UN APPALTO PUBBLICO A CAPENA: RACCOLTA, TRASPORTO E CONFERIMENTO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI

Con interrogazione presentata il 30 settembre 2009 e riportata sul sito Internet del movimento “Il Maestrale”, il Consigliere di opposizione Alessandro Ristich, “leader” del predetto movimento, ha portato l’attenzione su una tematica che non sembra aver mai prima, nei dieci anni trascorsi tra il 1999 e il 2009, attratto l’attenzione dell’opposizione consiliare o dell’opposizione in genere: quella della gestione degli appalti pubblici a Capena. Si tratta di una novità che, nel piccolo mondo della storia politico-amministrativa capenate, non è esagerato definire “storica”, in quanto accende i riflettori su una materia finora rimasta, senz’altro per responsabilità anche dell’opposizione, in un cono d’ombra.

L’interrogazione di cui si tratta attiene specificamente al servizio di raccolta, trasporto e conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani.

In essa si rimarca che:

1) stipulato in data 30 novembre 2004 il contratto con la ditta appaltatrice, il rapporto contrattuale tra la stessa ed il Comune era prorogato per un anno con determinazione dirigenziale datata 7 febbraio 2006 e poi, con altra determinazione dirigenziale datata 30 novembre 2006, era prorogato fino al 31 marzo 2007: successivamente, il rapporto era con la stessa ditta prorogato in via di mero fatto (si sarebbe potuta e dovuta svolgere una gara pubblica per la riassegnazione del servizio) e solo con determinazione dirigenziale del 5 giugno 2009 è stato adottato un provvedimento relativo al rapporto contrattuale in questione;

2) pur essendo con determinazione dirigenziale in data 23 ottobre 2007 stati approvati un nuovo capitolato speciale d’appalto e un nuovo bando di gara per il servizio di raccolta, trasporto e conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani, ciò non ha prodotto alcuna conseguenza: il nuovo bando di gara non è sinora servito a nulla, non essendosi svolta, dopo quella completata nel 2004, alcuna ulteriore gara per l’assegnazione del servizio in questione, e il nuovo capitolato speciale d’appalto non è neppure richiamato nella determinazione dirigenziale che il 5 giugno 2009 (l’ultima tornata delle elezioni amministrative comunali si è svolta il 6-7 giugno 2009) ha rinnovato il rapporto contrattuale con la medesima ditta, vincitrice della gara espletata nel 2004 per il servizio di cui si tratta;

3) benché una clausola del contratto preveda che tra i servizi che debbono essere espletati dalla ditta appaltatrice vi sia anche quello relativo alla pulizia dei cassonetti e altra clausola preveda l’applicazione di una penale in caso d’inadempimento dell’obbligo in questione, tale pulizia non sembra essere stata svolta (alla risposta del Comune, che afferma essere stata sempre “regolarmente effettuata” tale pulizia sulla base di quanto riportato dai dipendenti del Comune, il Consigliere di opposizione ha replicato, con supporti documentali, che tale risposta non può essere ritenuta attendibile);

4) benché sia previsto nel contratto che la ditta appaltatrice debba provedere anche a “spazzamento e raccolta dei rifiuti del mercato”, parrebbe, secondo l’interrogante, che tale servizio in particolare sia svolto non già dalla ditta, che pure sarebbe obbligata a svolgerlo, ma (solo) da operatori ecologici del Comune;  

5) non è stato chiarito se e come sono stati effettuati i calcoli in base ai quali il Comune ha stabilito di approvare la richiesta avanzata dalla ditta appaltatrice per l’adeguamento del canone in base all’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo;

6) con determinazione dirigenziale datata 2 novembre 2006 il Comune di Capena ha accolto una richiesta, avanzata il 4 aprile 2006, di adeguamento del canone mensile dovuto per il servizio in questione: tale richiesta fa riferimento ad elementi dei quali si tiene conto già ai fini dell’adeguamento ISTAT (legato all’aumento del costo della vita), dovuto per legge, sicché essa parrebbe duplicare indebitamente l’aumento che il corrispettivo già subisce per la clausola legata all’adeguamento ISTAT.

Le risposte date dall’Amministrazione all’interrogazione del Consigliere Ristich sono state ritenute insoddisfacenti su tutti i punti e contestate dallo stesso Consigliere con una nuova interrogazione, anch’essa riportata sul sito del “Maestrale”.

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