CAPENA: UN’EDIFICANTE NOTIZIA TELEVISIVA?

E’ stato riferito allo scrivente che questa mattina, all’incirca nella fascia oraria compresa tra le 11.00 e le 12.30 circa, nel corso di un programma su Raitre, sarebbe stato trasmesso un servizio nel quale s’illustrava la situazione di persona che, avendo comprato una casa di abitazione a Capena, avrebbe visto poi intervenire “l’ufficiale giudiziario” (?), perché la concessione edilizia (rectius permesso di costruire, dopo il d.P.R. n. 380 del 2001), in base alla quale la casa era stata costruita, non avrebbe dovuto essere rilasciata.
Lo scrivente non ha potuto sinora verificare se quanto riferitogli e sopra riportato (cioè la trasmissione di un servizio con il cennato contenuto nel corso di un programma su Raitre questa mattina) risponda al vero oppure no. La notizia è comunque verosimile, in quanto è certo che situazioni del genere (provvedimenti cautelari reali, ossia sequestri, aventi ad oggetto comprensori residenziali, nel corso di procedimenti giurisdizionali di natura penale aventi ad oggetto l’accertamento della liceità di talune condotte) si sono verificate a Capena negli ultimi anni.
Situazioni del genere sono invero accadute anche in paesi confinanti (Fiano Romano, Riano, eccetera). Come si è già notato in altri precedenti “post”, nei paesi confinanti su queste situazioni si è avuto un dibattito pubblico, che, invece, non vi è stato a Capena; ci si potrebbe chiedere, tra l’altro, se e quali responsabilità vi siano nell’eventualità di permessi di costruire che, in ipotesi, non avrebbero dovuto essere rilasciati e, in teoria, tale curiosità dovrebbe farsi sentire soprattutto nelle forze politiche all’opposizione allorquando quelle concessioni furono rilasciate.

2 Risposte to “CAPENA: UN’EDIFICANTE NOTIZIA TELEVISIVA?”

  1. boris Says:

    Qualunque cosa accade per Trendelemburg e’ colpa dell’opposizione !

  2. trendelenburg Says:

    Il commento dell’utente Boris non è congruo con la posizione effettivamente espressa dallo scrivente. E’ ovvio e scontato che la responsabilità principale, quantomeno politica per “culpa in vigilando”, è da ascriversi a chi governa, non già a chi si oppone; chi si oppone, tuttavia, ha la responsabilità di controllare e, se non attenziona eventuali episodi di malgoverno, porta anche lui una responsabilità, sia pure per omissione.

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