UN COMMENTO AL POST CONCERNENTE IL MANIFESTO DAL TITOLO “LE DIFFAMAZIONI SI PAGANO” – PARTE SECONDA

Concludo le osservazioni sul commento dell’utente obama al post sul manifesto “Le diffamazioni si pagano“.

Da ultimo, l’utente nel proprio commento se la prende, per così dire, con la “società civile” capenate o parte di essa, con coloro che, pur esercitandosi nell’arte qualunquistica del sussurro, del borbottìo e della mormorazione, finiscono poi sempre in maggioranza per rivotare la stessa classe dirigente, perché tesi a fare “i proprii affari” e quindi propensi a dare il consenso a chi meglio garantirebbe una felice “conduzione” degli stessi.

Qui vorrei fare anzitutto un’osservazione fondata sul risultato delle ultime elezioni comunali. Nel 2009 la maggioranza uscente, con la lista civica “Per Capena con voi”, ha preso il 39% circa dei voti validi. Ciò significa che essa, privata dell’apporto degli “utili portatori d’acqua” finalmente confluiti in altre liste concorrenti nella stessa fascia di orientamento politico e ferocemente critiche verso l’Amministrazione, ha attirato il consenso di una netta minoranza dell’elettorato; ciò, inoltre, dopo dieci anni ininterrotti di governo e con un’opposizione spesso a ranghi ridotti per defezioni varie, senza contare il non eccelso impegno di alcuni suoi componenti. Mi piacerebbe poi sapere – ed è una mera curiosità sociologico/politologica scevra di qualsiasi sottinteso – quanti di questi voti sono venuti dall’esercizio del diritto di elettorato attivo da parte di stranieri comunitari, quanti dei voti espressi da stranieri comunitari sono stati espressi nella seconda giornata di voto, quanti dei voti espressi da stranieri comunitari nella seconda giornata di voto sono stati espressi nelle ultime ore prima della chiusura dei seggi e quali siano, sul piano psicosociologico, le motivazioni che, come ad ogni comportamento sociale da parte degli attori sociali, sottostanno ai predetti voti in extremis.  

Concretamente, il Partito Democratico locale, sia in articoli nel suo neonato sito Web, che nei due ultimi numeri del “Breve”, ha portato l’attenzione su due possibili serbatoi di ipotetico consenso clientelare: i posti di lavoro presso strutture commerciali di nuova apertura in insediamenti lungo la Tiberina e le previsioni della variante al p.r.g.  messa in cantiere (per la precisione, in quest’ultimo caso il PD ha messo in guardia contro proposte di acquisto di terreni agricoli da parte di chi potrebbe nutrire fondate aspettative su una loro diversa destinazione futura). Con un’interrogazione datata 17 febbraio 2011 e pubblicata sul sito Internet della lista civica di centrosinistra “Viva Capena”, i due Consiglieri Comunali di detta lista hanno auspicato che “le possibilità di lavoro che si aprono vadano a vantaggio dell’intera collettività capenate e non vengano invece utilizzate per sostenere le clientele personali locali“. E’ un pio desiderio al quale non possiamo non associarci e, anzi, ci stupiamo di ciò, che i due Consiglieri sottoscrittori della citata interrogazione abbiano potuto, proponendola, implicitamente mettere in dubbio che esso possa tradursi in realtà.

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