CAPENA: IL PARTITO DELL’ULTIMA PAROLA

Dopo che tutte le altre forze politiche locali hanno con manifesti detto la propria sulla situazione di “crisi” che si è aperta per l’Amministrazione Comunale di Capena, da ultimo anche il PDL (Popolo della Libertà) prende la parola e con un manifesto intitolato “CENERE E CARBONE” esprime il proprio punto di vista.
Appare chiaro che il principale bersaglio polemico del manifesto “CENERE E CARBONE” è rappresentato dall’UDC, ex partner di maggioranza del PDL a Capena. Con l’espediente retorico del “Non siamo stati noi a ecc.” il manifesto del PDL sembra attribuire all’UDC i seguenti comportamenti: 1) essere andato dal Sindaco poco dopo le elezioni comunali del 2009 per richiedere alquanto perentoriamente che si facesse quanto desiderato dalla predetta forza politica; 2) aver iniziato pochi mesi dopo le elezioni comunali del 2009 incontri con forze politiche all’opposizione (ma non con il PDL, allora partner di maggioranza) allo scopo d’incrementare propri “spazi” e “potere”; 3)aver cercato di “far fuori” qualche scomodo membro della maggioranza per aver maggiore libertà di azione; 4) aver allettato qualche “ambizioso” membro dell’opposizione con promesse di futura candidatura a Sindaco.
Sembrerebbe sostanziarsi ancora in un espediente retorico per muovere rilievi critici all’UDC quella parte del manifesto in cui si dice che gli autori del manifesto sognano, cioè il PDL di Capena sogna, un paese nel quale: a) gli Amministratori facciano solo gl’interessi del Comune; b) per ottenere qualcosa non sia necessario rivolgersi ai soliti noti; c) gl’imprenditori siano liberi d’intraprendere; d) il piano regolatore generale sia affare di tutti e non di pochi.
Non manca, in conclusione del manifesto e prima degli auguri di Buon Anno Nuovo alla popolazione, la stoccata polemica nei confronti della bestia nera Alessandro Ristich, al quale si attribuisce uno modo “poliziesco” e “terroristico” di far politica e s’imputano “sconsiderati attacchi a raffica”, che rischierebbero di danneggiare le persone; ciò che, secondo gli estensori del manifesto, renderebbe inidoneo Ristich a fare il Sindaco (con ulteriore espediente retorico, nel manifesto si afferma che l’inidoneità del Ristich a svolgere le funzioni di Primo Cittadino sarebbe già consolidata opinione della popolazione di Capena, della quale si suppone un “idem sentire” con gli estensori del manifesto medesimo).
Il manifesto del PDL attribuisce all’UDC due anni di “scientifico logorìo” dell’Amministrazione Comunale e, in apertura, facendo riferimento all’ultimo manifesto dell’UDC, sostiene che, trattando esso l’atteggiamento del PDL come se fosse quello di un manipolo di assatanati di poltrone e potere, dà una rappresentazione inveritiera e caricaturale della situazione.
Due osservazioni in merito a questo manifesto.
Per la prima, partiamo dal consueto attacco a Ristich, questa volta in appendice al corpo principale del manifesto. Il manifesto fa riferimento anche, ma non soltanto, all’esposto presentato da Ristich su un aspetto della procedura amministrativa relativa all’apertura del Centro Commerciale “Tiberinus”. Ora, di questo, come degli altri numerosi interventi di Ristich come Consigliere Comunale, chiunque può prendere conoscenza, leggendone il testo, sul sito Internet del “Maestrale”, in particolare nella sezione “Interrogazioni e istanze”. C’è quindi una fondamentale differenza di metodo a Capena fra Ristich e il “Maestrale”, nonché il “Movimento Capena Anno Zero”, il PD e “La Destra”, da una parte, e il PDL e l’UDC, dall’altra, e questa differenza ha a che vedere con la trasparenza della propria attività politica e, più specificamente, con la diffusione d’informazioni dettagliate e aggiornate sulla stessa attraverso la Rete – diffusione che, a parere di chi scrive, è ormai un requisito indispensabile di civiltà e costituisce anche un discrimine fondamentale per la stessa scelta politica, non essendovi alcun motivo per il quale si debba dare il proprio voto a formazioni politiche che non diano pubblicità dettagliata e continua alla propria attività attraverso la Rete. Per comprendere l’indispensabilità di questo requisito, che a nostro avviso dovrebbe escludere a priori chi non lo soddisfa dal campo di scelta di ogni elettore consapevole, prendiamo in considerazione proprio le questioni sollevate dal manifesto fatto uscire oggi dal PDL e da quelli precedenti dell’UDC: in buona sostanza, l’UDC sostiene di aver presentato proposte che sarebbero state ingiustificatamente ignorate dall’Amministrazione o, meglio, dalle altri componenti della maggioranza, mentre il PDL sostiene che l’atteggiamento dell’UDC nel sollevare il problema è strumentale, avendo esso in realtà lo scopo di cercare appigli per giustificare le mosse con cui si darebbe attuazione ad una strategia pregiudizialmente decisa.
Ora, se il cittadino volesse farsi un’idea sua propria su questa “querelle” PDL-UDC a Capena, dovrebbe anzitutto essere informato circa il concreto contenuto delle proposte dell’UDC che sarebbero state ignorate, al di là ovviamente di quelle politico-poltronistiche sull'”allargamento” della maggioranza, anch’esse, peraltro, oggetto solo di generiche allusioni. Dai manifesti, tuttavia, non si apprende nulla di concreto al riguardo, né vi è, per quanto ne sappiamo, un sito Internet dal quale sia possibile ricavare queste informazioni. E allora che razza di opinione potrà mai formarsi al riguardo il cittadino, se gli sono negati fondamentali elementi di conoscenza?
La seconda osservazione è la seguente. E’ innegabile il tono aspramente polemico del manifesto del PDL nei confronti dell’UDC, al quale il manifesto muove, con l’accorgimento formale di espedienti retorici, rilievi di un certo peso e di una certa gravità. Ora, il PDL e l’UDC sono stati partner di maggioranza a Capena ininterrottamente dal 1999 sino al 2011: questi – diciamo – gravi difetti che ora il PDL ritiene, come si evince dal manifesto di oggi, di ravvisare nell’UDC sono una novità dell’attuale legislatura? Quello che prima e per due lustri è stato un valido e ineccepibile partner di coalizione, con importanti ruoli di governo, si sarebbe improvvisamente trasformato in una forza politica i cui reali scopi sono estranei al perseguimento del bene comune? Oppure c’era già prima del “marcio in Danimarca”, per così dire, ma il PDL di Capena non se n’è accorto, nonostante la pluriennale vicinanza all’UDC e la condivisione prolungata di funzioni di governo? Perché soltanto ora l’UDC, agli occhi del PDL, assume a Capena quelle “tinte fosche” con le quali vien dipinto nel manifesto?
Da ultimo, una tematica che, benché non abbia diretta attinenza con le tematiche del manifesto e della “crisi” nella cui dialettica esso s’inserisce, è d’indubbia rilevanza, tanto che, a nostro avviso, ogni forza politica dovrebbe dire e/o fare qualcosa al riguardo. Che cosa intendono fare e fanno il PDL e l’UDC a Capena per promuovere la formazione e l’affermazione di una classe dirigente che, oltre ad essere almeno parzialmente demummificata, non sia peraltro composta soltanto di figli di, nipoti di, satelliti di, clientes di, creature di, longa manus di? Così come del resto tutte le altre forze politiche, anche il PDL e l’UDC a Capena sono naturalmente chiamati a dire e a fare la propria al riguardo, tanto più avendo contribuito nel 2009 ad una lista civica nella quale l’età media dei candidati era di mezzo secolo.

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