CAPENA: UN PIANO DI UTILIZZAZIONE AZIENDALE (PUA) CHE PER LA SECONDA VOLTA NON HA OTTENUTO L’APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Con riguardo all’approvazione del piano di utilizzazione aziendale (acronimicamente PUA) di cui al punto 3 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29 settembre 2010, dal resoconto che della seduta consiliare in questione troviamo nella sezione “In Comune” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero” ricaviamo alcune interessanti indicazioni.

Si tratta dello stesso PUA sul quale, nella seduta consiliare del 19 maggio u.s., si era deciso di soprassedere, dopo alcune osservazioni formulate dal Consigliere Comunale Geom. Massimo Biondi, il quale aveva avanzato dubbi sulla sussistenza, nel caso concreto, del requisito soggettivo stabilito dall’art. 57 della legge regionale n. 38 del 1999, così come modificato dall’art. 7 della legge regionale n. 8 del 2003.

Stabilisce il richiamato articolo, al primo comma, che i PUA possono essere presentati da imprenditori agricoli e, per la nozione di “imprenditore agricolo”, si rimanda all’art. 2135 del codice civile.

La sussistenza di tale requisito era stata messa in dubbio dal Biondi nel C.C. del 19 maggio u.s. sulla base di un’osservazione che traeva spunto dalle proprietà immobiliari della richiedente.

Il medesimo dubbio sulla sussistenza del requisito soggettivo in capo alla richiedente, cioè sulla sua qualità d’imprenditore agricolo, è stato riproposto dal Consigliere Comunale Angela Montereali al C.C. del 29 settembre 201o ed è stato supportato con una visura camerale (effettuabile anche telematicamente), dalla quale risultava, per quanto concerne la persona che aveva presentato il PUA di cui si tratta, una cessazione dell’attività fin dalla data del 9 marzo 2009. Il punto n. 3 all’ordine del giorno, e cioè il PUA di cui si è detto, è stato allora ritirato.

Merita di essere brevemente analizzata la “linea difensiva” tentata in un primo momento dall’Assessore all’Urbanistica, che ha interloquito con la Montereali nella discussione del punto di cui si tratta. In buona sostanza, tale linea difensiva è consistita nel rimarcare che la commissione prevista dal 2° comma dell’art. 57 della legge regionale n. 38 del 1999 – commissione chiamata ad esprimere un parere sul PUA e che viene nominata, con un rappresentante della struttura comunale competente e due dottori agronomi forestali o periti agrari, allorquando manca la commissione edilizia comunale (che non va confusione con la commissione consiliare urbanistica permanente), alla quale, ove sia presente, come a Capena non è, la norma attribuisce il compito di emettere il parere in esame –  aveva dato parere favorevole, che non era mutato dopo il ricontrollo della documentazione. 

Quello che sembra essere sfuggito all’Assessore è che, tra i compiti della Commissione in esame, non pare esservi quello di verificare la sussistenza del requisito soggettivo (possesso della qualità d’imprenditore agricolo) in capo a chi presenta il PUA. L’art. 57, 2° comma, della legge regionale n. 38 del 1999, infatti, ascrive alla Commissione di cui si tratta il compito di dare un parere in merito ai seguenti punti: a) verifica dei presupposti agronomici e/o forestali; b) verifica degli aspetti paesistico-ambientali ed idrogeologici; c) verifica di coerenza e compatibilità con i piani sovraordinati generali e di settore (a meno che non si voglia ricomprendere la qualità d’imprenditore agricolo tra i “presupposti agronomici e/o forestali”, ma sembra dubbio). Sembra, quindi, si possa concludere che il compito di verificare la sussistenza del requisito soggettivo – indubbiamente stabilito dalla legge – spetti agli uffici comunali, i quali, e in particolare l’ufficio competente per istruire la procedura in questione, dovranno auspicabilmente richiedere a chi presenta il PUA di documentare la propria qualità d’imprenditore agricolo, non potendo ritenersi che essa sussista per il sol fatt0 che viene presentato il PUA.

Inoltre, il Consigliere Montereali ha giustamente rimarcato che, se la documentazione agli atti risale al 2005, dopo un lustro essa, specialmente per quanto riguarda le qualità soggettive di chi ha presentato il PUA, potrebbe essere diventata anacronistica.

 

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