CAPENA: REAZIONI AL VENTILATO TRASFERIMENTO DI GRUPPI DI ROM NEL C.A.R.A. DI CASTELNUOVO DI PORTO

E’ stato pubblicato nella sezione “Il Pungiglione” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero” un articolo dal titolo “UBI MAIOR MINOR CESSAT“, nel quale si affronta il problema della “dislocazione” di gruppi di nomadi o ROM o zingari che dir si voglia, già residenti nel territorio del Comune di Roma, presso il centro C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto.

L’articolo polemizza contro la posizione assunta dal Sindaco di Capena in occasione di un incontro tra Sindaci svoltosi il 23 marzo u.s. a Castelnuovo di Porto e relativo al problema di cui sopra: il Sindaco di Capena avrebbe lasciato trapelare una disponibilità a farsi carico – deve intendersi con altri comuni dell’area flaminia-tiberina – dei gruppi di popolazione ROM trasferiti o trasferendi da Roma, in cambio, tuttavia, di una “contropartita”, di natura finanziaria. Questa “disponibilità”, sia pure dietro “contropartita”, viene stigmatizzata da “Capena Anno Zero”, che vi ravvisa una contraddizione con il rotondo e inequivoco “no” al trasferimento pronunciato unanimemente in un manifesto dai Sindaci di quattro comuni interessati della provincia (area flaminia-tiberina) e afferma che una posizione negativa intransigente avrebbe il sostegno della popolazione.

D’accordo che la “pulizia etnica” alemanniana può suscitare risentimento in comuni della provincia che vedono trasferite d’autorità nel proprio territorio genti che per inveterata tradizione sono difficilmente assimilabili e tendono a comportamenti eslege (rimanendo estranee al circolo produttivo-consumistico), ma duemila anni di civiltà cristiana, o sedicente tale, non dovrebbero suggerire quantomeno toni un po’ diversi? Non è un po’ eccessivo porre sullo stesso piano nel ragionamento popolazione ROM e discariche o centrali nucleari?  

Ci chiediamo poi – ma questa è solo ignoranza di chi scrive – se queste persone abbiano o meno la cittadinanza italiana e se  e in qual misura eventuali gruppi della stessa appartenenza “etnica” trasferiti in passato al C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto abbiano effettivamente dato luogo a problemi criminali ponendo in essere furti, rapine, stupri, kidnapping, omicidi colposi per guida irresponsabile di autoveicolo eccetera.

11 Risposte to “CAPENA: REAZIONI AL VENTILATO TRASFERIMENTO DI GRUPPI DI ROM NEL C.A.R.A. DI CASTELNUOVO DI PORTO”

  1. ANGELA MONTEREALI Says:

    Ci terrei a precisare che forse ci vuole più coraggio ad opporsi ad una scelta del genere rischiando di essere tacciati per razzisti (come ha appena fatto Lei), che fare i finti “buonisti” facendo finta che l’arrivo di oltre 1000 rom in un’area che conta cira 2000 abitanti non costituisca un problema! Inoltre il ns manifesto non voleva paragonare i ROM alle discariche o altro…la prego NON STRUMENTALIZZIAMO! Bensì dimostrare anche come il comune di Capena non conta nulla e accetta i diktat di chiunque, nonostante le sue tanto paventate conoscenze in campagna elettorale. E comunque per me la questione ROM è un problema, ma a differenza Sua sono obiettiva, come lo è Zingaretti, uomo di sinistra…che per lo meno supporta il no dei sindaci, vero o finto che sia stato… http://it.notizie.yahoo.com/19/20110329/tit-immigrati-zingaretti-centro-castelnu-59fdfba.html. Ci tengo anche a dirLe che stavolta ho trovato il suo articolo davvero di cattivo gusto e gratuito, e non perchè non è a favore del ns movimento, ne ha scritti altri contro di noi… Io combatto chi come Lei sputa sentenze senza mettersi nei panni della gente, che cerca di sopravvivere giornalmente, ma non chiedendo l’elemosina o facendola chiedere ai propri figli. E’ vergognoso che in Italia si permetta ancora tutto ciò! Buona serata.

  2. trendelenburg Says:

    Il commento tocca diversi punti.
    1) Una prima considerazione riguarda le cifre. A pagina VI della “Cronaca di Roma” del quotidiano “La Repubblica” del 30 marzo 2011, nell’articolo “Zingaretti: “Castelnuovo accolga i rifugiati””, a firma di Giovanna Vitale, si attribuisce al Sindaco di Castelnuovo di Porto Stefoni la seguente dichiarazione: “Il Cara è nato nel 2008, per l’emergenza Lampedusa, creato per ospitare 450 richiedenti asilo, non nomadi. Al momento ci vivono 415 rifugiati, il che vuol dire che abbiamo una disponibilità di 35 posti, ma il prefetto ci vuole mettere dentro duecento rom. Poi potrebbe scattare un ampliamento della struttura per l’accoglienza di altri profughi, circa duecento, il che vuol dire che arriveremmo a circa mille persone. Ma scherziamo? Non ce la possiamo fare”. Chi scrive ha poi sentito un abitante della frazione Girardi-Bellavista di Castelnuovo di Porto parlare di 1.700 (millesettecento) rom in via di trasferimento al CARA (a fronte di circa 1.300 abitanti nella frazione Girardi-Bellavista, i più direttamente investiti dalla questione). Confesso la mia ignoranza al riguardo e mi limito a constatare la non lieve difformità di cifre.
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  3. trendelenburg Says:

    2) Il “post” non sputa sentenze, ma esprime un punto di vista.
    3) Non vedo che cosa ci sia di “gratuito” nel “post”, né che cosa esso abbia “di cattivo gusto”: il rilievo sull’improprietà dell’accostamento (a mio modo di vedere, o meglio ancora secondo la mia sensibilità) tra questione del trasferimento dei ROM al CARA e questioni legate ad ubicazioni di discariche o di centrali nucleari è un’opinione, ovviamente sindacabile, ma non mi sembra, visto anche il modo piuttosto sobrio con il quale viene espressa nel “post”, che sia “di cattivo gusto” o “gratuito” fare una considerazione al riguardo, tanto più che, benché si tratti, secondo la commentante, di esempi (ROM, discariche, centrali nucleari) di più casi, effettivi o solo potenziali, di proclività dell’Amministrazione Comunale ad adeguarsi ai diktat di livelli decisionali “superiori”, è innegabile che si tratti di problemi profondamente diversi.
    (Segue)

  4. trendelenburg Says:

    4) Nel “post” non si parla affatto di razzismo.
    5) Nel “post” non si dice, né si fa finta che l’arrivo di un elevato numero di ROM nella struttura di accoglienza lungo la Traversa del Grillo non possa costituire un problema.
    6) Chi scrive non è aduso a porsi “contro” qualche persona o qualche movimento, ma a riferire di prese di posizione su problemi specifici e, qualche volta, a esprimere considerazioni personali.
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  5. trendelenburg Says:

    7) Il verbo “strumentalizzare” ha avuto negli ultimi decenni una notevole fortuna, essendo entrato nel vocabolario del “politichese” (con ciò non intendo dire che la commentante si esprima in “politichese”, ma solo che le fortune della parola in questione sono legate alla sua adozione nel gergo degli uomini politici, dal quale la parola è partita per diffondersi poi anche nel linguaggio comune, spesso in discussioni che hanno un oggetto in qualche modo di rilevanza politica). Io avanzo la modesta proposta di abolirlo.
    8) Per quanto concerne il “buonismo”, finto o meno che sia, faccio notare che nel “post” si dice che i componenti la popolazione ROM “per inveterata tradizione sono difficilmente assimilabili e tendono a comportamenti eslege” – il che è un modo di esprimere concetti che altri esternano in forme più esplicite, per non dire brutali.
    (Segue)

  6. trendelenburg Says:

    8) Trovo eccessivo l’uso del verbo “combattere”, specie in reazione ad un “post” su un “blog” scritto con toni alquanto moderati.
    9) La curiosità espressa nella parte finale del “post” è genuina: in effetti chi scrive gradirebbe avere informazioni su quei punti, come anche su altri.
    10) Per quanto riguarda il coraggio, di cui discorre la commentante, devo osservare che la reazione della grande maggioranza della popolazione interessata è di repulsione di fronte alla prospettiva di vedersi insediare nelle vicinanze un cospicuo nucleo di persone con tendenze “eslege” e quindi rischia maggiormente l’impopolarità colui che inviti ad accettare la prospettiva, che non chi si batta contro di essa (con ciò preciso di non voler affatto dire che la commentante non sia coraggiosa: dico che secondo me è improprio parlare di “coraggio” nella fattispecie e che, a mio avviso, meglio si sarebbe discusso di “popolarità” o “impopolarità” delle posizioni e che, in effetti, sembra più popolare la posizione che si oppone all’insediamento del cospicuo gruppo di nomadi).
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  7. trendelenburg Says:

    11) Nella parte finale del commento al “post” s’introduce un problema che è diverso da quello legato al trasferimento dei ROM al CARA di Castelnuovo di Porto, e cioè quello dello stile di vita di queste popolazioni. Come ho già notato in precedenza, nel “post” si parla espressamente di “difficile assimilabilità”: il problema va al di là di quello dell’ubicazione, perché sussiste qualunque sia lo stanziamento dei gruppi in questione. E’ evidente che c’è stato e c’è tuttora un certo “tirare a campare” sulla questione: o si ritiene di fatto inassimilabili queste persone e allora si va verso una politica di rimpatri alla Sarkozy (se non si tratta di cittadini italiani) oppure si fa un’azione seria per, ad esempio, far rispettare l’obbligo scolastico.

  8. trendelenburg Says:

    12) Aggiungo, quanto alle voci circolanti, che circa i ROM trasferendi al CARA si dice che:
    a) sarebbero 1.700 (millesettecento), come sopra si è accennato;
    b) avrebbero una “paghetta” di 20,00 (venti/00) Euro giornalieri (a testa?);
    c) non sarebbero “i ROM del Casilino”, ma apparterrebbero allo stesso sottogruppo del quale fa parte Nicolae Mailat, l’assassino di Giovanna Reggiani, quindi con maggiore propensione a delinquere.
    Si dice altresì che:
    ab) già in passato ROM (nel “post” mi chiedevo tra l’altro se già in passato il CARA abbia ospitato o meno anche ROM) sono stato notati aggirarsi nell’abitato di Girardi-Bellavista scrutando nei giardini;
    bb) si sono verificati episodi di borseggio e in un caso un signore, che, pur non essendo la vittima, aveva reagito alla commissione del delitto in questione, era stato apostrofato come “pedofilo” (sic!) dalla donna ROM colta sul fatto.
    Registro queste voci, perché comunque indicative; le ultime due potrebbero naturalmente riferirsi a fatti effettivamente accaduti ed è anzi assai probabile che sia così.

  9. trendelenburg Says:

    13) E’ naturale la rivendicazione di una maggiore “obiettività” in contrapposizione con altri punti di vista, ma è difficile che, specie in questioni che toccano senz’altro “la pancia” della gente, si riesca ad essere in tutto obiettivi.
    14) Preciso, infine, che le faccine sopra inserite in alcune delle repliche me le sono trovate, senza volerlo, dopo aver pubblicato l’una o l’altra replica al commento, al posto del numero che avevo digitato o creduto di digitare.
    15) Generalmente parlando per quanto riguarda le discussioni su questa e altre materie, ritengo – è il mio punto di vista – che sarebbe preferibile fare a meno, nel dibattere, di termini quali: 1) gli “ismi” (razzismo, buonismo, eccetera), termini generici e fortemente equivoci; 2) i termini con i quali il politichese ci ha contaminato tutti (come strumentalizzazione); 3) termini carichi di ridondanze emotive, come coraggio, e le annesse dispute, ad esempio su quale posizione sia più “coraggiosa” o meno (è, a mio avviso, assai più interessante, perché può avere un ancoraggio obiettivo statistico, la nozione di “popolarità” di una certa posizione).

  10. tiptap Says:

    si dimettera’ il sindaco di Capena?

    • trendelenburg Says:

      Non so se la domanda posta dall’utente tiptap sia in correlazione con la questione della cosiddetta “emergenza ROM”. In genere, nel caso di maggioranze come quella che attualmente governa Capena le dimissioni del Sindaco (che portano dritte a nuove elezioni comunali, con l’attuale legge) sono dovute a insanabili contrasti interni alla maggioranza stessa, dei quali sinora non si sono visti segnali o avvisaglie. A proposito, i due Consiglieri Comunali di maggioranza “indipendenti” hanno cominciato ad adoperarsi per far uscire Capena “dalla palude”, così come aveva scritto il loro mèntore regionale?

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