CAPENA: ALCUNE OSSERVAZIONI SUL MANIFESTO PROGRAMMATICO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CAPENA – PARTE PRIMA

In merito al manifesto programmatico del Partito Democratico (PD) di Capena, pubblicato anche online dal segretario del circolo territoriale capenate del PD Felice Damiano Torricelli venerdì scorso alle 20.45 sulla bacheca del gruppo aperto Facebook “PD Capena” (con 15 membri alla data odierna) all’indirizzo Internet http://www.facebook.com/groups/330678360305588/ – manifesto del quale si è dato conto nel post immediatamente precedente a questo -, è opportuno intraprendere un esame del suo contenuto, partendo da un punto che è strumentale e servente a tutti gli altri, quello della trasparenza amministrativa.
In un precedente manifesto, nel quale il PD di Capena aveva sinteticamente enunciato le condizioni programmatiche alla cui accettazione s’intendeva subordinato l’ingresso in maggioranza dei due Consiglieri Comunali eletti nella lista civica di centrosinistra “VivaCapena”, era elencata, quarta tra le quattro condizioni formulate, una maggiore attenzione alla trasparenza dell’attività amministrativa comunale.
Nel più articolato manifesto programmatico pubblicato da ultimo, la trasparenza non è elencata tra gli obiettivi programmatici da raggiungere, ognuno dei quali è preceduto nella versione online da una sferetta, ma è menzionata verso la fine del manifesto come modalità generale dell’azione amministrativa (“attivando la più ampia trasparenza degli atti amministrativi attraverso l’opportuno utilizzo del sito internet del Comune“), come peraltro già previsto dall’art. 1, 1° comma, della legge n. 241 del 1990, né si specifica che cosa tale “ampia trasparenza” implichi in più rispetto al già operante albo pretorio elettronico e anzitutto se essa implichi qualcosa in più rispetto ad esso.
Prima di formulare sul punto qualche rilievo ancora più puntuale e chiedendo preventivamente scusa per il “disfattismo” insito in quanto si andrà a dire, occorre far memoria di alcune cose:
– nel programma presentato per le elezioni comunali del 2004 a Capena dalla lista civica di centrosinistra “Per cambiare tutti protagonisti” si prevede (pag. 9) “di ampliare la Rete Civica Informatica affinché permetta, con trasparenza, l’accesso agli Atti Comunali per sostenere il controllo democratico e la diffusione degli stessi“, mentre nessuna previsione su questo punto sembra essere contenuta nel programma della poi vincitrice lista civica di centrodestra;
– nel 2006 i Consiglieri Comunali di opposizione presentano un’interrogazione per chiedere che sia potenziato l’utilizzo del sito Internet comunale in ordine alla trasparenza dell’attività amministrativa dell’Ente Locale;
– nel corso della campagna elettorale per le comunali del 2009, la candidata al Consiglio Comunale per la lista civica di centrosinistra “VivaCapena” Barbara Scarafoni [sul canale Youtube “EntrataEmergenza” “Viva Capena – Comizio del 2 giugno – Barbara Scarafoni (1/2)”, da 3:56 a 5:28] lungamente lamentava che, benché alla suddetta interrogazione fosse stata data una risposta che dichiarava disponibilità e apertura alla richiesta avanzata dai Consiglieri Comunali di opposizione, nulla di concreto fosse stato poi fatto nei quasi tre anni successivi, mentre qualche sitarello propagandistico era in tempi brevissimi stato messo in piedi in vista della scadenza elettorale;
– nel corso della presente legislatura la tematica della trasparenza era ripresa dai Consiglieri Comunali eletti nella lista civica di centrosinistra “VivaCapena” in relazione all’art. 32 della legge n. 69 del 2009, il quale rendeva obbligatorio l’albo pretorio elettronico, ad esso e ad esso solo connettendo l’effetto di pubblicità legale degli atti;
– l’istituzione dell’albo pretorio elettronico per il Comune di Capena avveniva comunque nell’imminenza dell’entrata in vigore della norma (il suddetto art. 32 della legge n. 69 del 2009) che rendeva obbligatorio detto albo (entrata in vigore che, dapprima prevista per il 1° gennaio 2010, era poi differita al 1° gennaio 2011 dall’art. 2, 5° comma, della legge n. 25 del 26 febbraio 2010, di conversione del decreto legge “milleproproghe”), mentre in altri comuni, come a Fiano Romano, la pubblicità online delle delibere comunali era stata attuata ben prima che divenisse obbligatorio l’albo pretorio elettronico il 1° gennaio 2011;
– nel corso della presente legislatura sia “Il Maestrale”, con istanze datate 28 febbraio 2011 e 2 marzo 2011, sia “Capena Anno Zero”, con istanza prot. n. 11718 del 5 luglio 2011 e successivo sollecito prot. n. 16806 del 16 ottobre 2011, chiedevano la pubblicazione integrale del testo delle determinazioni dirigenziali nell’albo pretorio elettronico;
– mentre le note del “Maestrale” non sembrano essere state riscontrate, all’istanza di “Capena Anno Zero”, dopo il sollecito del 16 ottobre 2011, è stato dato riscontro con con nota prot. n. 2478 (o 1478) del 2012 (pubblicata, senza che appaia visibile alcuna data, al n. 42 nella sottosezione “Le Mie Battaglie in Comune” della sezione “Filo Diretto con il Consigliere Comunale Angela Montereali” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”), a firma di funzionario apicale della burocrazia comunale, il quale rappresenta, in buona sostanza, che per la pubblicazione integrale delle determinazioni dirigenziali è necessaria una previsione in tal senso nel regolamento per la gestione dell’albo pretorio elettronico e che tale regolamento è ancora “in istruttoria” (a Castelnuovo di Porto il regolamento per la gestione dell’albo pretorio elettronico è stato approvato con deliberazione consiliare n. 29 del 22 dicembre 2010).
Tutto ciò premesso, sembra chiaro che la maggioranza, alla quale sino a qualche tempo fa si sono opposti i Consiglieri Comunali eletti nella lista civica di centrosinistra “VivaCapena”, non ha manifestato, propriamente parlando, entusiasmo per la tematica della trasparenza.
Tenendo presente che la trasparenza è uno dei punti sui quali ha insistito il PD di Capena nelle sue sopra richiamate dichiarazioni programmatiche, appare piuttosto incomprensibile che non sia stata richiesta, in occasione dell’entrata in Giunta, una delega alla Trasparenza, e quindi l’istituzione di un Assessorato alla Trasparenza, così come, ad esempio, è stato fatto per la Cultura (tra il 1995 e il 1999, nell’Amministrazione Comunale di centrosinistra, vi era un Consigliere delegato alla Trasparenza, che è poi l’attuale Assessore ai Lavori Pubblici; tra il 2004 e il 2009 vi fu un Assessore alla Comunicazione).
L’Assessore ha funzioni d’indirizzo e d’impulso, con le quali ben potrebbe adoperarsi affinché:
1) sia disposta la pubblicazione integrale delle determinazioni dirigenziali nell’albo pretorio elettronico, così come avviene, ad esempio, per il Comune di Fiano Romano;
2) sia disposta l’istituzione di un archivio delle deliberazioni e di un archivio delle determinazioni (come si riscontra nel sito Internet del Comune di Monterotondo), affinché siano accessibili nel sito Internet del Comune anche una volta trascorso il termine di 15 giorni previsto per la pubblicazione all’albo;
3) sia sollecitata, qualora ve ne fosse bisogno, la conclusione della fase istruttoria del procedimento di adozione del regolamento per la gestione dell’albo pretorio elettronico – fase istruttoria che parrebbe, dalla succitata recente risposta data nel 2012 ad una istanza del Consigliere Comunale Angela Montereali, essere ancora in corso, pur essendo trascorso oltre un anno dall’entrata in vigore (1° gennaio 2011) e quindi dall’operatività dell’albo stesso, la cui gestione il regolamento de quo è destinato a disciplinare.
Come modalità di ulteriore realizzazione della trasparenza “per parte” del PD, si fanno invece strada, come sembra evincersi dal manifesto programmatico dello stesso partito, assemblee pubbliche aperte ad iscritti e simpatizzanti (si suppone del PD).

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