CAPENA: THE COMARI ARE BACK AGAIN

Nella bacheca della pagina Facebook “Capena: I Dimenticati” il 17 agosto alle 22.42 è stata pubblicata la riproduzione fotografica di un volantino firmato con lo pseudonimo “William Wallace”. Il volantino è intitolato “Il Regno Incantato di Leprinburg”  (=Capena) e sembra essere una rassegna di personaggi della scena politica (e forse non solo politica) locale, celati sotto appellativi spesso non facilmente decifrabili.

I personaggi sono:

– “la Magnanima Gattara”, detta anche “la Reggente” (il Sindaco?);

– “il Canarino”, “abile nel cantare in vernacolo”, che fa parte del “manipolo di impavidi eroi” che circonda “la Reggente”, spicca tra di essi e teme “per la sua adorata gabbietta”;

– “il Cavaliere e il suo Fido Scudiero”, che scortano “la Reggente”, cioè “la Magnanima Gattara”;

– “Vermlinguo”, che consiglia “la Reggente” , cioè “la Magnanima Gattara”, e che duella con “il Cavaliere e il suo Fido Scudiero”;

– “l’enigmatico Professor Matoquiz”, che sta “a guardia del tesoro”;

– “l’insaziabile Moby Dick”, che sta a guardia delle derrate;

– “il maniscalco Sega Vettine”, che nelle scuderie “progetta castelli di sabbia”;

– “lo scemo del Villaggio”, del quale sono “appannaggio” “l’ordine e la pulizia del regno”;

– “Salvatore il Dolciniano”, del quale è appannaggio “l’ordine delle coscienze” e che abiura “tutto e tutti”, anche “il suo mentore”;

– lo “spirito libero di Cane Pazzo dei Nez Percè”, che garantisce il “lavaggio” delle coscienze;

– “il potente Signore delle Antenne”, che fa il “portavoce”;

– “Mangiafuoco”, che “comanda i fili”, che “tutto muove ma non è mosso da nessuno” e che è il “Deus ex Machina”.

Quindi il volantino elenca gli “acerrimi nemici” del “regno di Leprinburg”:

– “l’Uomo in Calzamaglia e l’allegra combriccola del bosco”, i quali sono i nemici più astiosi e sono dediti a “tentativi di furto del tesoro”, rubando essi ai “poveri per dare ai ricchi”;

– “la perfida Strega dell’Ovest e il suo esercito di scimmie volanti”, i quali sono “sempre impegnati nella cura del proprio ego”;

– il fantasma Belfagor che accompagna Don Chisciotte in groppa al suo Ronzinante nella lotta contro i mulini a vento, dei quali abbonda il Regno di Leprinburg;

– “Lone Wolf”, il quale nelle notti di plenilunio solitario ulula “all’accensione di ogni Jumbo Screen”.

Infine, del “popolo” si dice che mangia “beatamente il ciambellone offertogli dalla “Magnanima Gattara” e che vive felice e contento ignaro di ciò che lo circonda.

Benché sconclusionato e privo di qualsiasi base razionale, l’elaborato sopra esposto può ragionevolmente annoverarsi tra le forme di apologia indiretta dello status quo. E’ evidente, infatti, che allorquando si afferma che stanno tutti sullo stesso piano, stendendo una patina di sarcasmo su maggioranza e opposizione, si finisce per favorire la prima. Nello stesso senso va la rappresentazione del “popolo” come gregge di soggetti facilmente manipolabili: il pessimismo antropologico va sempre nella direzione degl’interessi di chi detiene il potere. Emerge chiaramente, inoltre, che il tono è più spiccatamente critico nei confronti dell’opposizione, del cui operato si suggerisce e s’insinua l’inanità, che nei confronti della maggioranza di governo, anodinamente satireggiata.   

E’ difficile  dare l’idea di quanto spaventosamente retrìva, reazionaria e “attufata” sia la mentalità che produce questa roba. Quello che balza agli occhi è l’accentrarsi dell’attenzione non sui fatti, non sulle cose, ma sulle persone, oggetto di giudizi assurdi, incomprensibili e campati per aria; non v’è dubbio che l’autore o gli autori provengano da un ambiente paesano, nel quale mantengono tuttora vitalità, benché in minor misura che nel passato, le tradizioni del “comariato”.

I volantini pseudonimamente firmati “William Wallace” sono senz’altro figli dell’insofferenza e del fastidio che qualcuno prova per l’attivismo dell’opposizione nella presente legislatura: gli amanti della morta gora, delle acque stagnanti e dell’immobilismo non mancano mai.

Facciamo un esempio di analisi critica dello scritto.

Il personaggio denominato “Lone Wolf” può plausibilmente essere identificato con il Consigliere Comunale di opposizione Geom. Massimo Biondi, il quale in più occasioni e con molteplici istanze è tornato sul tema delle installazioni pubblicitarie irregolari, tra le quali anche un “Jumbo Screen”.

Che cosa si ricava dalla vicenda del “Jumbo Screen” sul quale si è soffermata l’attenzione del Consigliere Biondi? 

Riflettendo appena, ne ricaviamo che:

1) vi era un’irregolarità, tra l’altro relativa a un’installazione pubblicitaria che non è una capocchia di spillo, e tale irregolarità, a quel che sembra, viene rilevata non d’ufficio da coloro che sono istituzionalmente preposti, ma da un Consigliere Comunale di opposizione, la cui segnalazione viene riconosciuta fondata, con emanazione di un’ordinanza che dispone la rimozione dell’installazione;

2) il Consigliere Biondi successivamente lamenta l’inesecuzione dell’ordinanza, la quale non solo non viene subito eseguita, ma per un periodo non trascurabile di tempo rimane ineseguita, senza che, a quanto pare, da tale inesecuzione derivino conseguenze tempestivamente attivate;

3) nei suoi interventi sul tema il Consigliere Biondi adombra anche possibili favoritismi, con allusioni ai “vostri amici”, alle quali non è stata data risposta;

4) il Consigliere Biondi ha, tra l’altro, sollevato sul tema la questione dell’assolvimento dell’obbligo tributario di pagamento dell’imposta sulla pubblicità e la questione della completezza delle previsioni contenute nella convenzione stipulata tra il Comune e la Società concessionaria del servizio relativo, tra l’altro, alle installazioni pubblicitarie nel territorio comunale.  

Come si vede, vi è materia per riflettere ed è opportuno chiedersi, tra l’altro, se meccanismi simili non possano operare anche in altri settori, oltre a quello delle installazioni pubblicitarie.  

Per “William Wallace”, invece, tutto diventa solo pretesto per la battuta, per l’ironia, per il sarcasmo, per lo stupido e insensato sfottò; manca qualsiasi analisi razionale della realtà.

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