CAPENA: LA LUNGA MARCIA DEL CENTROSINISTRA LOCALE VERSO LA SUBALTERNITA’

Dalla reazione che abbiamo esaminata nel post che precede, riferendo della presa di posizione di un militante della sinistra di Capena sul proprio profilo Facebook, sembra che alcuni almeno considerino l’offerta o proposta di un’alleanza da parte del PD di Capena al PDL come una sorta di “strappo” con la tradizione e con la storia del partito.
Proviamo a cambiare prospettiva e a vedere se è possibile inquadrare l’ultima proposta politica elaborata dal PD di Capena come il logico e coerente sbocco degli ultimi lustri della storia del centrosinistra locale, che allo stato attuale praticamente s’identifica con il PD, non avendo mai messo radici a Capena i Verdi, essendo in condizione comatosa da tempo la sinistra cosiddetta “radicale” e non avendo alcuna organizzazione locale l’IDV, per il quale peraltro alle ultime comunali (2009) si presentò a Capena un candidato schierato nella lista civica di centrodestra (?!).
Nel 1995 una lista civica di centrosinistra, grazie alla divisione del centrodestra in due liste, vince le elezioni comunali a Capena; diviene Sindaco l’allora trentaseienne Roberto Barbetti. L’Amministrazione Barbetti affronta un’opera di risanamento amministrativo e finanziario e, talvolta, si trova o ritiene di trovarsi di fronte ad alcune magagne, per le quali si pone il problema se effettuare o meno una segnalazione a chi di competenza. Una discussione di questo tipo, a quanto si racconta, avvenne nell’Amministrazione per il caso delle abitazioni della “cooperativa dei militari” e, sempre stando a quanto si racconta, si preferì non segnalare per evitare che chi di competenza potesse adottare un provvedimento cautelare reale. Forse le magagne che si ebbe modo o comunque si credette di rilevare furono diverse; si racconta che qualcuno se ne uscisse con la battuta, eccessiva, esagerata ed iperbolica, “abbiamo sbagliato, dovevamo impacchettare tutto e spedire a chi di competenza”; comunque, a quanto si racconta, l’unica segnalazione che fu effettuata a chi di competenza riguardava un caso di falsificazione grossolana del protocollo.
Nel 1999, all’esito di soli quattro anni di legislatura, si torna, secondo le previsioni normative di allora, alle urne e, con il ricomporsi del centrodestra in una lista unica, il centrosinistra, pur migliorando in assoluto i propri risultati rispetto al 1995, perde e torna all’opposizione. Per qualche mese l’opposizione fu condotta con una certa verve, poi andò scemando d’intensità. Un consigliere d’opposizione, munito di mustacchi, fece notare in ambienti di opposizione che in zona agricola, secondo lui, si andavano compiendo operazioni la cui ortodossia lasciava forse a desiderare; poi disse che la cosa, a quanto gli era parso di constatare, “non interessava nessuno”: egli avrebbe voluto che un’iniziativa sul punto fosse supportata politicamente, e cioè che non apparisse iniziativa isolata dei Consiglieri, ma trovasse, verosimilmente con manifesti o volantini, il sostegno delle forze politiche di opposizione – sostegno che, secondo questo Consigliere, fu negato, poiché semplicemente si lasciò cadere l’argomento. Anni dopo si saprà di diversi procedimenti aperti da chi di competenza per accertare l’ortodossia di alcune situazioni e poi usciranno fuori anche n. 16 (sedici) nuclei cosiddetti “spontanei” da recuperare: forse il consigliere dotato di mustacchi aveva, in forza della propria competenza professionale, colto qualcosa di tutto questo, ma, anche se così fosse, non sembra che all’opposizione se lo siano filato molto, o forse non se lo filarono per niente. Lui stesso peraltro ebbe poi a dire di non esser dotato di buona memoria e di aver quindi opportunamente dimenticato quanto in qualche caso gli era sembrato forse in cuor suo di rilevare in fatto di annessi agricoli.
Alle elezioni comunali del 2004 si ripropose uno schema bipolare, come nel 1999, e nuovamente vinse la lista civica di centrodestra. Nel quinquennio 2004-2009 l’opposizione, che già dopo qualche mese restò praticamente azzoppata, ebbe anche a soffrire della forse scarsa produttività di un paio di consiglieri che ne facevano parte, tra essi incluso quello eletto in conto della cosiddetta “sinistra radicale”, cioè il candidato di Rifondazione Comunista.
Alle elezioni comunali del 2009 il quadro cambia e si presentano cinque liste, di cui quattro serie.
Durante la campagna elettorale per le comunali di quell’anno i toni di liste come “Il Maestrale” o “Capena Anno Zero” sembrano più sferzanti, più critici, più pesanti verso l’Amministrazione uscente rispetto a quelli della lista civica di centrosinistra e qualcuno, nell’elettorato di centrosinistra, si lamenta di ciò. In uno dei comizi della campagna elettorale per le comunali di quell’anno Roberto Barbetti, facendo riferimento alle collaboratrici ad una rivista che nel 2007-2009 fu pubblicata a cura della gioventù locale di centrosinistra, disse che alcune di esse erano state “minacciate”: l’espressione può ben essere stata eccessiva, esagerata, iperbolica, melodrammatica, come ben d’altronde si confà ad un comizio elettorale, e d’altronde non c’interessano qui gli aspetti giuridico-legali-avvocateschi, ma il riferimento era con ogni probabilità a qualche episodio sgradevole che al Barbetti era stato riferito e al quale egli ritenne di far cenno, anche se in forma forse eccessiva, esagerata, iperbolica, melodrammatica, come ben d’altronde si addice ad un comizio elettorale e alla mozione degli affetti che con esso si cerca di suscitare in coloro che ascoltano. In quello stesso torno di tempo, l’episodio occorso ad un candidato del “Maestrale”, raggiunto, a quanto si disse, via SMS da messaggi poco gradevoli, fu subito pubblicamente denunciato con alcuni manifesti e, a quanto si disse, oggetto anche d’immediata segnalazione a chi di competenza. Nel corso della legislatura iniziata nel 2009 alcuni comportamenti ritenuti poco corretti ed ingiustificatamente aggressivi nei confronti del Consigliere Comunale Angela Montereali furono immediatamente sottolineati e stigmatizzati sul sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”. In un articolo di Luca Benigni apparso su un foglio a stampa al principio del 2008, a proposito di certe convocazioni informali di due Consiglieri di opposizione, alle quali questi non si erano sottratti ubbidendo e presentandosi, si legge che un tempo non si sarebbe neanche provato a farle: nel corso degli anni era quindi venuta meno anche la basilare capacità di farsi rispettare?
Con l’ampliarsi dell’offerta politica sul mercato capenate per le elezioni del 2009 cominciano alcune difficoltà per il centrosinistra: da un lato, chi si sente soddisfatto dell’operato dell’Amministrazione Comunale non potrebbe che preferire la votazione della lista nella quale si candidano appunto coloro che dell’Amministrazione uscente hanno fatto parte; dall’altro, chi non si sente soddisfatto dell’operato dell’Amministrazione Comunale tende a preferire quelle liste che, con maggior franchezza e con maggior durezza, criticano l’operato dell’Amministrazione uscente. Resta invero ancora una riserva, data da coloro che sentono il vincolo dell'”appartenenza identitaria”, in buona parte già elettori del vecchio PCI, ma si tratta di una fascia di popolazione in costante diminuzione numerica, perché quel vincolo viene progressivamente e sempre più rapidamente meno in estensione e in intensità. Così, se nel 1995 la divisione del centrodestra in due liste aveva portato alla vittoria della lista civica di centrosinistra, nel 2009 l’elettorato di centrodestra a Capena si disperde in tre liste, ma la lista civica di centrosinistra non vince, anzi arriva terza.
Nel già sopra richiamato post di Luca Benigni, datato 23 gennaio 2012, ore 20.25, sul suo profilo nel social network Facebook si accenna alla “gestione degli affari urbanistici” e ad essa Luca Benigni sembra attribuire importanza per quanto concerne l’acquisizione del consenso. Non sembra che nell’attuale legislatura l’opposizione di centrosinistra abbia mostrato grande interesse per questo settore: vi è stato, invero, un manifesto, uscito nel giugno 2009, poco dopo le elezioni comunali, il quale traeva spunto da un articoletto pubblicato dal quotidiano “Il Messaggero” per chiedere notizie circa un’operazione immobiliare in località “Calamissura”, ma la cosa sembra essere caduta nel nulla e non essere stata più ripresa in seguito.
Si saprà poi anche di certi sviluppi di procedimenti aperti da chi di competenza, ma sul punto non si è ritenuto, da parte del centrosinistra locale, di dire, chiedere, far sapere qualcosa. Si saprà che in una certa operazione immobiliare, proprio quella per la quale il PD chiedeva spiegazioni con il manifesto del giugno 2009, sarebbero coinvolti anche personaggi sospettati di contiguità ad ambienti di criminalità organizzata, ma su questo il centrosinistra locale non ha ritenuto di dover dire, chiedere, far sapere qualcosa: si è ritenuto più opportuno occuparsi, ad esempio, della prospettiva di un futuro e incerto spostamento del Monumento ai Caduti. Eppure certi possibili segnali non andrebbero sottovalutati, anche se si tratta di episodi occasionali: si sa, d’altronde, che certe associazioni sono arrivate persino in Romagna, in Lombardia, addirittura a Ventimiglia, comunque già anche in Australia (oggi ci si sposta e comunque si comunica abbastanza facilmente). A Capena, però, i locali eredi di Li Causi, di La Torre, i “compagni” o come altrimenti li si voglia chiamare di Lumìa non ritengono di dover occuparsi di queste cose: si ritiene più opportuno paventare la possibilità di un futuro e incerto spostamento del Monumento ai Caduti. Se poi proprio bisogna indignarsi, tanto vale farlo per aspetti che non sono di competenza e di responsabilità del Comune, come i servizi postali.
L’esito coerente, logico, ineccepibile di tutta questa storia è la finale scoperta del tertium genus, della “terza via”. Al di là della maggioranza e dell’opposizione, al di là del bene e del male, ecco un’altra possibilità: per dirla con Luca Benigni, la ruota di scorta (ruota di scorta che con il 2004, stando a un richiamo del tutto improprio, non può avere nulla a che vedere, perché alle comunali del 2004 la lista “Per cambiare tutti protagonisti” restava nell’alveo del centrosinistra, che includeva allora anche la formazione mastelliana, e quelli che oggi sono gli agognati alleati allora stavano tutti già dall’altra parte). E fu quindi proclamato l’avvenuto decesso del centrosinistra a Capena.

Una Risposta to “CAPENA: LA LUNGA MARCIA DEL CENTROSINISTRA LOCALE VERSO LA SUBALTERNITA’”

  1. pub Says:

    Il bene ed il male .. e’ possibile sempre tagliarli con un colpo di accetta?

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