CAPENA: QUALCHE RILIEVO A PROPOSITO DI ALCUNI “RAGIONAMENTI POLITICI”

La bacheca del gruppo Facebook “MOVIMENTO “I RAGAZZI DI OGGI – GLI UOMINI DI DOMANI”” è stata invasa, nella giornata dell’altroieri e tre giorni fa, da interventi di adulti (in realtà sono ormai tali anche i “ragazzi” del movimento, ma con il termine si vogliono indicare persone con qualche decina di anni in più), che hanno debordato a tal punto che un amministratore del gruppo, così come comunicato con un “post” alle 19.48 dell’altroieri, ha sospeso temporaneamente, dopo un invito formulato con un “post” alle 18.24 dello stesso giorno, alcuni di coloro che avevano preso per così dire a “chattare” sulla bacheca del predetto gruppo – decisione che a sua volta ha generato alcune osservazioni critiche, anche se pare del tutto comprensibile, prendendo in esame i 69 interventi seguiti al “post” delle 13.49 dello stesso giorno, che già conteneva un invito alla moderazione, e i 140 seguiti alla pubblicazione, sabato ultimo scorso alle 20.20, di un “post” tratto dalla bacheca di una pagina Facebook individuale.
Naturalmente ci si può chiedere per qual motivo non sia stato ancora creato un gruppo o una pagina Facebook sul/sulla quale possano esprimere proprie idee/opinioni/punti di vista/proposte coloro che nel PD di Capena dissentono dalla decisione del (Direttivo del) partito di entrare a far parte dell’Amministrazione Comunale insieme con il PDL e con indipendenti vari.
La decisione di arginare il flusso incontenibile dei “post” immessi da alcuni adulti appare – si ripete – più che giustificabile alla luce del fatto che la dialettica andava progressivamente trasformandosi in una profluvie di battute, battutine, freddure, punture, eccetera, con un interminabile botta e risposta ormai assai poco costruttivo. Il “gruppo aperto” sul “social network” Facebook non può assimilarsi ad una piazza, come qualcuno ha detto, piuttosto ad un locale di proprietà privata aperto al pubblico, nel quale i “proprietari” (gli amministratori) hanno la facoltà di adottare misure per garantire la “policy” del gruppo da interventi che si facciano intrusivi; né ha senso parlare di “censura” o di attentato alla libertà di opinione, dal momento che i “bannati” possono ben ritrovarsi altrove, con estrema facilità, per le loro discussioni, anche, ad esempio, in un gruppo o su una pagina istituiti ad hoc (ognuno può aprire con estrema facilità spazi per proprio conto nella Rete e ha quindi ben poco senso lamentarsi di non poter accedere in spazi gestiti da altri). Appare poi piuttosto curioso il ragionamento passepartout secondo il quale la (illimitata) tolleranza richiesta a chi amministra il gruppo farebbe parte di una “educazione al contraddittorio” della quale i giovani amministratori avrebbero necessità: questo ragionamento, presupponendo una nozione univoca di contraddittorio, sembra essere un sofisma per imporre il proprio modello di contraddittorio (e in concreto la propria alquanto invasiva presenza), che può tuttavia non coincidere con quello che gli amministratori di un gruppo sul “social network” Facebook hanno in mente e hanno il legittimo potere di far rispettare, come da facoltà loro date dal regolamento dello stesso “social network”.
Cerchiamo tuttavia di spigolare qualcosa d’interessante, nel materiale che emerge nelle suddette discussioni e in un’altra pagina di Facebook. Il 23 gennaio 2012 alle 20.25 veniva postato, in un pagina Facebook individuale, il primo intervento critico verso la scelta del (Direttivo del) PD di Capena di entrare in Giunta, dove già stanno il PDL e indipendenti vari. Nel contesto di quel “post” il “Maestrale” viene qualificato come “lista civica confusionaria” e come “lista civica “maionese impazzita”“.
Par di capire che le qualificazioni sopra riportate traggano spunto dal solo fatto che nel movimento di cui si tratta siano confluite persone di diversi orientamenti politici: nel “post”, che riporta le qualificazioni, si dice, infatti, che nel “Maestrale” sono entrate a far parte persone del PDL, persone della “Destra” e persone di sinistra. A prescindere dal fatto che, applicando lo stesso criterio, risulterebbe in qualche modo “maionese impazzita” anche la nuova maggioranza della quale si va profilando la formazione a sostegno dell’Amministrazione Comunale di Capena, una prima carenza dell’analisi politica sottesa al giudizio preso in esame emerge subito: ci si doveva infatti chiedere, se è vero che persone di sinistra sono confluite nel movimento del “Maestrale”, che cosa le ha indotte a compiere questa scelta (e più in generale perché sorgono un po’ dappertutto movimenti che vanno al di là dei tradizionali steccati partitici), e il supporre molto semplicisticamente un “impazzimento” o uno stato confusionale significa, ovviamente, non dare una risposta seria. (Peraltro, va rilevato che, secondo un espediente ben noto, la perentorietà e la dogmaticità con le quali viene effettuata l’affermazione suppliscono alla carenza di argomentazione e potrebbero impressionare alcuni lettori ingenui). Risultano invero eluse le seguenti questioni: 1) può ritenersi soddisfacente l’azione di opposizione svolta tra giugno 2009 a dicembre 2011 dal gruppo consiliare di centrosinistra o in essa possono riscontrarsi lacune, carenze, omissioni, reticenze? 2) sembra evidente che “Il Maestrale” e “Capena Anno Zero” hanno saputo mobilitare energie nuove, in precedenza marginali o marginalizzate: perchè il PD di Capena non sembrerebbe essere riuscito a fare altrettanto?
Se, tuttavia, l’albero va giudicato dai frutti che produce, deve osservarsi che l’attività svolta dal “Maestrale” nel corso della legislatura che si è aperta nel giugno 2009, sia attraverso il suo rappresentante in Consiglio Comunale, Alessandro Ristich, sia più ampiamente attraverso l’attività svolta a livello di società civile, non vi sono segni né di confusione, né d’impazzimento, come non ve ne sono nell’attività del movimento “Capena Anno Zero”: se andiamo a guardare nella sezione “Interrogazioni e istanze” del sito Internet del “Maestrale” vediamo che, nell’elenco piuttosto ampio d’interventi del suddetto Consigliere, è dato discernere alcune linee d’interesse, non “confuse”, come, ad esempio, l’attenzione per lo “stato dell’arte” in ordine all’urbanizzazione di aree periferiche, l’attenzione al rispetto delle regole e alle conseguenze che ciò ha per le casse comunali in casi nei quali sono in gioco interessi anche piuttosto corposi, l’attenzione ad uno scrupoloso adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti del Comune da parte di fornitori/appaltatori di servizi, eccetera. Se oggi il cittadino, che voglia informarsi, ha la possibilità di rendersi conto di taluni meccanismi che portano ad inceppamenti (ritardi, dilazioni) nell’iter realizzativo di opere pubbliche, questo lo deve al “Maestrale” e a “Capena Anno Zero” (un’altra “maionese impazzita”, secondo la categorizzazione di cui sopra), non certo all’opposizione di centrosinistra; se il cittadino, che voglia informarsi, ha potuto apprendere qualcosa sulla portata e sull’effettivo rispetto degli (di tutti gli) obblighi nell’ambito di rapporti contrattuali tra l’Ente Locale e l’uno o l’altro appaltatore/fornitore di servizi, lo si deve al “Maestrale” e a “Capena Anno Zero”, non all’opposizione di centrosinistra; se sono venuti a galla problemi sui tempi di predisposizione della progettazione delle opere di urbanizzazione nel comprensorio dei “Pastinacci”, sui tempi d’installazione del servizio di accesso gratuito alla Rete in forma wireless secondo la possibilità offerta da un progetto della Provincia di Roma, su taluni aspetti del recupero di nuclei cosiddetti “spontanei” sorti nel territorio, ciò non lo si deve certo all’opposizione di centrosinistra; e che cosa vi sia di “confusione” o di “impazzimento” in tutto ciò non è dato sapere. Invece d’interrogarsi su tutto ciò, sul fatto che il cittadino, il quale voglia informarsi, abbia oggi più possibilità di entrare nella “scatola nera” dell’amministrazione locale grazie al “Maestrale”, a “Capena Anno Zero” e alla stessa “Destra”, v’è chi, a quanto sembra, ritiene più produttivo o più interessante o più gratificante fabbricarsi un mondo di “maionesi impazzite”, di “trasversalismi” e comunque di categorie la cui capacità di “mordere” la realtà è, a dirla molto prudentemente, assai dubbia.
Un altro esempio di non consistenza – ad avviso dello scrivente – dell’analisi. In un post dell’altroieri alle 15.55 nella bacheca del suddetto gruppo si legge che la scelta del PD di entrare in Giunta insieme con il PDL e con indipendenti vari sarebbe sbagliata perché “dà fiato ai tromboni dell’antipolitica e spazio enorme a chi è portato a fare di tutta l’erba un fascio“. Anche qui c’è da notare che il giudizio/previsione prescinde del tutto dai problemi concreti, dalle cose, per radicarsi, invece, in una prognosi sugli effetti che una certa scelta politica potrà o potrebbe produrre circa le future argomentazioni propagandistiche a disposizione di indeterminati avversari politici e/o nella visione del mondo di alcune indeterminate fasce di opinione pubblica (i “tromboni dell’antipolitica”, “chi è portato a fare di tutta l’erba un fascio” – espressioni comunque di per sé generiche e niente affatto chiare).
Tutto ciò si accompagna alla già notata totale mancanza di riflessione sugli antecedenti della scelta da ultimo compiuta dal (Direttivo del) PD, come se tale scelta fosse un fungo spuntato all’improvviso e imprevedibilmente.
Una volta, in tempi che oggi appaiono incredibilmente lontani, nella sinistra, in particolare nell’universo politico/ideologico comunistico, era preso molto sul serio il nesso teoria-pratica (come pure la prassi dell'”autocritica”), e si riteneva che gli errori “teorici” potessero portare a decisioni “tattiche” o “strategiche” sbagliate e quindi a conseguenze anche nefaste sul piano della pratica. Oggi è arduo immaginare a che tipo di “pratica” possa portare la “teoria” di cui sopra si sono dati alcuni assaggi, proprio, peraltro, mentre la fiera opposizione in un primo momento con fieri propositi manifestata va man mano stemperandosi – attraverso una fase intermedia contrassegnata da distinzioni un po’ sforzate sull’imputabilità della scelta compiuta (“a titolo personale”) – in un certo qual implicito riconoscimento della sua vantaggiosità e quindi opportunità politica, con il riferimento al problema delle alleanze “necessarie” per vincere le elezioni.

7 Risposte to “CAPENA: QUALCHE RILIEVO A PROPOSITO DI ALCUNI “RAGIONAMENTI POLITICI””

  1. boris Says:

    Sei chiaro e trasparente come un calice di champagne versato a pressione!

  2. giallosimo Says:

    Una vera e propria fotografia della situazione, senza fotocamera ma con la tastiera!!! Complimenti vivissimi

    • trendelenburg Says:

      Ringrazio per i complimenti. Suppongo siano classificabili come tali anche gli apprezzamenti dell’utente Boris, pur se, essendo astemio, non posso comprendere appieno la metafora.

  3. Sostiene Pereira Says:

    Del resto, come giustamente osserva lei, quando si parla del “nulla”, non si dice “nulla”, appunto.
    Mi sembra quantomeno ipotizzabile che gli epigoni del vecchio Pci abbiano perso un pò la bussola, diciamo l’adesione, lo scollamento dalla realtà, ed infatti più che rimanere nel contesto della realtà fattiva, la famosa pratica (il PD a Capena ha finora effettivamente svolto una pervicace azione da forza di opposizione?), ci si è, seppur comprensibilmente, limitati alla superfice, per quanto scabrosa (l’entrata in giunta PDL), senza indagare la sostanza; forse sperando in quel vecchio motto di stampo comunista: “fedeli alla linea” ormai un pò arrugginito anche per loro.

  4. stefano Durante Says:

    La ringrazio per la sua disamina davvero precisa e puntuale. Da persona di sinistra disgustata dalla ( non ) politica del PD di Capena le sono grato.

  5. boris Says:

    Caro Trend ,pur se astemio , qualche brindisi lo faccia , fa bene alla salute! E forse capirebbe la metafora..

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