DALLA PRIMAVERA ARABA ALL’INVERNO CAPENATE

Domenica 11 e domenica 18 dicembre si sono svolte, in occasione dell’imminente Natale, manifestazioni patrocinate dal Comune di Capena e dalla Pro Loco e promosse dai commercianti del posto. Vi è stato, ad esempio, un mercatino, che ha avuto luogo in via San Luca e in piazza San Luca; altri momenti erano dedicati specificamente ad un pubblico di preadolescenti (i.e. consegna della letterina per Babbo Natale); e poi tombolate, canti, spettacoli di animazione per bambini, eccetera. Domenica 18, cioè nella seconda delle due giornate dedicate a questi appuntamenti prenatalizi, si è dispiegata, tramite affissione di manifestini con il titolo “‘STA FESTA NON S’HA DA FARE”, la protesta dei “commercianti promotori della festa” – così si sono firmati in calce ai manifestini.
Riferendosi metaforicamente a personaggi del capolavoro manzoniano, “I Promessi Sposi”, gli autori dei manifestini sostengono che:
– “Don Rodrigo” si sarebbe opposto allo svolgimento delle manifestazioni prenatalizie in questione;
– “Don Abbondio” avrebbe, in un primo momento, ricusato di dar soddisfazione a “Don Rodrigo” e avrebbe quindi, in un primo momento, deciso di far svolgere comunque le manifestazioni;
– “Don Rodrigo” avrebbe quindi mandato avanti un proprio “bravo”, cos’ grosso che “vale per due”, e allora “Don Abbondio” avrebbe parzialmente ceduto, consentendo allo svolgimento delle manifestazioni di cui si tratta, ma “a metà”.
Fuor di metafora, la polemica di coloro che si designano come “commercianti promotori della festa” si appunta sulla revoca, che molto asseriscono esser loro dispiaciuta, di un’ordinanza in materia di viabilità – ordinanza che, se fosse rimasta in vigore, avrebbe consentito, secondo gli autori del manifestino, uno svolgimento ben diverso delle manifestazioni, che – par di capire – avrebbero potuto in tal caso avere un impatto maggiore. Secondo il manifestino, la revoca dell’ordinanza in materia di viabilità sarebbe stata promossa dal Consigliere Comunale delegato alla viabilità; polemicamente rivolgendosi al Sindaco, i (piccoli?) commercianti promotori delle manifestazioni prenatalizie si dicono comunque pronti, per il bene di Capena, a sostenere persino festeggiamenti che dovessero essere confinati in un “pollaretto” (parola scritta maiuscola nel manifestino).
La soluzione salomonica escogitata da “Don Abbondio”, con il permesso allo svolgimento di una festa in versione “light”, non è stata gradita dai commercianti di cui si è detto, i quali avrebbero preferito che “Don Abbondio” tenesse il punto fino in fondo dinanzi a “Don Rodrigo”.
Un paio di giorni dopo la protesta dei commercianti promotori delle manifestazioni prenatalizie dell’11 e del 18 dicembre è apparso, negli spazi deputati alle pubbliche affissioni o comunque tradizionalmente dedicati alla comunicazione politica in Capena, un manifesto del circolo capenate dell’UDC, intitolato “Informativa alla cittadinanza”. Nel manifesto, l’UDC di Capena, richiamando un proprio precedente manifesto del 22 settembre ultimo scorso, afferma che il patto, sottoscritto con il PDL locale in vista delle elezioni comunali del 2009, è finito e che quindi è venuta meno la coalizione PDL+UDC che si è espressa nella lista civica “Per Capena con voi”, vincitrice delle amministrative nel 2009: il gruppo UDC in Consiglio Comunale deve ritenersi, dunque, ormai fuori dalla “maggioranza organica”. Nel manifesto si dice che le “proposte” per una “più propositiva azione amministrativa” formulate dall’UDC sono cadute nel nulla e che, in particolare, il Sindaco, senza esprimere da parte sua alcuna proposta o (contro)proposta, si sarebbe limitato a gestire burocraticamente la situazione, intervenendo sulle deleghe, senza dare risposte alle richieste dell’UDC, secondo il quale avrebbe prevalso la difesa delle “poltroncine”, di “posizioni di privilegio”, degli “intoccabili”. Nel manifesto, l’UDC precisa inoltre che si esprimerà tramite la propria rappresentanza consiliare a favore nei casi in cui riterrà trattarsi di delibere che corrispondono alle esigenze del bene comune; tale valutazione, tuttavia, sarà fatta “senza sconti”. Dei due Assessori in quota UDC – dice ancora il manifesto – uno si è dimesso in conformità alle indicazioni date dal partito, mentre l’altro, con una scelta che il manifesto qualifica come “non giustificata” e “non giustificabile”, oltre che non comprensibile, ha mantenuto la propria carica in Giunta, senza quindi dimettersi. Il manifesto si chiude con la dichiarazione di disponibilità da parte dell’UDC a trattare, su basi programmatiche, per la formazione di una nuova maggioranza e di una coalizione che affronti le prossime elezioni comunali.
L’avvicinarsi dell’inverno porta dunque a Capena la protesta di una categoria, quella dei commercianti, tradizionalmente non certo ostile alle forze che esprimono l’attuale Amministrazione Comunale; insieme con tale protesta arriva anche la formale dichiarazione di fuoriscita dalla maggioranza da parte di uno dei suoi pilastri, l’UDC.
In una nota polemica al termine del manifesto dell’UDC, prima della conclusione con gli auguri ai cittadini per le feste di fine anno, si dice, forse in replica ad un’obiezione secondo la quale sono stati giudicati “sogni”, cioè irrealizzabili, le proposte dei “centristi”, che non abbiamo bisogno di gente che non sappia sognare. L’affermazione è condivisibile, ma con una precisazione: non abbiamo bisogno di chi sappia sognare solo centri commerciali e cementificazione progressiva del territorio.

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