E’ stato affisso negli spazi pubblici all’uopo deputati, con relativi diritti pagati a partire dal 24 maggio c.a., come da timbro apposto, un manifesto del circolo capenate di “Sinistra ecologia e libertà” (acronimicamente SEL). Il manifesto in questione inizia richiamando il bassissimo livello di fiducia nei partiti, che viene quantificato nel 5%, e si chiede quale sia al riguardo la situazione a Capena. Posta la domanda, il manifesto prosegue affermando che non sono state fatte statistiche al riguardo, ma che, ascoltando ragazzi, vecchi e mamme, si può concludere che non sono contenti di come si vive a Capena (qui è da notare un’imperfetta consequenzialità: si parte da una rilevazione statistica generale sulla fiducia della gente nei partiti, ci si chiede poi come al riguardo la si pensi a Capena, e cioè – par di capire – quanto la gente si fidi dei partiti a Capena, per poi, invece, concludere sull’opinione della gente in merito alla qualità della vita a Capena).
Dopo questa introduzione, il manifesto entra nello specifico e, definita Capena “un paese pressoché abbandonato dall’Amministrazione” che si trova in una situazione che per nelle sue negatività non ha riscontro con quella di nessuno dei paesi vicini, elenca alcuni elementi suscettibili di giustificare l’asserito malcontento sulla qualità della vita a Capena: 1) insufficienza e inadeguatezza degli spazi scolastici; 2) carenza totale di verde pubblico: 3) carenza totale di spazi di aggregazione giovanile; 4) carenza totale di spazi di gioco per bambini; 5) carenza totale di sostegno sociale ad anziani, famiglie e giovani coppie; 6) abbandono del centro storico e dei nuclei periferici (per questi ultimi, il manifesto cita Pastinacci, Colle del Fagiano e il Bivio); 7)carenza di parcheggi; 8) stato di dissesto delle strade; 9) crisi diffusa delle piccole attività commerciali.
Ciò detto, e criticata anche di passaggio la composizione politica della nuova Amministrazione, con l’accostarsi del PD al PDL, il manifesto passa ad esporre alcune proposte concrete, delle quali due formano oggetto di richiesta rivolta all’Amministrazione e altre due sono, invece, realizzabili in via di autoorganizzazione da parte dei cittadini.
All’Amministrazione si chiede di: 1) reperire uno spazio da rendere disponibile come centro di aggregazione giovanile (indicato con l’eufonico acronimo CAG), nel quale la gioventù locale possa studiare, svolgere attività artistiche, organizzare incontri, corsi, feste (all’uopo il manifesto esemplifica come possibile ubicazione di un centro cosiffatto la sala polifunzionale intitolata alla memoria della maestra elementare Gelmira Gregorini in Sacripanti, madre di Nicola Sacripanti); 2)reperire uno spazio da destinare ad attività ludico-sportive per adolescenti e giovani (all’uopo si chiede di recuperare o “riqualificare” per una destinazione di questo tipo il “pezzetto residuo” che dell’ex campo sportivo non è stato trasformato in parcheggio).
Ai cittadini si lancia la proposta di auto-organizzare: 1) centri di mutuo aiuto tra famiglie per mettere insieme spazi e baby-sitter e risolvere con costi contenuti il problema dell’assistenza nel periodo estivo ai bambini figli di madri lavoratrici; 2) gruppi di acquisto solidale (indicati anche con l’elegante acronimo GAS), con riguardo ai quali l’idea è che i cittadini acquistino insieme prodotti alimentari, possibilmente di agricoltura biologica, da produttori locali.
Nel manifesto è indicato anche l’indirizzo di un sito Internet, www.selcapena.it, che al momento non è raggiungibile, quantomeno dal computer di cui si serve lo scrivente. Sono indicati anche un indirizzo di posta elettronica e due numeri di cellulare.
Da notare, come già in passato per altre uscite di SEL, la timidezza nell’indicazione delle responsabilità della situazione: si dice, ad esempio, nel paragrafo in cui si critica il comune sostegno di PD e PDL all’Amministrazione Comunale, che non si può pensare di risolvere i problemi del paese mettendosi insieme con chi ha contributo a crearli – affermazione che sembra essere una critica a recenti scelte del PD capenate e che eufemisticamente inquadra come semplice “contributo” alla creazione dei problemi il ruolo svolto da chi era al potere quando essi sono sorti. E’ comunque un passo avanti rispetto a quanto affermato nel precedente manifesto di SEL Capena, nel quale si menzionava la mera “impressione” che l’Amministrazione di centrodestra potesse talora non aver dato la giusta prevalenza al perseguimento dell’interesse collettivo.
E’ auspicabile che in future uscite del circolo capenate di SEL ci siano risparmiate espressioni come “almeno un po’ migliore”.
CAPENA: UN MANIFESTO DEL CIRCOLO LOCALE DI “SINISTRA, ECOLOGIA E LIBERTA’”, OVVERO IL PICCOLO FESTIVAL DEGLI ACRONIMI
maggio 26, 2012CAPENA MENZIONATA INCIDENTALMENTE IN UNA NOTIZIA DATA DAL TG REGIONALE DEL LAZIO (TGR LAZIO)
maggio 22, 2012Nell’odierna edizione del TG regionale del Lazio in onda su Raitre a partire dalle 19.30 è stata data, intorno alle 19.40, una notizia relativa ad un’indagine su un giro di usura – indagine che, partita, secondo quanto riferito nel TG, dalla denuncia presentata da un imprenditore di Capena, è sfociata in provvedimenti a carico degl’indagati, i quali, secondo l’ipotesi di accusa, prestavano denaro a tassi d’interesse usurarii. Nulla nel servizio era detto né sull’identità del denunciante, né su quella degl’indagati, dei quali si diceva solo che avrebbero svolto l’attività di erogazione del credito ciascuno per proprio conto in diverse zone.
GEMELLAGGI: CAPENA (RM) – AVIGLIANA (TO)
maggio 9, 2012Tra le pochissime realtà in cui, su ottomila comuni italiani, PD e PDL si ritrovano insieme vi è, oltre a Capena, cui è stata regalata una Giunta tra le più anziane d’Italia, anche un paese in provincia di Torino, Avigliana, che ha dato i natali a Piero Fassino.
Per le comunali del 2012 si sono presentate due liste, una delle quali sostenuta da PD, PDL e UDC, cioè dalla “crema” del sistema politico italiano, l’altra, invece, da IDV, SEL e Movimento Cinquestelle. Il discrimine principale tra le due liste è rappresentato, naturalmente (siamo nella Val di Susa), dall’atteggiamento nei confronti della linea TAV (Treno ad Alta Velocità), favorevole da parte del “listone” PD+PDL+UDC, contrario da parte della lista IDV+SEL+Cinquestelle. Ha vinto quest’ultima, con 3.200 voti, contro i 2.306 andati alla lista sostenuta dalle stesse formazioni politiche che, a livello nazionale, sostengono il Governo Monti.
Si potrebbe obiettare che a Capena stanno insieme “soltanto” PD e PDL, ma l’UDC sta all’opposizione.
Vale tuttavia la pena di ricordare che, in vista delle comunali del 2009, come peraltro più volte ricordato anche ultimamente, il PD di Capena tentò di allearsi con l’UDC e il fallimento delle trattative è stato, tra l’altro, attribuito dal PD (unicamente o quasi) al fatto che l’UDC avrebbe proposto un candidato Sindaco non digeribile dal PD – proposta che sarebbe stata ritenuta provocatoria, denotante una non volontà di allearsi con il PD.
Per la verità, alcuni nel PD locale erano perplessi su questo tentativo di accordo e, a quanto pare, tale perplessità e le sue ragioni sarebbero state esposte a qualcuno appartenente a livelli superiori del partito. Una risposta a tali perplessità merita di essere riportata, così come riferita: “L’UDC è così dappertutto”.
Poiché l’affermazione testé citata ha fatto seguito a rilievi non positivi sull’UDC capenate, è evidente che, nella logica comune, se “l’UDC è così dappertutto” e se quel “così” fa riferimento ad apprezzamenti non positivi, l’”essere così dappertutto” costituisce una circostanza aggravante, non una circostanza attenuante; ovvero, un motivo in più per non allearsi con la formazione politica in questione. Le perplessità esposte dall’ingenuo militante sono state, tuttavia, contrastate non già dicendo “non è vero quel che dici”, ma in sostanza dicendo “non solo è vero a Capena, ma è vero a livello nazionale (dappertutto)” – ciò che, invero, dovrebbe rafforzare vieppiù tali perplessità.
Appare quindi in tutta la sua evidenza, pur in questa minuscola vicenda, la distanza tra la logica comune e la logica politica, invece, o quantomeno la logica di certo personale politico (nella fattispecie del PD), secondo la quale, se “l’UDC è così dappertutto”, allora la perplessità non ha più ragion d’essere e al massimo, per riprendere una famosa espressione di Montanelli quando raccomandò il voto per la DC in occasione di un turno delle politiche, ci si dovrà “turare il naso”.
Sarebbe, in fondo, null’altro che un aneddoto quasi trascurabile, una pietruzza nell’abisso scavato tra “nomenklature” politiche e gente comune. Naturalmente poi non ci si deve stupire di certi più che logici esiti (Avigliana e non solo docet) e/o tentare di minimizzarli e/o esprimere generiche e suggestive riserve dicendo che “tira una brutta aria”.
Peraltro, con la sua linea di entusiastico sostegno al Governo Monti e con il suo disegno di costituzione di un’ampia stagnante palude di centro al fine di spegnere tendenzialmente o quantomeno di attenuare la conflittualità politica e sociale, così facilitando il compito dei tecnocrati “sobri”, “Pierferdy”, vir Azzurrae Caltagironi, è diventato quanto di più appetibile possa esserci nel panorama politico italiano, particolarmente in coppia con quel simpaticone carismatico di L. Cesa.
IL PD (PARTITO DEMOCRATICO) DI CAPENA: UNA FORMAZIONE POLITICA ALL’AVANGUARDIA, IN LINEA CON LE PIU’ RECENTI TENDENZE DEL CONSENSO POPOLARE?
maggio 7, 2012La FRANCIA va a sinistra (le elezioni presidenziali sono state vinte dal candidato socialista Hollande, che ha battuto il Presidente uscente Sarkozy, candidato di centrodestra).
In GRECIA il partito che noi diremmo di “sinistra radicale”, Syriza, triplica i propri consensi e supera i socialisti, diventando secondo partito dietro “Nuova Democrazia” di centrodestra, che comunque crolla dal 35% al 19%.
In GERMANIA il centrodestra, cioè la CDU, perde terreno nelle elezioni regionali dello Schleswig-Holstein, dove aumentano i consensi per i socialdemocratici (SPD) e, ancora più nettamente, per i Verdi (formazione di sinistra) e per i “Pirati”, che presentano qualche analogia con i “grillini” italiani.
In GRAN BRETAGNA, o se si preferisce REGNO UNITO, dopo appena un paio d’anni di governo per il fighetto di centrodestra David Cameron comincia a tirare una gran brutta aria, come si evince dal risultato di elezioni locali.
In ITALIA a GENOVA il PDL è al 9,17% (459 sezioni su 653).
In ITALIA a PARMA il PDL è al 4,69% (179 sezioni su 203).
In ITALIA a PALERMO il candidato del centrodestra prende il 10,85% delle preferenze (31 sezioni su 600).
In ITALIA a VERONA il PDL è al 5,42% (214 sezioni su 268).
In ITALIA a LA SPEZIA il PDL è all’11,99% (75 sezioni su 96).
In ITALIA a L’AQUILA il PDL è all’8,44% (20 sezioni su 81).
In ITALIA a TARANTO il PDL è al 6,87% (20 sezioni su 191).
In ITALIA ad ALESSANDRIA il PDL è al 14,21% (65 sezioni su 93; nel 2007 il candidato del centrodestra era stato eletto al primo turno con il 63% dei voti).
In ITALIA ad ASTI il PDL è al 16,96% (58 sezioni su 78; nel 2007 il candidato del centrodestra era stato eletto al primo turno con il 56,1 % dei voti).
In ITALIA a BELLUNO il PDL è al 9,34% (25 sezioni su 34).
In ITALIA a BRINDISI il PDL è al 9,51% (34 sezioni su 80).
In ITALIA a COMO il PDL è al 14,56% (28 sezioni su 74).
In ITALIA a CAPENA (RM), dissoltasi a fine 2011 per motivi ignoti ai comuni cittadini la coalizione di centrodestra che dal 1999 governava l’ameno, ridente e ubertoso paesino, “salotto verde della provincia di Roma”, il PD (Partito Democratico) locale, anziché chiedere il ritorno alle urne, che si sono – come si è appena visto – rivelate in questa tornata assai poco favorevoli per il centrodestra, è venuto, in forza di una deliberazione assunta con il voto favorevole di n. 9 (nove) persone, a sostenere con n. 2 (due) propri iscritti che siedono in Consiglio Comunale lo stesso Sindaco che è sostenuto dal PDL (inesatto, infatti, sarebbe dire che il PD a Capena “si è alleato” con il PDL: bisogna dire che sostiene lo stesso Sindaco sostenuto dal PDL, ossia che vi è una convergenza parallela con il PDL). Si deve forse pensare che il PDL a Capena possegga caratteristiche che lo rendano più appetibile che altrove per un “comune sostegno” (non chiamatelo “alleanza”, perché tale non è)? D’altronde, dove si potrebbe trovare qualcuno che attribuisca un atto delittuoso a “squilibrati comuni” e al tempo stesso gli attribuisca una “ispirazione mafiosa”, come se la mafia fosse una questione di “squilibrati comuni”? Dove si potrebbe trovare chi, sempre di fronte a quell’atto delittuoso, espressamente attribuito a una situazione di “disagio sociale acuito dalla crisi economica”, trovi poi, per formulare al riguardo un commento, ispirazione nientepopodimeno che in uno scritto a quanto parrebbe autobiografico di Carlo Verdone? Sarà forse la famiglia Verdone un esempio di “disagio sociale acuito dalla crisi economica”? E poi, quale non sarà mai l’orgoglio di poter insediarsi da governanti in un edificio, o pasolinianamente “palazzo”, ripetutamente e – parrebbe – impunemente battezzato da writers di talento?
CAPENA: ANCORA UN “BIS IN IDEM” DEL CONSIGLIERE COMUNALE ANGELA MONTEREALI
maggio 1, 2012Con interrogazione datata 17 aprile 2012 e assunta il giorno stesso al protocollo comunale con numero 6563, diretta all’Assessore alla Cultura e al Sindaco, pubblicata con il numero 62 nella sottosezione “Le Mie Battaglie in Comune” della sezione “Filo diretto con il Consigliere Comunale Angela Montereali” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”, il Consigliere Comunale Angela Montereali torna sull’oggetto di un’interrogazione presentata quindici mesi prima, l’11 gennaio 2011, assunta al protocollo comunale con il numero 348 e rimasta senza risposta. Entrambe le interrogazioni riguardano il il sito archeologico (colombario) situato “sulla parete di tufo a picco, a sud-ovest, in località Paraterra” – sito che è inaccessibile “da parecchio tempo“, come riporta l’interrogazione, la quale specifica anche una possibile causa di questa situazione.
L’interrogazione riporta per esteso la descrizione che del sito archeologico in questione, denominato anche “Farmacia Vecchia”, viene fatta in una guida di Capena uscita anni fa con prefazione a firma dell’allora Sindaco Roberto Barbetti, attuale Assessore alla Cultura e principale destinatario dell’interrogazione stessa, la quale riferisce che dal sito Internet comunale sarebbe stata espunta la menzione di tale sito archeologico, che in precedenza vi era fatta. L’interrogazione nota anche che non vi è menzione del sito de quo neppure nella cartellonistica recentemente installata nel territorio comunale per segnalare i siti d’interesse storico, archeologico, artistico. Ancora, l’interrogazione evidenzia che il Comune di Capena non è menzionato tra quelli promotori d’iniziative nell’opuscolo redatto e diffuso a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in occasione della XIV Settimana della Cultura (14-22 aprile 2012), nel corso della quale sono state effettuate anche visite guidate al Lucus Feroniae, la cui organizzazione nel richiamato opuscolo è attribuita, secondo quanto riporta l’interrogazione, al Comune di Fiano Romano, mentre, come afferma ancora l’interrogazione e poteva evincersi dai manifesti qualche settimana fa affissi per Capena, essa è ascrivibile al Comune di Capena e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (a meno che quelle organizzate dal Comune di Fiano Romano non siano diverse e ulteriori rispetto a quelle alla cui organizzazione ha contribuito il Comune di Capena, svoltesi il 14-15-21-22 aprile, delle quali quindi, a differenza di quelle organizzate dal Comune di Fiano Romano, non si sarebbe fatta alcuna menzione nell’opuscolo ministeriale). Secondo il Consigliere interrogante il Comune di Fiano Romano avrebbe, rispetto al Comune di Capena, svolto un’azione molto più incisiva per far conoscere e per “sponsorizzare” le ricchezze archeologiche del proprio territorio.
Il Consigliere Montereali in conclusione chiede all’Assessore alla Cultura di accertare quanto segnalato e di provvedere a ripristinare lo stato originario dei luoghi (per consentire – è sottinteso – l’accesso al sito archeologico denominato “Farmacia Vecchia”) e si dice fiduciosamente sicura dell’interessamento del destinatario dell’interrogazione, dal quale invoca un sollecito riscontro.
CAPENA: MASSIMO BIONDI HA SUONATO MOLTE VOLTE…
aprile 28, 2012Con istanza/segnalazione datata 20 febbraio 2012, assunta al protocollo comunale il 21 febbraio 2012 con numero 2881 e diretta ad un Responsabile del Servizio e alla Polizia Provinciale il Consigliere Comunale Geom. Massimo Biondi, appartenente al partito “La Destra”, lamentando la perdurante inesecuzione dell’ordinanza n. 4 del 22 luglio 2010 con la quale, in seguito a segnalazione dello stesso Consigliere, si dispose che fosse rimosso, perché totalmente abusivo, lo schermo pubblicitario installato in via Monte Travicello angolo via Tiberina, nonché lamentando l’assenza d’intervento per tutti gli altri cartelli pubblicitari installati sul territorio comunale, compresi in particolare quelli siti lungo la via Tiberina e lungo la via Provinciale Capena-Morlupo, da ritenersi secondo il predetto Consigliere illegali perché illegittima, in quanto stipulata senza previo atto autorizzativo, sarebbe la convenzione tra il Comune e la Società incaricata per la collocazione e la manutenzione dei cartelloni e di altre simili installazioni nel territorio comunale, chiede “ai destinatari in indirizzo di attivarsi al fine di far rispettare il Codice della Strada e le leggi vigenti“.
Il Consigliere Biondi richiama gli estremi di tre sue precedenti istanze/segnalazioni in materia (prot. nn. 9630, 17409, 18413 del 2010) e afferma, inoltre, che non sarebbero state versate le imposte pubblicitarie.
Quest’ultima istanza/segnalazione, datata 20 febbraio 2012, di cui si è testé detto, è pervenuta al protocollo comunale cinque giorni dopo che, con l’ingresso di due Consiglieri di centrosinistra nella Giunta, aveva avuto inizio il nuovo eone dell’Amministrazione Comunale. Sarebbe interessante sapere se le aspettative di apocatastasi suscitate dal mutamento di composizione nella Giunta Comuunale hanno trovato soddisfazione per quanto concerne le ripetute, motivate, sostanziose istanze/segnalazioni del Consigliere Comunale Geom. Biondi nella materia di cui sopra.
CAPENA: “CAPENA ANNO ZERO” SUONA SPESSO DUE VOLTE
aprile 28, 2012Al numero 61 della sottosezione “Le Mie Battaglie in Comune” della sezione “Filo Diretto con il Consigliere Comunale Angela Montereali” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero” è stata pubblicata un’istanza del menzionato Consigliere Comunale, datata 26 marzo 2012 e assunta al protocollo comunale con il numero 5173 il 27 dello stesso mese e dello stesso anno, la quale, diretta ad un Responsabile del Servizio, al “Delegato ai Cimiteri” e per conoscenza al Sindaco, in primo luogo lamenta che non sia stato dato seguito ad una precedente istanza/segnalazione, che, assunta al protocollo comunale il 12 settembre 2011 con numero 14778, faceva presente, perché s’intervenisse al fine di eliminarlo o comunque di sanzionarlo, l’invalso (mal)costume consistente nella sosta di automezzi non autorizzati (furgoni) in posti/parcheggio ubicati in viale dei Cipressi, che dà accesso al Cimitero Vecchio, detto anche di San Leone dalla chiesetta ivi ubicata, e riservati “alle sole autovetture“; in secondo luogo, ribadito quanto segnalato senza esito sei mesi e quattordici giorni prima, aggiunge che uno dei predetti automezzi (furgoni) sosta abitualmente in un posto riservato ai diversamente abili, in violazione di precetto sanzionato dall’art. 188 C.d.S. (Codice della Strada), e così facendo crea disagio per lo stesso svolgimento delle cerimonie funebri, trattandosi di posto sito nella zona di accesso al Cimitero anzidetto. In conclusione dell’istanza/segnalazione si rinnova dunque la richiesta di un pronto intervento dell’Ufficio preposto, anche al commendevole fine di evitare che nel foro interiore di qualche cittadino possa esser concepito e trovar spazio anche solo il mero sospetto di favoritismi.
Da un’annotazione riportata in calce all’immagine dell’istanza/segnalazione (“AUTOMEZZO RIMOSSO”) si evince che l’istanza/segnalazione ha questa volta avuto seguito.
Si tratta di un perfetto esempio di quel che ogni Consigliere Comunale potrebbe e dovrebbe fare, e cioè il “difensore civico” dei cittadini a fronte di eventuali ritardi e inefficienze nell’azione della P.A.
Formuliamo solo un paio di rilievi meramente formali e di ciò chiediamo anticipatamente venia al gentile lettore, dal momento che ovviamente quanto importa e rileva è che l’istanza/segnalazione sia stata recepita nella pratica, nella “realtà effettuale”. Circa la penultima parola del testo dell’istanza/segnalazione di cui si tratta, suonerebbe ancor meglio, in luogo di “questo”, l’altro aggettivo dimostrativo “codesto”; inoltre, nell’articolata proposizione causale inserita nel lungo periodo che costituisce il penultimo paragrafo dell’istanza, e precisamente laddove si dice “[in considerazione che (ovvero poiché)] la legge garantisce dei diritti, prevede delle tutele [...]“, l’uso, che in tal passaggio si fa, di forme articolate della preposizione “di” costituisce un francesismo che, nella nostra lingua, dà luogo ad un uso improprio della predetta preposizione e ad una ridondanza che può ben evitarsi (suona molto meglio “la legge garantisce diritti, prevede tutele”); ridondante, poi, con riguardo all’aggettivo, è anche l’espressione “(la legge) stabilisce precise sanzioni”, dal momento che la sanzione è, per sua natura, determinata (non esistono sanzioni “imprecise”), se non altro attraverso l’indicazione di un minimo e di un massimo, atteso che la sua quantificazione ad opera della norma è presupposto della sua stessa applicabilità (suona meglio, quindi, “la legge garantisce diritti, prevede tutele, stabilisce sanzioni”); si ravvisa inoltre nella già citata proposizione subordinata causale con la quale si apre il periodo che costituisce il penultimo paragrafo dell’istanza/segnalazione una ripetizione dello stesso sostantivo (“la legge è uguale per tutti [...] la legge garantisce dei diritti, prevede delle tutele) e, al riguardo, si osserva che sarebbe stato preferibile riunire insieme la qualificazione di “uguaglianza” data alla legge e i verbi per i quali nella proposizione subordinata causale in questione il soggetto è costituito appunto dal sostantivo “la legge” (“la legge, uguale per tutti, garantisce diritti, prevede tutele, stabilisce sanzioni”, dopo il riferimento al parcheggio che è servizio, diritto e problema).
In un contesto nel quale l’Amministrazione ha già, prima ancora del recente mutamento di composizione, dato segno di voler riservare attenzione anche alla correttezza grammaticale e sintattica dell’espressione e nel quale si registra, dopo il recente mutamento di composizione, una esponenzialmente e quotidianamente crescente attenzione alle problematiche culturali, ci sembra non inutile soffermarsi anche sugli aspetti formali testé focalizzati.
CAPENA: UNA MOZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE MASSIMO BIONDI SULLA TEMATICA DEL CONTRASTO ALLE MAFIE E DELLO SVILUPPO DELLA LEGALITA’ E DELLA TRASPARENZA DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI
aprile 25, 2012Al terzo punto dell’ordine del giorno (o.d.g.) del Consiglio Comunale straordinario convocato per il 20 aprile u.s. (ultimo scorso) figura una mozione presentata dal Consigliere Comunale Massimo Biondi, appartenente al partito “La Destra”, e assunta al protocollo comunale con il n. 6239 del 2012. Questa mozione ha ad oggetto l’impegno da parte dei Comuni a costituirsi parte civile nei procedimenti di mafia che coinvolgano le Amministrazioni, nel quadro delle iniziative di contrasto alle mafie e di sviluppo della legalità e della trasparenza da parte degli Enti Locali (oltre agli avvisi di convocazione in formato A/4 negli spazi deputati alle pubbliche affissioni per le pubbliche vie si veda, in corrispondenza del Consiglio Comunale del 20 aprile 2012, la sottosezione “Consigli Comunali” della sezione “In Comune” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”).
Sappiamo che, per quanto concerne i reati contro l’onore (ad esempio la diffamazione), non vi è alcun bisogno di “impegnare” l’Amministrazione Comunale di Capena alla costituzione di parte civile: lo si può dedurre dal fatto che, in occasione di una condanna inflitta a quanto sembra per diffamazione nel febbraio del 2011 dal Tribunale di Tivoli all’autore di una lettera pervenuta nel luglio 2004 al Sindaco di Capena (verosimilmente sconosciuta alla stragrande maggioranza della popolazione), è stato pubblicato sul sito Internet del Comune un avviso, rimasto per mesi tra i link presenti nella homepage di detto sito in posizione di discreta evidenza, con il quale si dava notizia della condanna in questione e del fatto che, oltre alla sanzione penale, era stata dal Tribunale, in seguito alla costituzione di parte civile (sembra d’intendere da parte appunto del Comune), liquidata una somma a titolo di risarcimento del danno provocato dall’illecito penale accertato. Tale notizia era data non solo con l’avviso pubblicato dal sito Internet del Comune, ma anche con un manifesto pubblicato per le vie del paese negli spazi deputati alle pubbliche affissioni sotto il logo della lista civica “Per Capena con voi” sotto il titolo, se ben ricordiamo, “Le diffamazioni e le calunnie si pagano”, con l’intento – inutile perché ignorantia juris non excusat e disvelato in un’appendice non riportata nel testo per il resto pressoché identico pubblicato sul sito Internet comunale – di ammonire in particolare l’opposizione locale o alcuni suoi settori più molesti sul fatto che diffamazioni e calunnie sono illeciti penali e comportano anche responsabilità civile per il risarcimento del danno da esse provocato. Nell’avviso pubblicato sul sito Internet comunale, così come sul manifesto pubblicato sotto il logo della lista civica “Per Capena con voi”, si dava anche notizia, oltre che della suddetta sentenza di condanna, anche di un rinvio a giudizio, anche questo per reato contro l’onore (diffamazione); questa parte dell’avviso, cioè quella relativa al rinvio al giudizio per un caso di diffamazione tramite sito Web, era successivamente “tagliata” nel testo pubblicato nel sito Internet comunale, forse in seguito a rilievi contenuti in una presa di posizione del “Maestrale” e di “Capena Anno Zero” sul testo del manifesto e dell’avviso pubblicato sul sito Internet comunale.
Il tema di cui alla mozione lodevolmente presentata da Massimo Biondi non è peraltro accademico o teorico per Capena.
Cerchiamo di mettere in fila i fatti.
A giugno del 2009, pochi giorni dopo le elezioni comunali svoltesi quell’anno, il PD di Capena fa uscire un manifesto con il quale chiede pubblicamente alla neoinsediata Amministrazione Comunale di fornire alcune informazioni in merito ad un comprensorio residenziale (un insieme di ville o villini) sorto in località “Calamissura”, il quale, stando a una notizia pubblicata dal quotidiano “Il Messaggero”, è stato sequestrato nel contesto di un procedimento penale avviato per reati urbanistici.
Non sappiamo con certezza se vi sia stata o meno risposta alla richiesta d’informazioni pubblicamente avanzata dal PD di Capena con il suddetto manifesto, il cui testo era riportato nell’ora scomparso sito Internet della lista civica di centrosinistra “ViviCapena” (un link “morto” a tale sito è tuttora presente nella homepage del sito Internet del PD di Capena) e non è riportato, per quanto ci risulta, nel sito Internet del PD di Capena. A differenza del “Maestrale” e di “Capena Anno Zero”, non sembra che la lista civica di centrosinistra “ViviCapena” informasse sul proprio sito Internet, ora scomparso, degli esiti delle interrogazioni o delle istanze di accesso presentate.
Pare, tuttavia, che non sia stata data risposta a quella richiesta d’informazioni e che il diniego sia stato motivato con richiamo alla pendenza del procedimento penale, nel cui contesto era stato adottato il provvedimento di sequestro di cui all’articolo pubblicato sul “Messaggero” nel giugno 2009.
Peraltro, già nel corso della precedente legislatura un diniego con identica motivazione era stato opposto ad un’istanza di accesso presentata in materia urbanistica da Consigliere Comunale della lista civica di centrosinistra “Per cambiare tutti protagonisti” e il diniego così motivato era stato ritenuto non legittimo dal Difensore Civico presso la Provincia, al quale il Consigliere Comunale istante si era poi rivolto, ditalché il Comune, in persona del competente Responsabile del Servizio, aveva poi dovuto fornire le informazioni richieste dal Consigliere. Di questa vicenda fu data notizia in un articolo pubblicato con posizione di editoriale sotto la fotografia del Consigliere istante sulla prima pagina del periodico “Entrata d’emergenza”, con il titolo “Il Difensore Civico ci dà ragione”. Che non si sia tenuto conto di tale precedente da parte del PD di Capena, ove – in effetti e come sembrerebbe – sia stata data risposta negativa (o nessuna risposta, il che è equivalente ad un rifiuto nella materia dell’accesso) alla suddetta richiesta d’informazioni pubblicamente formulata nel giugno 2009, non stupisce più di tanto, attesa la fine (precipitazione in cassonetti) che hanno fatto, con indignazione delle redattrici del periodico, le copie non distribuite della rivista edita a cura della sinistra più o meno giovanile capenate “Entrata d’emergenza”, che erano conservate presso i locali della “sezione” della predetta forza politica ubicati in via IV Novembre al civico n. 12.
Mette conto rilevare comunque che, per quanto se ne sa, il centrosinistra a Capena, né come partito (PD) né come lista civica “ViviCapena”, parrebbe essere più tornato in seguito sulla tematica di cui alla richiesta d’informazioni pubblicamente formulata nel manifesto del giugno 2009, cioé né sulla quella situazione in particolare, di cui all’articolo pubblicato sul “Messaggero” e richiamato nel manifesto del PD con il quale si chiedevano informazioni all’Amministrazione Comunale neoinsediata nel giugno 2009, né su altre affini, che pure non mancavano e non mancano a Capena.
Questa “caduta nell’oblìo” è proseguita anche quando sono emerse notizie, dalle quali, con un minimo di diligenza, si poteva ricavare che proprio in quell’operazione immobiliare, alla quale si richiamava il manifesto pubblicato nel giugno 2009 dal PD di Capena, ci sarebbe, secondo ipotesi formulate dalla Magistratura inquirente, lo zampino della criminalità organizzata, e in particolare di un’associazione a delinquere che rientra tra quelle dette “di stampo mafioso” (art. 416-bis del codice penale).
Ciò era segnalato, con precisi rimandi a notizie di cronaca, in un post pubblicato su questo blog nell’aprile 2010, dal titolo “La camorra a Capena?”, linkato nella sottosezione “Il Partito del Cemento” della sezione “Rassegna Stampa” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”.
Ciò rievochiamo non tanto, ovviamente, per dire che i maggiorenti del centrosinistra locale avrebbero dovuto apprendere la notizia o rendersi conto del nesso leggendo su questo blog: ciò che viene scritto su questo blog è del tutto irrilevante. Il ragionamento da fare è un altro: se un singolo cittadino si accorge del nesso, a fortiori dovrebbero accorgersene gli esponenti di un partito e di un’area politica. Come già più volte abbiamo detto, i politici non possono “cadere dalle nuvole” e sono responsabili anche soltanto quando sono semplicemente “distratti” o disinteressati di ciò di cui dovrebbero interessarsi e che dovrebbero approfondire. Sarebbe anche irrilevante il fatto che qualcuno avesse esplicitamente, tramite corrispondenza elettronica, richiamato l’attenzione dei suddetti maggiorenti sul nesso in questione (nel sito Internet, poi scomparso, della lista civica di centrosinistra “ViviCapena” vi erano fotografie di componenti il Direttivo con relativi indirizzi di posta elettronica, poi tolti quando ancora il sito c’era): ciò che conta è che il politico non può mai, per la sua stessa posizione, invocare, a propria scusante, l’ignoranza, poiché la responsabilità del politico, ovvero la responsabilità politica, sorge anche per culpa in vigilando e in assenza di qualsiasi dolo. Ciò tanto più quando si tratta di vicende, come quella del comprensorio residenziale di cui al manifesto pubblicato dal PD di Capena nel giugno 2009, sulle quali la forza politica ha già appuntato la propria attenzione, che dovrebbe avere un’ovvia reviviscenza in occasione di notizie di cronaca successive; e ancor più se si tratta, come nella fattispecie, di un comprensorio per il quale l’Amministrazione Comunale di centrosinistra del 1995-’99 non aveva dato il via libera ad un piano di lottizzazione all’epoca presentato proprio per quell’area.
Peraltro, notizie di cronaca su investimenti immobiliari a Capena con capitali di sospetta provenienza camorristica uscirono anche nel maggio 2011. Troviamo ben quattro link ad altrettanti articoli sull’argomento nella sottosezione “Il Partito del Cemento” della sezione “Rassegna Stampa” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”.
La situazione, rispetto alle notizie già uscite nell’aprile 2010, si fa più preoccupante ancora perché:
1) emerge chiaramente che gl’investimenti di capitali di provenienza sospetta si sono verificati in diversi comuni della provincia di Roma, con un’azione d’infiltrazione a largo raggio;
2) emerge che in uno di questi comuni (non comunque a Capena) un investitore dei capitali di provenienza sospetta aveva allacciato rapporti assai cordiali con esponenti delle Istituzioni.
A ciò deve aggiungersi che, com’è noto e come sanno anche i bambini, la criminalità organizzata è uno dei “poteri forti” della società contemporanea e che ciò è tanto più vero per quella criminalità che, come le organizzazioni di stampo mafioso, è da sempre alla ricerca di connivenze e complicità nell’ambito delle Istituzioni, tanto che proprio in questo elemento alcuni hanno ravvisato la “differenza specifica” che individua la criminalità mafiosa.
Insomma, bisogna vigilare; e una volta, almeno, la vigilanza era una delle virtù che si richiedevano al militante della sinistra comunista, e non solo per contrastare le infiltrazioni nel partito da parte di provocatori.
Oggi, i tardi epigoni, o supposti tali, di quella tradizione politica vigilano molto meno; anche dopo la raffica di notizie nel maggio 2011, il centrosinistra a Capena e il PD in particolare non danno segno di voler riprendere le “curiosità” rimaste, a quanto sembra, insoddisfatte a partire da quel manifesto del giugno 2009.
Da fonti pubbliche si può apprendere che alcuni appezzamenti di quel comprensorio agricolo trasformato in residenziale, al quale si fa riferimento nel manifesto del giugno 2009, sono stati posti sotto sequestro, perché ancora di proprietà degl’investitori di origine campana, sospettati di aver agito per conto di un soggetto sospettato di far parte di un’organizzazione criminale di stampo mafioso. Da ultimo, in questo senso ha provveduto il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con un provvedimento che allo stato non sembra essere stato revocato e che si aggiunge al sequestro disposto dall’A.G. di Tivoli, che procede per ipotesi di reati urbanistici (quest’ultimo sequestro riguarda tutto il comprensorio, compresi gli appezzamenti venduti dopo l’edificazione, mentre il sequestro disposto dall’A.G. campana riguarda i soli appezzamenti rimasti di proprietà dei lottizzatori/investitori di origine campana).
La situazione, quindi, è ancora più preoccupante, perché l’investimento di capitali di provenienza sospetta è avvenuto non, per quanto concerne l’operazione immobiliare di cui al manifesto del PD pubblicato nel giugno 2009, in direzione lecita, ma in una direzione di sospetta illiceità (lottizzazione abusiva), con ipotizzata commissione di un reato che, in genere, non si perpetra senza connivenze e complicità.
La sleeping option del centrosinistra locale non è, tuttavia, rimasta infruttuosa. Indifferente alle notizie per le quali a Capena sarebbero stati investiti capitali di provenienza camorristica e gl’investitori avrebbero, tra l’altro, posto in essere un’operazione immobiliare di sospetta illiceità, il PD di Capena non rimane, invece, indifferente al disgregarsi della coalizione di centrodestra che sostiene l’Amministrazione Comunale e si propone come componente di ricambio in luogo di dei fuoriusciti dalla maggioranza, della quale entra a far parte ufficialmente nel febbraio 2012.
Il silenzio e l’indifferenza, tuttavia, non sono ancora abbastanza. Che cosa fare di fronte all’operazione immobiliare di sospetta illiceità effettuata con capitali di sospetta provenienza illecita? Non c’è forse una possibile via di “recupero”, di sanatoria? Su questo il PD di Capena non ha ancora alcuna responsabilità specifica; qualche passo è stato intrapreso, prima tuttavia del suo ingresso in maggioranza, con l’inclusione del comprensorio di cui si tratta tra quelli oggetto di azione di recupero ai sensi della normativa regionale in materia (risale alla fine della scorsa legislatura una deliberazione consiliare con la quale si prende atto di una proposta di recupero di “nuclei spontanei”, tra i quali rientra anche quello cui si fa riferimento nel presente post; nel corso della presente legislatura è stato conferito l’incarico professionale per la redazione del piano di recupero dei cosiddetti “nuclei spontanei”). E’ ben vero che, in caso di lottizzazione abusiva, il Comune può anche puntare alla confisca, ma i lottizzatori dispongono di alcuni “scudi umani”, che sono i loro aventi causa, quelli che hanno comprato i lotti edificati e che vedrebbero vanificato il loro acquisto in caso di confisca: ecco così che si pongono le basi per un’azione di recupero ai sensi della normativa regionale in materia (legge n. 28 del 1980). Certo, anche in caso di confisca gli aventi causa potrebbero rivolgersi a chi ha venduto loro il lotto confiscato e chiedere il risarcimento del danno, ma: 1) devono dimostrare di essere in buona fede, il che è piuttosto difficile a fronte di una giurisprudenza che richiede all’acquirente la dovuta diligenza per rendersi conto se (quesito retorico) su un comprensorio agricolo si possano realizzare certe costruzioni; 2) anche ove vi fosse probabilità di provare la propria buona fede, occorrerebbe pur sempre intraprendere una causa civile di lunga durata e non è detto che sia possibile o facile, vinta la causa, trovare beni da aggredire, con un’ulteriore procedura giudiziaria (azione esecutiva), per farsi pagare dal lottizzatore dante causa la somma liquidata a titolo di risarcimento dal giudice civile.
Tra gl’immobili posti sotto sequestro con il sopra evocato provvedimento adottato nel 2011 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere vi sono anche alcuni lotti derivanti dal frazionamento di un terreno agricolo, tuttora non edificati e ricompresi nel perimetro di un altro dei sedici cosiddetti “nuclei spontanei” a Capena: uno o alcuni dei proprietari di questi lotti rientrano anche tra gl’investitori nell’operazione immobiliare di Calamissura, anzi l’acquisto di questi lotti rimasti sinora inedificati ha preceduto cronologicamente l’operazione di Calamissura. Ove passasse con il piano di recupero la perimetrazione originariamente proposta per il nucleo nel quale sono stati ricompresi questi lotti di terreno agricolo non edificati, sarebbe premiato l’investimento fatto una dozzina di anni fa, probabilmente proprio in vista di un esito del genere, cioè dell’edificazione su questi terreni. Per la migliore riuscita dell’affare pare che il dante causa degl’investitori, poiché alcuni dei lotti rientrano nella fascia di rispetto di un fosso (non sono ovviamente tra quelli resi edificabili con la perimetrazione proposta del relativo “nucleo spontaneo” di appartenenza), si preoccupasse che essi potessero rilevare quantomeno ai fini della determinazione della cubatura realizzabile sui lotti non gravati dal vincolo legato alla presenza del fosso, cioè che i lotti rientranti nella fascia di rispetto del fosso potessero almeno “cubare”.
Poiché, mentre le opere di urbanizzazione mancanti devono essere pagate dai diretti interessati, gl’incarichi professionali – che l’ente locale conferisce per la predisposizione del piano di recupero, dapprima, e, poi, per la predisposizione del progetto di urbanizzazione, ove, come di regola avviene in tali casi, le opere di urbanizzazione siano carenti nel comprensorio da recuperare – sono pagati, quantomeno in via di anticipo, con soldi dei contribuenti, abbiamo la paradossale situazione per la quale la collettività deve pagare o quantomeno anticipare somme per il recupero di operazioni immobiliari di sospetta illiceità portate avanti da soggetti che in genere stanno bene, anzi più che bene, senz’altro meglio della media dei contribuenti, e che per stare ancora meglio hanno appunto progettato certe operazioni, del cui salvataggio deve poi in una certa misura farsi carico la collettività, mentre sotto il profilo delle opere di urbanizzazione mancanti l’onere si scarica sugl’incauti aventi causa.
Poi c’è il problema legato al fatto che situazioni di questo tipo a Capena ce n’è, a quanto pare, più di una – ciò che avrebbe dovuto ancor più risvegliare l’attenzione del PD per la tematica di cui al manifesto del giugno 2009: e come si fa a optare per il recupero in qualche caso e a non recuperare in altri? E se ci fossero differenze in qualche caso rispetto ad altri, qualcuno forse insisterebbe su un legame del tipo “o tutti o nessuno”? E quali manovre, più o meno persuasive, possono in ipotesi innescarsi sul fatto che situazioni di un certo tipo ce ne sono più d’una? E per quale motivo, nel via via sempre più lungo elenco di obiettivi programmatici sciorinati dal PD di Capena in relazione agl’intenti con i quali si accingeva ad entrare in maggioranza, non è stato inclusa neppure in via di allusione o per sbaglio la tutela della legalità? Forse perché poteva sembrare uno sgradevole indiretto riferimento ad eventuali responsabilità politiche di coloro con i quali andava ad allearsi? E ancora, siamo sicuri che i maggiorenti del PD locale entrati in Giunta e i loro “compagni” o “amici” che dir si voglia del Direttivo siano consapevoli della posta in gioco per tutto quanto si è sopra detto, ovvero che abbiano effettiva contezza di tali problemi? Quanto ci si può fidare, anche volendo prescindere dai silenzi e dalle reticenze dettati da calcoli di convenienza politica, della presunta non ingenuità di chi, come personalmente fece uno dei due attuali neoassessori del PD, “si votò contro” senza neppure accorgersene nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale del 2 febbraio 2008, deliberando a favore della divulgazione di un testo che accusava il centrosinistra locale di responsabilità morale in ordine a condotte qualificate come criminose, senza neppure successivamente mai protestare ripensando alla cosa, senza dire mai nulla neppure in seguito agli sviluppi esecutivi di quella deliberazione adottata con l’inconsapevole (e perciò tanto più politicamente colpevole) autolesionistico concorso dei tre Consiglieri Comunali di centrosinistra – sviluppi dei quali il centrosinistra locale probabilmente non si accorse neppure – e senza dire una parola che è una e senza probabilmente neppure mai acquisire consapevolezza per il fatto che il concorso di altre e non del tutto indeterminate persone nel reato, evocato e centrale nel testo per la cui divulgazione il 2 febbraio 2008 votarono i tre Consiglieri Comunali di centrosinistra, è rimasto smentito da indagini preliminari durate due anni, all’esito delle quali, come si evince dallo stesso avviso che per qualche mese fu accessibile tramite link sulla homepage del sito Internet comunale, è stata rinviata a giudizio una sola persona? Non c’è proprio traccia d’ingenuità in tutto questo?
Se dovesse esservi qualche rinvio a giudizio per il reato di lottizzazione abusiva, il Comune, parte lesa in questo tipo di reati che ne ledono le competenze pianificatorie in campo urbanistico, si costituirà parte civile?
Ora che il centrosinistra/PD a Capena ha l’Assessorato alla Trasparenza, provvederà a soddisfare le curiosità espresse nel surrichiamato manifesto del giugno 2009 e a divulgare le risposte alle domande poste in quel manifesto con la stessa pubblicità data alla loro formulazione?
Ora che il centrosinistra/PD a Capena ha l’Assessorato al Demanio e al Patrimonio, cosa farà di fronte all’alternativa confisca (cioè acquisizione al patrimonio comunale)/recupero per i comprensori interessati da procedimenti avviati per ipotesi di reato di cui a una delle lettere dell’art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001?
Come giustamente ha notato l’opposizione, in particolare “Il Maestrale” nel manifesto che riportava nel titolo il riferimento metaforico ad un PD “tanato”, il PD di Capena non può arrogarsi meriti per realizzazioni amministrative nella misura in cui sono state compiute o portate a buon punto prima del suo ingresso in maggioranza. Deve aggiungersi che il PD di Capena fa, però, sempre in tempo ad assumersi la piena corresponsabilità politica per vicende iniziate ben prima che facesse il proprio ingresso in maggioranza.
CAPENA: IL SERVIZIO PUBBLICO DEL “MOVIMENTO CAPENA ANNO ZERO”
marzo 18, 2012Lodevolmente il PD di Capena, tra gli obiettivi programmatici alla cui accettazione subordinava il proprio ingresso in Giunta, ha posto anche “una maggiore attenzione alla trasparenza degli atti amministrativi” – “maggiore attenzione” da realizzarsi ovviamente attraverso il sito Internet del Comune.
A prescindere dal fatto che tale proposta non sembra sia stata più concretamente articolata al di là di un’affermazione generica di principio, vorremmo far notare che il sito Web del Comune dovrebbe essere aggiornato per ciò che riguarda la composizione della Giunta. Per quanto ci è dato di constatare, nel momento in cui scriviamo, nella pagina del sito Internet comunale alla quale si accede tramite il link “Giunta Comunale” nella homepage del sito stesso, è riportata ancora la “vecchia” composizione della Giunta, prima, cioè, della fuoriuscita dell’UDC e dell’ingresso dei Consiglieri eletti nella lista civica di centrosinistra “VivaCapena” e di un Consigliere indipendente.
Il cittadino può, invece, trovare da tempo informazioni aggiornate sulla composizione della Giunta Comunale nella sezione “In Comune” del sito Internet del “Movimento Capena Anno Zero”, nella quale è riportata anche, per completezza diacronica, la precedente composizione dell’organo collegiale di governo.
CAPENA: UN MANIFESTO SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA
marzo 18, 2012E’ stato pubblicato negli spazi istituzionalmente deputati alle pubbliche affissioni un manifesto nel quale si legge, sotto i loghi rispettivamente della Provincia di Roma e del Comune di Capena, l’annuncio “Anche a CAPENA arriva la raccolta differenziata PORTA a PORTA” (e non sarebbe del tutto fuori luogo chiosare con un “Era ora!”, considerando il ritardo con cui ciò è avvenuto rispetto a comuni contigui). Oltre all’annuncio, vi è, in basso nel manifesto, l’indicazione di un numero verde (se non andiamo errati 800 959 579) al quale è possibile rivolgersi nelle mattine dei giorni feriali per avere informazioni – numero che fa capo alla Società che si è aggiudicata l’appalto per la raccolta e il conferimento dei rifiuti solidi urbani a Capena; è richiamato anche l’indirizzo del sito Web ufficiale del Comune di Capena, ma, al momento, quantomeno nella homepage di detto sito, non ci sembra,salvo errore, che siano presenti avvisi o comunque informazioni in merito, cioè sul concreto avvio e funzionamento del servizio di raccolta differenziata porta a porta.
Si ricorderà che l’avvio della raccolta differenziata è uno dei tanti punti indicati tra gli obiettivi di raggiungere nelle dichiarazioni programmatiche del PD di Capena, le quali, come già notato in un precedente post, hanno via via subito ritocchi al rialzo e hanno attirato anche le ironie di forze politiche di opposizione, e in particolare del “Maestrale”, che, ad esempio, nel manifesto “CAPENATI GIOITE!!! HA RISOLTO TUTTO IL PD!!!!” nota, tra l’altro, come il PD capenate abbia, nelle proprie “dichiarazioni d’intenti” e buoni propositi in correlazione con l’ingresso nell’Amministrazione Comunale, elencato anche punti programmatici la cui realizzazione è già “in corso d’opera” (il manifesto del “Maestrale” contrasta questo atteggiamento del PD con quello del PDL di Capena, che, sempre secondo il manifesto, sarebbe “fantomatico“, “inesistente“, “zittito“, “a testa bassa“, nulla opponendo – è il rilievo implicito nel manifesto del “Maestrale” – alla furba elencazione, nei manifesti recenti del PD locale, di obiettivi programmatici per alcuni dei quali la realizzazione è stata già avviata quando il PD non era ancora approdato in Giunta).
Attesi i tempi – la prima Giunta Comunale del “nuovo corso” con la maggioranza PD-PDL-indipendenti vari è del 16 febbraio u.s. e il primo Consiglio Comunale del “nuovo corso” del 15 marzo u.s. -, è piuttosto difficile ravvisare un nesso di causa-effetto tra l’ingresso del PD locale in Giunta e l’avvio, annunciato con manifesti la cui affissione non è posteriore al 18 marzo 2012, della raccolta differenziata porta a porta a Capena: il post hoc non equivale, tantomeno in questo caso specifico, al propter hoc, anche se su questa fallacia logica può aver forse parzialmente fatto conto il PD nella formulazione delle sue “dichiarazioni d’intenti” (il cittadino distratto potrebbe scambiare la successione cronologica per un rapporto di dipendenza causale); risulta quindi tendenzialmente confermata anche dalla vicenda relativa all’avvio della raccolta differenziata la fondatezza delle osservazioni ironicamente formulate nel succitato manifesto del “Maestrale”.