CAPENA: APPUNTI E PROPOSTE PER UN GIRO TURISTICO “NON CONFORME”

Chi lo ha detto, che il tour in una località debba puntare sulle sue bellezze naturali e artistiche, sulle testimonianze che in essa sono state lasciate da remote epoche storiche? Possono esservi altre peculiarità non meno degne di attenzione da parte del visitatore.

Facciamo alcuni esempi.

Se non c’inganniamo, da un punto di piazza San Luca è possibile godere la vista di un punto nel quale uno spigolo del palazzo municipale arriva letteralmente a pochi centimetri dalle mura di una casa di privata abitazione. E dove mai è possibile trovare altrettanta contiguità tra architettura pubblica e architettura privata?

Recentemente, in seguito ad un’iniziativa del locale Partito Democratico, si è parlato del Monumento ai Caduti. E’ noto che lo spazio pubblico, al centro del quale ora sorge il detto Monumento, è anche un belvedere, dal quale lo sguardo può spaziare sulla campagna antistante, godendo di un apprezzabilissimo panorama. Parte di questo belvedere, tuttavia, fu ostruito da un’architettura di abbastanza recente costruzione (1980 circa). Va bene la tutela del paesaggio, ma non esageriamo: il giusto contemperamento tra la tutela del paesaggio e le esigenze costruttive dei privati è altro elemento che merita di essere portato all’attenzione del turista, facendogli scorrere lo sguardo sul belvedere del Monumento ai Caduti, da destra, partendo dal lato di Largo Barbetti, verso sinistra.

Ammiriamo ora la zona dell’ex campo sportivo comunale: in tempi abbastanza recenti un’architettura, consistente in una casa di privata abitazione, sorse talmente vicina a questa struttura sportiva, da far immaginare un pallone che, in seguito ad un tiro infelicemente svirgolato, andasse ad infrangersi contro il vetro dell’una o dell’altra delle finestre dell’architettura in questione, ove improvvidamente non riparate da persiane chiuse.

E tutte quelle case di privata abitazione che si stringono dappresso al nuovo campo sportivo comunale, quasi a farne, da un lato, una sorta di spalti per lo stesso? Non è anche questa una peculiarità da segnalare al turista?

Per non parlare, poi, dell’armonico inserimento di nuove costruzioni risalenti agli anni ’70-’80 nel contesto rappresentato dalle abitazioni di “Paraterra” nel centro storico. Come rinunciare a far notare il felice accostamento?

Un tempo il lato della chiesa di Sant’Antonio Abate che dà verso “la Conca” (attuale via IV Novembre) era visibile per intero dalla pubblica via detta appunto “della Conca”. Poi, probabilmente negli anni ’50 del secolo scorso, un edificio, in precedenza limitato a locali al piano terra, fu sopraelevato di due piani e si creò quel vicoletto nascosto, all’ombra del quale negli ultimi anni i writers hanno compiuto le loro prodezze.

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