IL PD IN GIUNTA CON IL PDL A CAPENA: UN ESAME DELLA LEGITTIMITA’ E DELLE RAGIONI DELLA SCELTA

Con riferimento alla scelta comunicata alla popolazione nel manifesto “UNA NUOVA MAGGIORANZA (OSSIA IL CORAGGIO DI GOVERNARE)” dal PD (Partito Democratico) di Capena è opportuno chiedersi se si tratti di una scelta legittima e quali ne siano le effettive ragioni.
Per quanto concerne la legittimità della scelta, sotto il profilo ingessato-conformistico-formalistico-istituzional-autoritario il problema si esaurirebbe nel e si risolverebbe con il rilievo per il quale vi è stata una deliberazione del cosiddetto “Direttivo” del PD di Capena la quale (verosimilmente a maggioranza e non all’unanimità), dopo apposite chiacchierate o conversazioni (o, se si preferisce l’impiego di espressioni più auliche, approfondite discussioni, travagliati dibattiti, serrata dialettica) nel locale denominato ancora comunemente “sezione”, ha votato a favore della dichiarazione di disponibilità ad entrare a far parte dell’Amministrazione, sostenuta tuttora dal PDL. Si aggiunge che alle riunioni del Direttivo possono partecipare anche gl’iscritti e che vi sono state “assemblee pubbliche” nelle quali si è discusso della cosa.
Ora, premesso che è probabilmente grosso grasso che cola se vi fossero una decina d’iscritti partecipanti assiduamente alle riunioni del “Direttivo” e che, quantunque esse avvengano, a quanto ci sembra di ricordare, a scadenze regolari e in un giorno e in un orario prefissati, non sono comunque soggette a previa pubblicità, anche per quanto concerne l’ordine del giorno, e premesso che l’unica assemblea pubblica della quale il comune cittadino ha avuto notizia e nella quale si è parlato dell’ingresso del PD in Amministrazione è stata, per quanto se ne sappia, quella convocata per il 14 gennaio 2012 con il suddetto manifesto e tenuta quindi a decisione già presa, ci sono alcuni elementi dei quali l’impostazione ingessata-conformistica-formalistica-istituzional-autoritaria non tiene conto.
Con la decisione di entrare in un’Amministrazione con il PDL il PD ha cambiato i termini di un patto con gli elettori sottoscritto con la presentazione di candidati e programma alle elezioni comunali del 2009, nelle quali si presentò come alternativo, tra l’altro, alla lista civica di centrodestra “Per Capena con voi”, quindi alle forze politiche la sostenevano e al candidato Sindaco da essa sostenuto, Antonella Bernardoni.
Quindi, la deliberazione del “Direttivo”, decisiva per la legittimità della scelta secondo l’impostazione ingessata-conformistica-formalistica-istituzional-autoritaria, ha significato, in questo caso, un mutamento unilaterale dei termini (meglio ancora sarebbe dire una rottura) del patto con gli elettori, che nel 2009 hanno espresso il loro consenso alla lista “Vivi Capena” sulla base di una proposta (persone+programma) presentata come alternativa al candidato Sindaco, ai candidati Consiglieri e al programma delle altre liste, tra esse compresa anche “Per Capena con voi”.
Chi, poi, ha sottoscritto questo patto con “Vivi Capena”?
Si tenga presente che: 1) i componenti del “Direttivo” sono solo una frazione degl’iscritti al PD; 2) gl’iscritti al PD sono solo una frazione degli elettori del PD; 3) gli elettori del PD sono solo una parte degli elettori del centrosinistra, ovvero di “Vivi Capena”.
La deliberazione del “Direttivo”, nel presente caso, non ha approvato un documento interno, ma è andata ad incidere su una proposta politica che era stata sottoposta al giudizio generale del corpo elettorale nel 2009 e che aveva ricevuto in quella sede consensi che andavano ovviamente non solo oltre gl’iscritti del PD, ma anche oltre gli stessi elettori del PD (per dare un’idea, “Vivi Capena” ottenne 1160 voti, mentre nelle ultime elezioni nelle quali a Capena si è votato anche per i partiti il PD ha ottenuto 760 voti, cioè 400 voti in meno di quelli ottenuti dalla lista civica di centrosinistra nel 2009). Quindi, i due Consiglieri di “Viva Capena”, iscritti al PD, rappresentano tuttavia anche centinaia di voti che non possono ricondursi al PD.
Domanda: a che titolo il Direttivo del PD cambia i termini di una proposta politica alla quale hanno aderito anche elettori che non votano per il PD? a che titolo decide anche in nome e per conto di gente che non vota per il PD? il PD dispone del centrosinistra di Capena come se fosse roba esclusivamente sua? Un conto è il PD, un conto è il centrosinistra, che è un’area politica che comprende anche altre formazioni oltre al PD. Non vi è alcun tipo di rappresentanza, in senso legale, politico o altro, che possa ascriversi al PD nei confronti del centrosinistra, cioè di quella area alla quale si richiamava la lista “Viva Capena”, che era una lista di centrosinistra, non del solo PD, tanto da aggregare, come era specificato anche nel relativo sito Internet, anche persone politicamente non appartenenti a quel partito.
Domanda: perché non si trova più sul Web il sito Internet di “Viva Capena”, ma si trova ancora, invece, quello del PD di Capena? Un caso, un’occasionale contingenza, o che altro?
Ciò per quanto concerne la legittimità, anzitutto politica, della scelta.
In ordine alle ragioni, il discorso è abbastanza semplice.
Alle elezioni comunali del 2009 alcuni speravano che un buon risultato del “Maestrale”, spaccando il centrodestra, potesse consentire la vittoria del centrosinistra, secondo lo schema del 1995. E’ invece accaduto, e alcuni probabilmente da ciò sono stati colti di sorpresa, che, pur avendo il “Maestrale” ottenuto un risultato più che buono, il centrosinistra non solo non ha vinto, ma è arrivato terzo, distanziato di 239 voti dalla formazione seconda classificata, cioè dallo stesso “Maestrale”. Si è quindi dovuto constatare un’evidente erosione dei consensi del centrosinistra ad opera del “Maestrale” e di “Capena Anno Zero”, quest’ultimo arrivato al 50% dei consensi del centrosinistra pur essendo partito “da zero” nell’anno stesso dell’appuntamento elettorale. Si aggiunga che il PD (Partito Democratico), nell’ultimo turno di elezioni per le quali si è votato anche per i partiti, ha raccolto 760 voti, inferiori al migliaio di voti che ancora una decina di anni fa i DS, che sono solo una delle formazioni confluite nel PD, prendevano a Capena con un corpo elettorale meno numeroso.
Si è cioè manifestato un evidente “trend” discendente e decadente per il centrosinistra capenate; situazione destinata in prospettiva ad aggravarsi con gli anni da passare all’opposizione con formazioni che interpretano questo ruolo in maniera più dinamica, più aggressiva, più incisiva del centrosinistra locale.
Logico, dunque, che a questo punto, per cercare di frenare un declino altrimenti assai difficilmente reversibile, sia apparsa l’idea di tornare in Amministrazione, di tornare a governare, recuperando così consensi impossibili da riprendere restandosene all’opposizione e facendo un certo tipo di opposizione. Questa idea per attuarsi ha dovuto attendere la fuoriuscita dell’UDC dalla maggioranza.
Queste scelte, se, com’è normale, sono “vendute” sul mercato politico come fatte nell’interesse dei cittadini, sono essenzialmente e più o meno consapevolmente motivate da preoccupazioni sulla possibile progressiva marginalizzazione della formazione politica.

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