CAPENA: UN PAESE PER PEDONI?

Risale, se non andiamo errati, alla prima metà della scorsa settimana un drammatico incidente stradale occorso a Capena, a quanto si dice in un tratto (denominato via Roma) della via Provinciale Capena-Morlupo interno al centro abitato, poco oltre la Stazione dei Carabinieri in direzione Via Tiberina-Bivio. Nel tardo pomeriggio, un giovane di circa diciotto anni, mentre attraversava la strada, è stato investito da un’automobile, che ha sorpassato quella che si era fermata per consentire appunto al pedone l’attraversamento. Il giovane è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale. Chi scrive ignora, al momento, se nella fattispecie vi sia stata, oltre all’investimento, anche, da parte dell’investitore, omissione di soccorso, purtroppo frequente in casi come questo.
La dinamica è analoga a quella di un incidente che due giorni dopo, venerdì della scorsa settimana, 2 dicembre u.s., si è verificato nel pomeriggio a Torino, dove una famiglia con genitori e figlio di sette anni è stata falciata da un’automobile che ha sorpassato tre automobili ferme davanti per consentire ai tre pedoni l’attraversamento della strada: il bambino è morto, il padre è in gravi condizioni, la madre è anch’essa stata seriamente ferita, anche se meno gravemente del marito.
Il drammatico incidente avvenuto il mercoledì della scorsa settimana a Capena pone il problema della sicurezza stradale, e pedonale in particolare, nel centro abitato, con particolare riguardo al tratto della Provinciale Capena-Morlupo rappresentato da via Morlupo-via Roma. E’ stato notato come, nel tratto della Provinciale in discesa percorso dagli autoveicoli provenienti da Morlupo, tra Santa Maria degli Angeli (edificio ex ASL) e il punto in cui via Martolana confluisce in via Roma, non sia rarissimo riscontrare velocità eccessive per un centro abitato – circostanza che si accompagna peraltro ad una assenza di marciapiedi veri e propri, che rende insicura la posizione del pedone; ancora, nel tratto della Provinciale successivo al “curvone”, sul quale si affaccia anche l’ufficio postale, in direzione di uscita dal paese verso la Tiberina, le automobili tendono ad acquistare velocità (alla quale possono essere connesse azzardate manovre per mantenerla od acquisirla vieppiù), talora eccessiva, tanto più per un tratto di strada che è interno al centro abitato, e lo stesso deve dirsi per le automobili che percorrono lo stesso tratto in direzione opposta, e cioè verso il centro abitato.
E’ quindi auspicabile, dal momento che l’esperienza da molto tempo insegna che far conto sulla prudenza e sulla ragionevolezza di tutti i guidatori significa consegnarsi ad un’aspettativa destinata ad essere inevitabilmente delusa, che, al di là della problematica relativa all’individuazione dell’ente locale competente per i relativi interventi (Comune, Provincia), ci si attivi, nell’ovvio rispetto delle sacrosante “competenze”, perché possano essere adottati, per contrastare l’eccessiva velocità (e le connesse manovre azzardate di guida) quantomeno nel tratto della Provinciale che corre nel centro abitato, accorgimenti dissuasivi o impeditivi (autovelox? dossi artificiali? semafori attivabili a richiesta del pedone?), senza poi trascurare che problema analogo si riscontra anche in tratti di competenza comunale: un’eccessiva velocità degli autoveicoli circolanti può talora riscontrarsi, ad esempio, in orario serale o la mattina presto, anche nel rettilineo formato da piazza San Luca e via Piave.

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