CAPENA: COME (NON) SI FA IL CONSIGLIERE COMUNALE

L’impegno profuso nell’attuale legislatura dai Consiglieri di opposizione, comprovato dalla documentazione pubblicata in relazione alla loro attività nei siti Internet dei rispettivi movimenti o partiti o liste, fa vieppiù comprendere quanto sia dannosa l’eventuale inerzia e/o inettitudine di un Consigliere di opposizione.

Abbiamo altresì rilevato il problema che nello scenario politico capenate è posto dall’area a sinistra del PD, attualmente rappresentata da Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) – area che da almeno sette anni non produce nulla a Capena, ma che, per la capacità di attrazione legata alla detenzione del marchio di una forza politica nazionale, rischia, con la forza del franchising, di attrarre consensi e di convogliarli in un vicolo cieco.

Oltre all’afasia politica esibita da oltre un lustro, un altro legittimo motivo di diffidenza nei confronti dell’area politica in questione a Capena è dato dalla prova che ha dato come Consigliere Comunale dal 2004 al 2009 Sabatino Rossi, che tuttora rappresenta personaggio “di spicco” nell’area in questione, come dimostra il fatto che egli ha risposto, con un commento, ad un post di questo blog su SEL a Capena ed ha successivamente inviato un altro commento per lamentare l’ancora non intervenuta pubblicazione del primo (il primo dei due commenti è sottoscritto anche da Giandomenico Pelliccia: Rossi&Pelliccia rappresentano attualmente i dioscuri di SEL a Capena).

Non abbiamo a disposizione dati precisi, tuttavia ci chiediamo se nel corso dei cinque anni durante i quali ha scaldato un prezioso seggio di Consigliere Sabatino Rossi abbia realizzato una frazione anche minima di quello che nei due anni trascorsi dalle comunali del 2009 sino ad oggi hanno fatto Angela Montereali o Alessandro Ristich o Massimo Biondi o la coppia Brancato/Barbetti. Ha mai presentato qualche istanza di accesso per ottenere informazioni su argomenti specifici? Se ne ha presentate, quante ne ha presentate? Ha mai presentato qualche interrogazione, per sollecitare risposte da parte dell’Amministrazione su qualche problematica? Se ne ha presentate, quante ne ha presentate? Decine, centinaia? Ha proposto mozioni che fossero presentate dai Consiglieri di opposizione? Se sì, quante?

Ci risulta che nel 2006 abbia firmato un’interrogazione dei Consiglieri per la pubblicazione online degli atti amministrativi comunali – peraltro non proposta da lui. Che cosa ha fatto d’altro, oltre che prendere ogni tanto la parola nei Consigli Comunali e partecipare a riunioni con altri Consiglieri dell’opposizione? Che cosa ha messo nero su bianco?

Quel poco che sappiamo di lui lo vede spesso, significativamente, in contrasto con altri esponenti dell’opposizione. Nel suo intervento al Consiglio Comunale straordinario del 2 febbraio 2008 critica l’utilizzo di “temi esasperati e sbagliati” da parte della lista civica nella quale era stato candidato e (purtroppo) eletto e, con riferimento all’operato di un altro Consigliere di opposizione, parla di “toni esasperati”, di “ricatto politico”, di “imbroglio” e d'”inganno”. In un’occasione nella quale chi scrive lo sentì conversare con un altro militante del suo partito (all’epoca Rifondazione Comunista) criticò un manifesto che era stato fatto uscire dal centrosinistra locale, che a suo giudizio era “allo sbando” (se chi scrive non ricorda male, la ragione della critica al manifesto del centrosinistra era che esso portava un attacco personale, più che porre una questione politica: chi scrive ricorda di aver ritenuto assurda la critica e ingiustificato e presuntuoso l’apprezzamento sulla situazione interna dell’altra forza politica di opposizione).

Conseguenza coerente di atteggiamenti di questo tipo sarebbe un episodio del quale si è parlato come accaduto negli ultimi mesi prima delle elezioni comunali del 2009. Pur avendone avuto notizia da fonte attendibile, non possiamo ovviamente darlo per certo, non essendoci riscontri documentali, anche se ci sembra plausibile, alla luce di quanto sopra esposto: gli sarebbe stata offerto una candidatura come Consigliere da un autorevole esponente della maggioranza uscente (e poi riconfermata). L’offerta, peraltro rifiutata dal Rossi, sarebbe stata effettuata in un periodo in cui la situazione era ancora piuttosto confusa, poiché non erano stati ancora definiti assetti e candidature (anzitutto a Sindaco) nella stessa maggioranza.  

Ovviamente uno può ricevere offerte di candidatura da chiunque e in questo non c’è nulla di male. Se, tuttavia, l’offerta di candidatura dovesse provenire da uno che è stato per tutta la legislatura dall’altra parte della barricata, questo vuol dire che la percezione come “avversario politico” di colui al quale la candidatura viene offerta è piuttosto debole: e di ciò, nella fattispecie, non ci stupiremmo affatto.

Altri episodi relativi al Rossi sono solo scarsamente significativi, al limite dell’aneddotica, anche se ben s’inseriscono nel quadro sopra delineato: come un dialogo, finito sull’orlo del battibecco, con una redattrice di un periodico edito a Capena da una forza di opposizione.   

Che questi personaggi possano arrivare in Consiglio Comunale e occuparvi un posto per cinque lunghi anni deve ascriversi a dinamiche interne alle singole forze politiche. Il Rossi era l’unico candidato Consigliere di Rifondazione Comunista alle comunali del 2004, se non andiamo errati, e su di lui, quindi, confluirono i voti di preferenza degli elettori che in questo partito s’identificavano; per cinque voti precedette (purtroppo) il primo non eletto tra i candidati della lista civica di centrosinistra. Quanto alla scelta del Rossi come candidato al Consiglio Comunale da parte di Rifondazione Comunista, sarebbe utile anche, per spiegarsela, conoscere la composizione dell’organo collegiale che votò la sua candidatura, che fu comunque poi confermata da istanze superiori del partito.

Forze politiche come Rifondazione Comunista o Sinistra Ecologia e Libertà possono esercitare una capacità di attrazione in certe fasce di età anche perché possono consentire a soggetti assai giovani di acquisire una visibilità, che assai più difficilmente acquisterebbero in forze politiche che, come il Partito Democratico, portano con sé  nomenklature consolidate e dove tendono a predominare persone di mezza età o comunque gli ultraquarantenni.

In un recente manifesto affisso a Capena è ricomparso il termine “sistema”, con riferimento ad una situazione contro la quale una forza di opposizione si batte a livello locale. Classifichiamo gli atteggiamenti verso il “sistema”:

1) incompatibili con il sistema;

2) compatibili con il sistema;

3) funzionali al sistema;

4) apologeti del sistema.

In quale delle categorie sopra elencate si collocano i dioscuri di SEL Rossi&Pelliccia?

Se, come dovrebbe farsi, non si tiene in nessun conto l’appartenenza partitica, e cioè l’etichetta che ci si appiccica in fronte, ci sembra che la risposta esatta sia quella sub 3). Con uno stile di opposizione del tutto inconcludente, Sinistra Ecologia e Libertà a Capena non può che essere “funzionale” al “sistema”, l’unica efficacia della sua presenza esaurendosi per il momento e comunque ormai da anni nel sottrarre, grazie al marchio detenuto in franchising, a sbocchi più seri forze potenzialmente “antisistema”.

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