CAPENA: UN MANIFESTO DEL MOVIMENTO “LA DESTRA” SUL MOMENTO DI DISAGIO ATTRAVERSATO DALLA MAGGIORANZA CHE SOSTIENE L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CAPENA

Con un manifesto intitolato “UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO”, pubblicato in data 5 ottobre 2011 sul sito Internet del movimento “La Destra” per Capena, ov’è tuttora leggibile sulla homepage, e reso disponibile anche in formato cartaceo nella tradizionale collocazione su supporto ligneo ubicato presso l’esercizio commerciale noto come “Bar di Irma” al Bivio, si propone un’interpretazione in termini squisitamente politici del momento di crisi attraversato dalla maggioranza che sostiene l’attuale Amministrazione Comunale di Capena – crisi che ha trovato espressione nel noto manifesto dell’UDC, di cui già si è dato conto, critico verso le altre forze che sostengono l’Amministrazione, e nel ritiro delle deleghe agli Assessori in quota UDC nel corso del successivo Consiglio Comunale, con il configurarsi, quindi, di un “sostegno esterno” da parte dell’UDC all’attuale Amministrazione.

La tesi del manifesto pubblicato dal movimento “La Destra” è che la crisi della maggioranza che sostiene l’attuale Amministrazione Comunale di Capena sia, sostanzialmente, la manifestazione locale di un fenomeno di portata nazionale, legato alla “leggerezza” del partito denominato “Popolo della Libertà” (acronimicamente PDL, pronuncia “Pidielle” o “Piddielle”), cioè all’assenza, in esso, di un’organizzazione saldamente strutturata, con gerarchie chiaramente riconoscibili e riconosciute e rispettate; legato, inoltre, alla crisi che esso attualmente attraversa, anche, peraltro, in conseguenza della sua predetta “leggerezza”. Da ciò derivano divisioni, per le quali, ad esempio, l’area del centrodestra a Capena si è spaccata in diverse liste alle ultime comunali (“Il Maestrale”, che si oppone energicamente all’attuale Amministrazione, ha una matrice di centrodestra) e ora vede emergere ulteriori frazionamenti all’interno dello stesso segmento “governativo”, con – dice il manifesto in questione – “esponenti del PDL che si combattono […] all’interno della stessa maggioranza“. In questa prospettiva, il parziale dissociarsi dell’UDC è visto nel manifesto di cui si tratta come la presa di posizione di una forza politica capace, perché solidamente organizzata, di esprimere un chiaro e inequivoco punto di vista unitario, che si è ultimamente caratterizzato per la marcata insoddisfazione formulata a causa dell’insufficiente concludenza dell’azione amministrativa e a causa delle mancate risposte da parte delle altre componenti della maggioranza alle reiterate sollecitazioni dell’UDC ad un rilancio dell’azione politico-amministrativa e ad un dialogo tra le diverse componenti della maggioranza finalizzato a discutere tali sollecitazioni e a darvi possibilmente seguito concreto.

Questa lettura, attribuendo di fatto preponderante efficacia causale a supposti fattori di portata largamente sovracomunale, rischia, a nostro avviso, di trascurare l’operare di altri elementi, i quali, tuttavia, vengono anch’essi da lontano, per non dire da molto lontano.

In primo luogo, va ricordato che è ricorrente nella storia politica capenate il manifestarsi, all’interno dell’area qualificabile secondo la nota metafora spaziale come centrodestra, di contrasti anche violenti (sotto il profilo della polemica politica, ovviamente), che vanno ben al di là di quella fisiologica diversità di opinioni che, come ammonisce l’apoftegma tot capita, tot sententiae, ovviamente esiste anche tra aderenti alla stessa formazione politica: si pensi, ad esempio, all’espulsione di Paolo Alei, alias “Cocciòla”, dalla Democrazia Cristiana nei primi anni ’70 e al fatto che alle comunali l’Alei giunse poi a presentare una sua propria lista civica in contrapposizione alla lista d’ispirazione democristiana; si pensi alla mozione di sfiducia costruttiva che, approvata nel 1992, portò alla detronizzazione di Lorenzo Oddone dalla carica di Sindaco e diede origine a quella spaccatura del centrodestra in due tronconi la quale nel 1995 consentì l’affermarsi della lista civica di centrosinistra. Si tratta di vicende che precedono di molto la comparsa dell’estemporaneo “partito del predellino”.

In secondo luogo, trascorrendo dal passato remoto al passato prossimo, i “mal di pancia” dell’UDC non sono, rigorosamente parlando, una novità emersa nel corso della presente legislatura, ma hanno avuto modo di manifestarsi già nel finale della scorsa legislatura. E’ noto che la scelta degli alleati per le comunali del 2009 non fu cosa propriamente scontata in partenza per l’UDC e che sul tappeto ci fu anche un’ipotesi, non si sa peraltro quanto seriamente perseguita, di accordo con il centrosinistra. In particolare, poi, va ricordato un episodio, accaduto nell’ultimo, probabilmente, Consiglio Comunale della scorsa legislatura, quando esponenti dell’UDC in Consiglio Comunale “fecero opposizione”, sollevando dubbi e perplessità su alcuni punti all’ordine del giorno nella discussione consiliare e quindi contrastando, anche vittoriosamente, la loro approvazione. Trattandosi di atteggiamento che, a quanto parrebbe, è stato adottato solo in occasione di quel Consiglio di fine legislatura e non precedentemente, almeno nella stessa energia e con la stessa misura, è plausibile che esso volesse veicolare un messaggio nei confronti delle altre componenti della maggioranza, del tipo “non pensiate di poter a cuor leggero fare a meno di noi, perché con la nostra sapienza e con la nostra scienza siamo in grado di mettervi nodosi bastoni fra le ruote”. Sulle ragioni di quei comportamenti, a parte le chiacchiere che sono girate e che come tali non hanno alcun valore, permane un fitto mistero, non essendovi stata alcuna pubblica spiegazione degli stessi, o almeno del fatto che sembrerebbero essere stati tenuti solo in fine di legislatura e non prima, quantomeno nella stessa misura e con la stessa energia; fatto sta che un contrasto, la cui causa ultima è ignota ai più, tra l’UDC e altre componenti della maggioranza che governa Capena sembra essersi manifestato già nella parte finale della scorsa legislatura.  

In terzo luogo, va rilevato che, in via d’ipotesi, le divisioni a livello politico possono anche riflettere, trovandovi sociologica esplicazione, contrasti a livello d’interesse, ovvero anche contrasti tra chi ha più interessi e chi ne ha meno o quasi per nulla; ciò è tanto più probabile quanto più chi è attivo a livello politico svolge altresì attività professionali e/o imprenditoriali le cui fortune possono in parte essere eventualmente influenzate da alcune branche dell’attività amministrativa comunale. Ciò può portare all’insorgere di contrasti sia tra chi è portatore di tali “conflitti d’interesse” (utilizziamo l’espressione in senso atecnico, per indicare la compresenza di attività politica finalizzata a realizzare il bene comune e di naturali interessi privati i quali conformemente alla propria natura agognano determinati esiti dell’azione amministrativa in taluni ambiti) e chi non lo è (ad esempio, nel “Maestrale” già a a livello direttivo il “conflitto d’interesse”, inteso nel senso ampio e atecnico che si è detto, sembrerebbe incidere molto, ma molto meno rispetto ad altre forze, in primo luogo, come sembra emergere da un’analisi della composizione sociologica del suo notabilato, lo stesso UDC), sia tra l’uno e l’altro portatore di “conflitti d’interesse”, qualora il soddisfacimento di un interesse non sia in tutto compatibile con interessi altrui.

Non v’è dubbio, tuttavia, che a livello propriamente di attività politica il PDL sia la formazione che a Capena lascia più a desiderare, se la confrontiamo con il PD e la lista civica di centrosinistra, con il “Movimento Capena Anno Zero”, con il “Maestrale” e con “La Destra”. Il fatto non è nuovo, se pensiamo che già nel 2004 il promotore di un peraltro localmente e non solo localmente effimero movimento, che alle comunali del 2004  a Capena si schierò in persona esclusiva del suo promotore indigeno con il centrosinistra, scrisse, in un volantino, che “i DS hanno ragione, la CDL (Casa della Libertà) a Capena è politicamente inesistente“. In effetti, a Capena le prese di posizione pubbliche del PDL come tale con manifesti o altri strumenti possono, prescindendo dalle campagne elettorali e dalla propaganda di livello sovracomunale, contarsi, secondo alcuni, sulle dita di una mano. Ciò, tra l’altro, introduce il problema attinente alla spiegazione del livello del consenso raggiunto dall’area politica in questione nonostante questa scarsa attività della sua principale forza politica a livello di prese di posizione pubbliche da parte della forza politica stessa. Un’ipotesi possibile è che tale consenso dipenda dalla vantata bravura nella realizzazione di più o meno grandi opere pubbliche – fascinazione tecnocratica la quale avrebbe conquistato anche, talora in extremis, una non trascurabile porzione dell’elettorato attivo di origine straniera comunitaria, rumena in particolare.

Il manifesto del movimento “La Destra” esprime opposizione all’ipotesi di un “governo tecnico”, cioè di un’Amministrazione con il sostegno esterno dell’UDC la quale rimanga in piedi essenzialmente per l’approvazione del nuovo piano regolatore generale (supponiamo che, allorché nel manifesto si parla di “approvazione” del nuovo p.r.g., si faccia riferimento all’adozione dello stesso con deliberazione consiliare, essendo improbabile che nel giro di un anno arrivi anche la successiva approvazione, così propriamente detta, da parte della Regione). Il manifesto de quo agitur si chiude auspicando una presa di posizione pubblica e unitaria da parte del PDL di Capena e anche la maturazione di una coscienza autocritica da parte della stessa formazione politica.

Da ultimo, alcuni rilievi formali sul manifesto di cui si è dato sopra conto. Nella versione internettiana, cui facciamo riferimento non avendo sinora preso visione di quella cartacea esposta in località Bivio, sembra esserci, salvi errori di percezione visiva, qualche apostrofo di troppo: “”un’organigramma” (si ricordi che il sostantivo è maschile), “un’anno”, e aggiungiamo anche “sta’ succedendo” in luogo di “sta succedendo”.

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