie. Ecco, entrando subito in medias res, Capena ha acquisito una certa notorietà nazionale per essere diventata uno dei rarissimi Comuni italiani governati da un’Amministrazione in cui si ritrovano insieme PDL e PD. Qualcuno ha detto che la Giunta è per questo diventata una delle principali attrazioni turistiche di questa Città d’Arte…
– Sì, ho sentito anch’io quest’ironia. Devo dirle che non mi dispiace più di tanto. In fondo, anche la politica è una forma d’arte e, come l’arte, richiede inventiva, creatività, fantasia, apertura al nuovo e all’inesplorato.
– Ci sono state anche polemiche interne al vostro partito: c’è chi ha riconsegnato la tessera, chi ha invocato dimissioni, commissariamenti e, all’uopo, raccolte di firme…
– Di quanto da Lei detto, solo la riconsegna delle tessere, peraltro da parte di un numero assai limitato d’iscritti, ha trovato attuazione. Le altre sono rimaste, come Lei le ha giustamente qualificate, solo invocazioni, svanite qualche giorno dopo essere state lanciate, sull’onda dell’emozione e senza eccessiva cognizione di causa sul piano delle procedure. Voglio, però, confidarle un segreto, riguardo al PD di Capena…
– …………………..
– Noi non siamo capaci di fare opposizione. Sappiamo solo governare: e scusi se è poco. I nostri oppositori interni dovrebbero tenerne conto.
– Sì, ma se doveste finire all’opposizione, come fate poi a tirarvene fuori?
– Aspettiamo. Dopo dodici anni di penitenza, o se vuole di astinenza, con quella che alcuni nostri critici hanno ingenerosamente voluto definire “finta opposizione”, è infine arrivato il momento buono e abbiamo saputo coglierlo: una divisione temporaneamente non sanabile nella maggioranza e il gioco è stato fatto.
– E se doveste ricapitarci in futuro…
– Non credo sia un’ipotesi pertinente al futuro prossimo. Lei s’immagina quale possa essere l’esito di elezioni nelle quali i due partiti maggiori uniscono le forze?
– A proposito dei vostri critici…la “finta opposizione” è il leitmotiv di un manifesto del “Movimento Capena Anno Zero” sulla politica capenate, nel quale il principale bersaglio sembra essere il centrosinistra e, in particolare, il vostro partito.
– Guardi, mi consenta, ma “Capena Anno Zero” è, se mi passa l’espressione, l’apoteosi della sfiga. In due anni e mezzo avranno fatto forse più di tutte le opposizioni di sinistra nei sessant’anni precedenti, e all’opposizione tuttavia restano saldamente e senza speranza di uscirne in tempi prevedibili. Dovrebbero prendere esempio da noi: minimo sforzo, massimi risultati.
– E del “Maestrale” che mi dice?
– Le rivelo un particolare forse sconosciuto ai più: è stato proprio uno di noi, purtroppo, a evocare il “Maestrale”. L’ultimo dei Mohicani, in un editoriale per il numero di febbraio 2008 del periodico della nostra area “Entrata d’emergenza”, scrisse di un vento del Nord che avrebbe dovuto spazzare le vie di Capena…detto e, dopo un anno circa, fatto. Peccato che abbia spazzato via anche non pochi nostri voti…
– E’ per questo che i numeri della rivista che giacevano non distribuiti in questo locale hanno tutti trovato la via dei contenitori dell’indifferenziata?
– Le assicuro, però, che, se fosse stata già avviata la raccolta differenziata, lo smaltimento sarebbe avvenuto nei contenitori istituzionalmente deputati…
– Naturalmente…
– Comunque sono andate così smaltite anche le ombre di un insano giustizialismo che può esser d’intralcio all’arte della politica.
– E al flusso turistico, quindi…
– Mi piace pensarlo.
– Senta, è stata oggetto di rilievi anche l’elevata età media dei componenti la Giunta: con quattrocentoventi anni in sette avete una delle più anziane Giunte d’Italia…
– Ecco, guardi, su “Repubblica” del 1° marzo scorso c’è questo stupendo articolo di Federico Rampini, “La prima generazione dei (quasi) immortali”: “Hanno più di sessant’anni, ma il loro fisico e cervello non li dimostrano. Sono gli anziani-giovani. Appartengono alla “seconda età adulta”, una nuova fase della vita con risorse sconosciute nel passato. Un’armata di esperti sta cercando di studiare le potenzialità di questo capitale umano”…L’abbiamo incorniciato, vede? L’articolo dice che gli americani sono i più veloci nell’avvistare le novità e impadronirsene, ma sul punto specifico devo smentire l’autore. E’ Capena ad essere all’avanguardia.
– E, scusi la banalità, ma i giovani?
– I giovani…ci penso spesso, dialogo spesso con loro…Sarei tentato di dire che devono non studiare, ma studiare, studiare, studiare, poi, però, temo che possa sembrare un modo gentile per dire “non rompete le scatole e restate al vostro posto senza agitarvi più di tanto”. Sento allora il bisogno d’indicare loro un modello, un punto di riferimento: Carlo d’Inghilterra.
– E la Regina Elisabetta sarebbe…
– Domanda inutile e inopportuna, mi consenta…
– Completando un po’ la rassegna dell’opposizione, ricordo che tempo fa sosteneste Massimo Biondi per un posto nella Commissione Consiliare di studio per la variante al piano regolatore…
– Biondi? Un ottimo elemento sotto ogni punto di vista, senz’altro. La nostra stima per lui è dimostrata anche dal fatto che lei ha testé ricordato. Però ha un difetto…
– E quale?
– L’età: solo quarantun anni compiuti. E’ vero che i capelli cominciano ad essere brizzolati, ma, anche prescidendo dalle pur ovvie considerazioni politiche, il mezzo secolo rimane dirimente. Ricordi l’articolo di “Repubblica”…
– E quindi almeno altri dieci anni in panchina…
– Sottolinei e metta in corsivo l’almeno. E poi a bordo campo ci si può sempre sgranchire…
– Il programma che avete presentato per la seconda metà della legislatura è di amplissimo respiro…
– E’ un segno del fatto che l’orizzonte temporale del nostro lungimirante operare abbraccia anche il futuro remoto. Questi due anni e tre mesi prima della prossima scadenza elettorale sono solo l’inizio di una palingenesi.
– Alcuni parlano dei prossimi trent’anni…
– Se è per questo, l’ironia di altri si spinge ancora più in là: da qui all’eternità. E io dico: e se anche così fosse?
– Siamo così arrivati ai secoli dei secoli. La ringrazio per il colloquio.
– Prego, si figuri. Alla prossima…legislatura, s’intende.

Una Risposta to “CAPENA: INTERVISTA SUL CAMBIAMENTO”

  1. boris Says:

    bellissimo , complimenti

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