UN COMMENTO AL POST CONCERNENTE IL MANIFESTO DAL TITOLO “LE DIFFAMAZIONI SI PAGANO”

L’utente obama ha inviato un commento al post sul manifesto “Le diffamazioni si pagano” la sera del 21 e quindi di nuovo la mattina del 22. Preciso, poiché un commento inviato dal medesimo utente la mattina del 22, anch’esso pubblicato, sembra lamentare la non immediata pubblicazione del commento, che, se essa non è avvenuta la sera stessa del 21, è semplicemente perché chi scrive non è allora acceduto al blog; aggiungo che ieri 22 marzo vi è stata per qualche tempo impossibilità di accesso al blog per un problema generale di WordPress con i propri server e che, in una “finestra” temporale in cui è stato possibile l’accesso, ho potuto pubblicare i commenti dell’utente obama.

Precisato questo, è opportuna qualche parola di risposta al commento dell’utente in questione, che formula alcune interessanti osservazioni.

Egli prende spunto dal fatto che le opposizioni, sia “Il Maestrale” e il “Movimento Capena Anno Zero” in coppia, sia il centrosinistra, hanno fatto uscire propri manifesti di risposta a quello sulle diffamazioni che si pagano e scrive che tra l’uno e l’altro manifesto di risposta vi sono differenze, perché l’uno, quello del “Maestrale” e di “Capena Anno Zero”, ha toni energici di destra, mentre l’altro, quello di “Viva Capena” (ripreso sul neonato molto interessante sito del PD di Capena, capenaPD.it), contiene un ragionamento politicamente più articolato. A questo rilievo, l’utente fa seguire un’osservazione più generale sul fatto che a Capena non c’è da prendersela con l’opposizione, perché è una “società civile” che mira a farsi anzitutto gli affari propri la quale consente all’attuale “classe dirigente” di mantenersi al potere, nonostante l’impegno profuso dall’opposizione.  

Riportato in breve il commento dell’utente, leggibile in calce al post sul manifesto di cui sopra, qualche osservazione sul commento.

Né il manifesto del centrosinistra, né quello di “Maestrale” e “Capena Anno Zero” ci sembrano una risposta “a tono”.

Entrambi, ovviamente, ribadiscono che le opposizioni non si faranno intimidire eccetera.

Il manifesto del centrosinistra parla di “privacy”, ma, a parte il fatto che nessuno impedisce di mandare una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali a Roma, Piazza Montecitorio nn. 115-121, CAP 00186, allegando foto del manifesto apparso con il logo di “Per Capena con voi” e/o copia del comunicato pubblicato sul sito Internet comunale, sta di fatto che l’art. 52, 7° comma, del “Codice della privacy” (decreto legislativo n. 196 del 2003) prevede espressamente che, salve le eccezioni previste nei commi precedenti, tra le quali non sembra rientrare il nostro caso, “è ammessa la diffusione in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali“. Inoltre, è fuor di luogo il pietismo del manifesto di “Viva Capena” sul “povero cittadino” che perde una causa, poiché non si tratta, come farebbero pensare le espressioni usate nel manifesto del centrosinistra, di una causa civile, ma di un processo penale, volto all’accertamento e alla punizione di reati, e nel processo penale vi è sempre, tra l’altro, un interesse pubblico, come dimostra la presenza di una parte pubblica, il P.M., che rappresenta l’interesse della collettività alla repressione degl’illeciti penali.

Piuttosto, vi sarebbe da osservare quanto segue:

1) a un tizio saltano i nervi e scrive al Sindaco una lettera con qualche parolina di troppo (potrebbe essere avvenuto questo nel nostro caso): qual è l’interesse che può avere per l’opinione pubblica un caso del genere, a parte il fondare un richiamo a fare i bravi bambini e a non contristare i governanti? non sarebbe allora il caso di pubblicizzare, ove ricorressero, casi ben più socialmente incisivi e rilevanti che uno scatto di nervi trascritto su carta, come quelli d’ipotizzati e indagati reati urbanistici che incidono sul territorio e menomano la potestà pianificatoria urbanistica comunale, sostituendovi gli appetiti privati? se non lo fa l’amministrazione, non dovrebbe farlo l’opposizione? perché non s’informa sullo stato in cui si trovano eventuali procedimenti penali per reati di quel tipo? non dovrebbe l’opposizione notare che la legislazione penale italiana non si esaurisce nella diffamazione (magari accostata in maniera del tutto incongrua alla calunnia, reato diverso e assai più grave), ma prevede anche altri reati ben più socialmente rilevanti? e visto che l’Amministrazione ritiene di pubblicizzare lo scatto di nervi, non dovrebbe l’opposizione pubblicizzare, che so io, eventuali lottizzazioni abusive oggetto d’indagini, visto che, al di là della sanzione penale, ci sono anche problemi urbanistici, sociali e politici ad esse connessi? ma può interessare questo al centrosinistra locale, quando si preoccupa di esibire la propria massima disponibilità alla collaborazione (vedi la presa di posizione sul sito archeologico Lucus Feroniae trascurato e non adeguatamente pubblicizzato?)?

2) analogamente, è fuor di luogo parlare di “vicende private“, come fa il manifesto del “Maestrale” e di “Capena Anno Zero”, poiché un processo penale non può ritenersi una “vicenda privata”, ma ad esso inerisce sempre un interesse pubblico, come dimostra la presenza del P.M.;

3) visto che la normativa sulla privacy ammette, salve eccezioni che nel caso di specie non sembrano ricorrere, la diffusione integrale dei provvedimenti giurisdizionali, l’opposizione non potrebbe cercare di procurarsi copia integrale della sentenza di condanna richiamata dal manifesto, visto che la motivazione (ove sia stata già depositata) potrebbe riservare qualche sorpresa? se infatti, per ipotesi, l’autore della lettera avesse formulato osservazioni anche in parte giuste e fosse stato condannato solo per i toni offensivi, non sarebbe una cosa da far notare?

4) dallo stesso manifesto “Le diffamazioni si pagano” si ricava che la sentenza di condanna è arrivata a sei anni e mezzo di distanza dal fatto: perché tutto questo tempo? forse l’autore della lettera ha chiesto che fossero esperite prove, ad esempio testimoniali, per provare che almeno alcune delle cose scritte rispondevano a verità? se così è stato, che esito ha avuto l’istruttoria dibattimentale? l’opposizione non potrebbe cercare d’informarsi, anzitutto cercando di procurarsi copia integrale della sentenza presso il Tribunale di Tivoli, viale Nicolò Arnaldi, 00019 Tivoli (RM), scrivendo per far autorizzare il rilascio della copia al Presidente del Tribunale (in particolare, potrebbe farlo un Consigliere Comunale)?

Una Risposta to “UN COMMENTO AL POST CONCERNENTE IL MANIFESTO DAL TITOLO “LE DIFFAMAZIONI SI PAGANO””

  1. obama Says:

    vero queste opposizioni , escluso forse il maestrale , sono troppo morbide ma in effetti questa e ‘ una maggioranza di gomma che si piega ma non si spezza. .. in linea col pdl nazionale e lega.. sanno che il potere se raggiunto va difeso con i denti e pur a volte avendo idee diverse mai le portano agli estremi se questo potrebbe fargli perdere la poltrona dalla quale amminestrano …( no non e’ un errore. )

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: