CAPENA: ET DENIQUE VERBUM EMISIT LEPRINIANENSIS POPULUS LIBERTATIS QUOQUE

Negli ultimi giorni ha detto la propria – nel dibattito tra le forze politiche locali innestato dal manifesto dell’UDC critico nei confronti dell’operato delle altre componenti della maggioranza che sostiene l’Amministrazione – anche il “Popolo della Libertà”, acronimicamente PDL, con un manifesto nel quale il testo è sormontato dal logo della predetta formazione politica.

Il manifesto in questione, redatto in un trito politichese di non eccelso livello, si caratterizza per l’evidente contradditorietà: da un lato si ammette che qualcosa non funziona come dovrebbe, poiché si parla della “attuale fase di stallo amministrativo” e di non meglio determinate “problematiche in atto“, così implicitamente riconoscendo una almeno parziale fondatezza delle pregresse prese di posizione delle altre forze politiche (in punto di diagnosi della situazione di fatto, anche se non di terapia), dall’altro le si critica con asserzioni del tutto generiche, menzionando “crisi di nervi” nel titolo con evidente riferimento a quelle prese di posizione, affermando che esse sono idonee a determinare tra i cittadini confusione e sfiducia nelle forze politiche locali (come se non potessero esistere situazioni nelle quali è giustificato l’insorgere di sentimenti di sfiducia nelle forze politiche, locali o meno) e rimettendosi alla “responsabilità e capacità dei cittadini di leggere fra le righe” di strumentali ricostruzioni e di fantasiose soluzioni proposte.

Quest’ultimo passaggio ripropone un espediente assai frequente nella dialettica politica: non si replica con argomentazioni di merito, ma si impiega un avvolgimento retorico di parole (“confidiamo nella responsabilità e nella capacità dei cittadini di leggere tra le righe ecc.”), con il quale ci si dispensa da qualsiasi accenno di concreta dimostrazione delle asserite “strumentalità” e “fantasiosità” degli altrui punti di vista.

Il manifesto si chiude annunciando che dal PDL sarà promosso un ciclo d’incontri politico-amministrativi tra il proprio e ciascuno degli altri gruppi consiliari, al fine di superare quella che viene appunto definita l’attuale situazione di stallo amministrativo.

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