CAPENA: UN MANIFESTO DEL MAESTRALE SUI MANIFESTI DI “PER CAPENA CON VOI”

Con un manifesto uscito negli ultimi giorni, “Il Maestrale” chiede “ufficialmente” di sapere chi c’è dietro la sigla “Per Capena con voi” sotto la quale sono stati pubblicati alcuni manifesti. Il manifesto del “Maestrale” parte dalla constatazione della divisione della maggioranza in più gruppi consiliari – divisione maturata nel corso del tempo dopo la vittoria alle elezioni comunali del 2009 – e prosegue affermando che più volte persone appartenenti all’area della maggioranza, interpellate a proposito di manifesti usciti sotto la sigla e sotto il logo (il “nodo di Salomone”) di “Per Capena con voi”, si sarebbero dissociate dal contenuto di tali manifesti e avrebbero dichiarato di non sapere chi fossero gli autori.

Va rilevato che l’ultimo manifesto uscito sotto la sigla e sotto il logo di “Per Capena con voi” – e cioè il manifesto di contenuto assai genericamente informativo sul bilancio approvato in Consiglio Comunale – era firmato “Il Sindaco e i Consiglieri di maggioranza”; va altresì rilevato che, in precedenza, erano tuttavia apparsi sotto la sigla e sotto il logo di “Per Capena con voi” manifesti di tono diverso, che non recavano firma alcuna e che, a differenza dell’ultimo, il quale oltre all’almeno apparente intento informativo reca solo in fine qualche nota polemica nei confronti dell’opposizione per un preteso suo “ostruzionismo”, attaccavano acremente la minoranza o meglio alcune delle forze che la compongono. E’ il caso, ad esempio, del manifesto “Buon anno anche a lui”, uscito a gennaio di quest’anno – manifesto nel quale, se ben ricordiamo, si faceva uso dell’aggettivo “calunnioso” con riguardo a manifesti, nei quali era facile individuare quelli appunto del “Maestrale”, che a questo manifesto della maggioranza rispose (si veda il sito Internet del movimento, nello slide della homepage) “per le rime” con l’articolo “Una risposta intelligente a un manifesto imbecille”.  

Come è stato già rilevato in un precedente post di questo blog, l’uso della sigla “Per Capena con voi”, ove non si accompagni ad alcuna “firma” com’è stato nel caso dell’ultimo manifesto, rappresenta anche, oggettivamente parlando, uno schermo per la paternità e per la responsabilità dei manifesti, dal momento che si fa riferimento ad un’associazione che, per quanto se ne sappia, non ha una propria organizzazione formale, con formale suddivisione di ruoli sancita in qualche documento scritto ufficiale; e infatti, se deve credersi a quanto dice l’ultimo manifesto del “Maestrale”, non si riesce a sapere chi sia l’autore o chi siano gli autori di tali manifesti (a parte l’ultimo, che riguardava il bilancio e recava in calce un esplicito riferimento al Sindaco e ai Consiglieri di maggioranza).  

Va ricordato un episodio di un non remoto passato – episodio che forse ha indotto qualche prudenza nell’uso dei loghi dei partiti e può aver favorito l’avvento dei manifesti nei quali campeggiano la denominazione e il logo di una lista civica, quale è, appunto, “Per Capena con voi”. Nel 1999 fu diffuso a “Colle del Fagiano” e, prima ancora, letto in Consiglio Comunale da un consigliere della minoranza di allora, un opuscolettuccio, che pretendeva alquanto presuntuosamente di fornire “la verità” sulla questione degli usi civici a “Colle del Fagiano”, ancora irrisolta all’epoca. Di alcuni passaggi dell’opuscolettuccio, se ben ricordiamo, ebbero a dolersi con querele rispettivamente l’allora Sindaco Roberto Barbetti e l’allora Assessore alla Cultura Clelia Capua, non contenti della mera demolizione delle tesi dell’opuscolettuccio fatta da Carlo Rosi, allora Assessore all’Urbanistica, con un intervento in Consiglio Comunale; poiché sul frontespizio dell’opuscolettuccio erano riportati i loghi di quattro partiti, allora all’opposizione, i responsabili dello stesso furono individuati nei segretari locali di quei quattro partiti e responsabile fu ritenuto anche il Consigliere che lesse in Consiglio Comunale il testo di quello che di lì a qualche giorno divenne l’opuscolettuccio diffuso a “Colle del Fagiano”. A quanto sembra, vi furono poi rinvii a giudizio (per cinque persone in tutto, se non andiamo errati), per uno o più passaggi ritenuti diffamatorii dei querelanti nell’opuscolettuccio; la cosa, per quanto se ne sa, si risolse poi con la remissione delle querele ed è quindi poi mancato l’accertamento giurisdizionale dell’eventuale illiceità penale delle condotte, sicché la presunzione costituzionale d’innocenza non fu scalzata.  (A nostro avviso, nelle sue non poco numerose imprecisioni e nei suoi giudizi privi di fondamento l’opuscolettuccio meritava la demolizione che ne fece per implicito Carlo Rosi nel suo intervento, mentre la querela per diffamazione rappresentò una sovrareazione la quale, visto l’esito che ebbe, con cinque rinvii a giudizio, potrebbe aver involontariamente ispirato ad altri personaggi certe idee ed essere così, per un caso di eterogenesi dei fini, all’origine della “sindrome diffamatoria” nella Capena contemporanea, dovendo tuttavia tenersi conto anche del fatto che Barbetti e la Capua erano a loro volta stati in precedenza soggetti passivi di iniziative simili, pur se di matrice esogena, conclusesi puntualmente con l’archiviazione).  

Questa “disavventura” può aver contribuito a far passare l’idea che è più prudente far uscire i manifesti sotto il logo di una lista civica, che costituisce in sostanza un aggregato elettorale, che non sotto quello di partiti. Nel primo caso, infatti, a meno che la lista civica non si trasformi – come è stato per il “Movimento Capena Anno Zero” e per il “Maestrale” – in un movimento con un proprio statuto che individua ruoli e funzioni, è difficile o  non è facile dire chi sia il responsabile legale di quanto (ad es. la pubblicazione di un manifesto) sia fatto sotto la sigla e sotto il logo della lista, tanto più se il periodo elettorale è passato, e, nell’eventualità che sia formulata qualche doglianza legale, tutti conserveranno una capacità di plausibile smentita e potranno professare ignoranza (non ne sapevo nulla, non so chi ne sia l’autore, eccetera).

Queste riflessioni possono forse contribuire a fornire qualche spunto per l’interpretazione del fenomeno asseritamente rilevato dal sopra richiamato manifesto del “Maestrale”. Resta ovviamente il problema politico: una forza (lista civica) che si presenta in pubblico e concorre alle elezioni, tra l’altro vincendole, come può, dopo le elezioni, vedere la propria denominazione e il proprio logo diventare contrassegni di manifesti dei quali nessuno parrebbe voler assumersi la responsabilità?

Ci auguriamo, quindi, che la domanda “ufficialmente” formulata dal manifesto del “Maestrale” trovi risposta.

Una Risposta to “CAPENA: UN MANIFESTO DEL MAESTRALE SUI MANIFESTI DI “PER CAPENA CON VOI””

  1. jobin Says:

    A Capena vi e’ una maggioranza coesa. Un gruppo di persone che con la politica hanno poco a che fare e che occupano uno spazio della politica per portare avanti il loro lavoro. Ciò che gli accade intorno gli e’indifferente .Sanno solo che importante e’ stare al comando del paese e che poi tutto si aggiusta e ci sara ‘ comunque un bel boccone per tutti. Certo sono sono tre o quattro quelli che di spartiscono i piatti piu’ ricchi!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: