SUI TRASCORSI IDEOLOGICI DELLA DOTTORESSA ANTONELLA BERNARDONI

Abbiamo sotto gli occhi una reliquia che potrebbe forse interessare un raffinato bibliofilo come Marcello Dell’Utri: è un librettuccio pubblicato nel 1974 dalle Edizioni Paoline, recante il titolo “Socialista senza partito – Cristiano senza chiesa“, dedicato alla figura di Ignazio Silone (1900-1978), noto scrittore italiano.

Il librettuccio in questione è opera collettiva di un gruppo di brillanti studentesse di liceo classico, che frequentavano l’Istituto “Torquato Tasso” a Roma: tra di esse, Rosanna (detta Rossella) Alei, divenuta nella sua maturità un petalo della margherita confluita nel PD, e Antonella Bernardoni.

Come le coautrici chiariscono già nell’introduzione (in particolare alla pagina 8), tra le ragioni per le quali l’opera di Silone le aveva interessate vi era “il fatto che, attraverso la sua esemplificazione, sia stato possibile affrontare il problema del cristianesimo e del marxismo. E’ impossibile pensare un argomento più scottante di questo, fra i molti che si agitano nel dibattito culturale odierno“; e proseguono, ancora nelle pagine introduttive, ponendo le seguenti domande: “fino a che punto il marxismo assorbirà i cristiani per la lotta politica? fino a che punto il marxismo esprime un primo gradino di umanizzazione o di preevangelizzazione? fino a che punto i cristiani riusciranno a battezzare il comunismo?“.

Sono domande che oggi, dopo il 1989 e la dissoluzione dei sistemi “socialisti” nell’Europa dell’Est, ci appaiono straordinariamente datate. Nel dibattito che conclude il librettuccio, la Bernardoni così sintetizza la propria posizione sul problema allora hot del rapporto tra cristianesimo e marxismo (ivi, pag. 109): “Dopo la lettura di Silone, ho concluso che non potrò mai accettare il marxismo sul piano metafisico, perché esso nega assolutamente l’esistenza di Dio; ne accetto però il discorso sociale, perché lo ritrovo, sia pure con alcune modificazioni, anche nel cristianesimo. Mentre le teorie marxiste sono contingenti, ho capito che i valori cristiani sono qualcosa di innato, permanente e necessario per l’uomo.

Quindi la Bernardoni distingueva nel marxismo tra “piano metafisico” e “discorso sociale” e, sulla base di questa distinzione, pensava possibile un incontro tra cristianesimo e marxismo. Sul piano della pratica politica, poi, la Bernardoni (ivi, pag. 96), partendo dalla premessa per la quale “nel corso della storia, non sia mai stato possibile attuare questo programma di amore” (cioè quello del cristianesimo), così conclude: “Allora io devo inquadrarmi in un partito, anche se poi interiormente resto fedele ai principi del cristianesimo“. Quindi, “inquadramento” in un partito e, al tempo stesso, “fedeltà interiore” ai princìpi del cristianesimo.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e a Berlino ci sono stati alcuni crolli.

Ancora nel 2004, dopo aver accettato di candidarsi nella lista civica di centrodestra per le comunali di Capena, la Bernardoni, all’inizio delle sua allocuzioni preeelettorali, dirà”: “Io sono sempre stata di sinistra“. Tuttavia, abbiamo già avuto modo di rilevare, da alcune citazioni, una certa attitudine conciliatoristica nella Bernardoni, pur nella sua dichiarata intransigenza relativa al “piano metafisico” e ai “valori“. Dal 1992 in poi ella, localmente, ha sempre sostenuto, quando eletta in Consiglio Comunale, Amministrazioni che non possono certamente qualificarsi di sinistra.

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